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Carta tachigrafica: errori nell’inserimento e chiarimenti da parte del Ministero dell’Interno

Per quanto semplice e intuitivo, il tachigrafo digitale in certi casi può ingannare. Per questo è fondamentale che tutti i conducenti abbiano frequentato il corso sul corretto funzionamento del tachigrafo. Il corso è obbligatorio per tutti e ogni 5 anni l’abilitazione va rinnovata. Durante le classi si insegna cos’è un cronotachigrafo e come va usato, dalla A alla Z. Sapere usare il tachigrafo digitale per lo scarico dati è molto importante perché purtroppo non si possono fare correzioni sui dati registrat. Quel che viene fatto viene fatto. Inserendo la propria carta tachigrafica i conducenti possono misurare i tempi di guida e di riposo, le attività di manutenzione del veicolo e i chilometri percorsi. Il monitoraggio dell’attività dei guidatori è obbligatoria per la legge italiana ed europea e ogni mancanza può tradursi in una penale per il lavoratore e l’azienda. In questo breve articolo ripercorriamo dunque le cose a cui stare attenti ogni volta che viene inserita una carta tachigrafica quando si effettua dal tachigrafo digitale lo scarico dati.  

Errori nell’inserimento della carta tachigrafica

A primo impatto l’uso del tachigrafo digitale per lo scarico dati è molto semplice: d’altronde basta inserire e togliere una carta, no? In realtà lo scarico dati dal cronotachigrafo nasconde un po’ di insidie, passaggi a cui bisogna stare attenti quando si utilizza la propria carta tachigrafica. Partiamo dalle basi. Ogni volta che inseriamo la carta nel tachigrafo il dispositivo ci chiede due cose: la nazione da cui inizia il nostro turno di lavoro e che cosa abbiamo fatto da quando la carta è stata estratta l’ultima volta. In sostanza, il conducente deve sempre dichiarare cosa ha fatto durante tutte le ore del giorno e della notte, che sia lavoro, riposo o altro. Ciò che bisogna evitare quando si fa lo scarico dati è avere i cosiddetti periodi di attività sconosciuta. Durante queste fasce orarie il tachigrafo non sa cosa abbiamo fatto e noi non l’abbiamo specificato quando era il momento. Per evitare i periodi di attività sconosciuta, il conducente deve stare molto attento ogni volta che inserisce la sua carta tachigrafica. Deve infatti assicurarsi di specificare sempre e correttamente ciò che ha fatto dall’ultima estrazione a quel momento. Solo così si evitano gli errori. Cosa accade se si sbaglia? Come detto, non ci sono modi di tornare indietro e correggere un inserimento errato. Quello che il guidatore può fare è stampare un foglio delle 24 ore della carta tachigrafica e segnare a mano il periodo di riposo. Per essere sicuri al 100% di non avere problemi durante un controllo è bene inserire anche una dichiarazione sul retro. Ecco un esempio: “ho effettuato un inserimento manuale errato, ho svolto un riposo notturno dalle ore _____ alle ore _____”.  

Estrazione della carta tachigrafica: come si è espresso il Ministero dell’Interno

Per alcuni casi particolari sull’uso del tachigrafo digitale si è pronunciato addirittura il Ministero dell’Interno. Nel dettaglio, con la circolare n.300/A/4683/20/111/20/3 del 3 luglio 2020, risponde alla domanda: si deve sempre estrarre la carta tachigrafica? La risposta in questo caso è no. Il conducente può infatti lasciare la carta inserita nel tachigrafo digitale anche quando si allontana dal veicolo. A una condizione però: in quel lasso di tempo deve assicurarsi di essere l’unico che abbia accesso al veicolo. Per intenderci, se ci si ferma in autogrill per una pausa e si chiude a dovere la vettura, non è necessario togliere e inserire la carta. Diverso è quando invece si deve dare il cambio a un collega: in questo caso, proprio perché il volante passa in mano altrui, si è tenuti ad estrarre la propria carta tachigrafica dal dispositivo. Seguire queste semplici regole è importante per avere dal tachigrafo digitale un corretto scarico dati.

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