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Tematisma

Collezione Farnese

Il percorso illustra le principali fasi relative alla formazione della Collezione Farnese e le vicende legate alla sua musealizzazione.

Ingente ed importante collezione di antichità iniziata da Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III (1543 - 1549). Formata grazie all’acquisto di collezioni, come quelle Sassi e Bernardino Fabio, alla confisca di altre (Colonna) ed a donazioni (Cesi), si ingrandì anche per il commercio antiquario e, soprattutto, in seguito ai tanti rinvenimenti da scavi promossi a Roma per la risistemazione urbanistica della città, allo scopo di abbellire il nascente Palazzo Farnese, dove lo stesso Michelangelo nel 1546 provvide al progetto di scenografie idonee ad accogliere i capolavori antichi che venivano col passare alla luce. Alla morte di Paolo III, la raccolta venne proseguita ed ingrandita ulteriormente dal nipote, il cardinale Alessandro, tramite l’acquisto di altre collezioni (Del Bufalo e Cesarini), al lascito, nel 1587, di numerosi oggetti appartenuti a Margherita d’Austria, moglie di Ottavio Farnese, ed agli acquisti promossi dal collezionista ed antiquario di fiducia, Fulvio Orsini. Dopo il trasferimento a Parma della famiglia, cominciò un periodo di decadenza. Nel 1731, con la morte di Antonio Farnese, il ramo maschile della casata si estinse, e la collezione passò in eredità, per il tramite di Elisabetta Farnese, moglie di Filippo V di Spagna, al loro figlio Carlo di Borbone. Divenuto re di Napoli nel 1734, questi decise il trasferimento delle collezioni parmensi nella sua capitale, seguito dal figlio Ferdinando IV con quelle romane: nonostante la forte opposizione del papato, nel 1787 iniziò il trasporto della collezione dai palazzi romani al nascente museo napoletano.