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5 piatti della tradizione campana da provare almeno una volta nella vita

Viaggiare in Campania significa immergersi in un incantevole mondo fatto non solo di straordinari paesaggi naturali, ma anche di sapori intensi e unici. Il cibo della tradizione campana è in grado di soddisfare tutti i palati, anche quelli più esigenti e raffinati. Sono davvero numerose le ricette tipiche che testimoniano l’amore per la terra e la passione per la cucina, oltre che rappresentare vere e proprie testimonianze culturali che si tramandano nel tempo.

Questo articolo racchiude i piatti tipici della Campania più apprezzati. Sono state appositamente selezionate le ricette di primi e secondi che raccontano la tradizione della ragione.

Il ragù napoletano

Il ragù è sinonimo di Campania e più nello specifico di Napoli. Viene preparato in casa specialmente durante i pranzi domenicali a partire dalle prime luci del giorno. Percorrendo Napoli sarà facile avvertire un profumo di ragù che si diffonde lungo le vie delle città, e che trasmette un’immediata sensazione di casa, famiglia e amore. Il ragù è il condimento tipico per i primi piatti a base di pasta e che spesso viene consumato per fare la scarpetta con fette di pane fresco e fragrante. Inoltre viene usato in abbinamento a puntine di maiale, nervetti o involtini di carne. Il ragù riunisce le famiglie di Napoli e rappresenta una vera tradizione locale a cui ogni campano non riesce dire no.

L’impepata di cozze

Altro piatto della tradizione campana ricco di gusto e dal profumo inebriante è sicuramente l’impepata di cozze, realizzata solo con due ingredienti, le cozze e il pepe. Condita con limoni freschi, tagliati in quattro parti, l’impepata è il classico esempio di come una preparazione così semplice possa primeggiare su tante altre molto più complesse ed elaborate. Questo piatto viene realizzato soprattutto per allietare le tavole estive, in compagnia di amici e parenti.

La pasta lardiata

Campania è anche Lardiata, ricetta di origine napoletane a base di ziti, mezzanelli, paccheri o maccheroni lardiati. Nota anche come allardiata, rappresenta una ricetta da provare assolutamente una volta giunti in Campania. Viene preparata sia in casa che presso i numerosi ristoranti del posto e si caratterizza per il sapore avvolgente. Questo piatto succulento oltre alla pasta prevede pomodori, lardo, aglio, peperoncino e il tocco del pecorino grattugiato. Attenzione massima per il lardo che deve essere ridotto sotto forma purea usando un coltello adeguato e i pomodorini cotti al punto giusto puntino.

La frittata di maccheroni

Nell’ambito dei primi piatti campani uno posto di assoluto rilievo è anche occupato dalla celebre frittata di maccheroni, piatto molto estivo e anche da asporto che viene spesso preparato per riutilizzare la pasta preparata erroneamente in eccesso a pranzo. Questa ricetta, molto comune in tante case campane, è anche quella preferita durante le scampagnate, le gite fuori porta e le giornate a mare. Una vera e propria bontà per il palato che offre il vantaggio di potere essere consumata, e di presentarsi persino più buona, senza doverla riscaldare.

La salsiccia con friarielli

Infine merita sicuramente una segnalazione la salsiccia con friarielli, quest’ultimi lessati, scolati e ripassati, oppure semplicemente saltati in padella con spicchio di aglio e olio. Questo piatto è uno di quelli maggiormente consumati in tutte le parti della Campania e che forse, più di tanti altri, esprime la vivacità e la passione di questa regione. Le salsicce con friarielli si rivela un abbinamento perfetto a cui sarà molto difficile resistere e non chiedere un bis.

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I musei della Campania che non puoi perderti

Napoli e le altre città della regione vantano un patrimonio artistico, storico e culturale di grande valore. Le principali opere di artisti italiani e straniere sono custodite all’interno dei musei più importanti della Campania, tra cui si annoverano il Museo archeologico nazionale di Napoli, il Museo archeologico dei campi Flegrei e il Museo storico di Nola. Ecco una breve descrizione e le informazioni pratiche aggiornate per organizzare la visita a uno o più dei musei presenti nell’elenco che segue.

Museo archeologico nazionale di Napoli

Il Museo archeologico nazionale di Napoli è ospitato dal Palazzo degli Studi, costruito nella seconda metà del XVI secolo e convertito a museo alla fine del Settecento. Sono tre le principali sezioni del Museo archeologico del capoluogo campano: la collezione Farnese, la collezione pompeiana e la collezione egizia. Prima dell’Unità d’Italia, il Museo era conosciuto con l’appellativo di Real Museo Borbonico, in onore della nobile famiglia dei Borbone. Al suo interno è presente anche la statua realizzata da Antonio Canova che ritrae Ferdinando I.

  • Indirizzo: piazza Museo Nazionale 19, Napoli
  • Orari di apertura e chiusura: 9:00 – 19:30 (lunedì, mercoledì, domenica)
  • Sito web: www.museoarcheologiconapoli.it
  • Numero di telefono: 081 4422149
  • Biglietti: € 18,00 intero, € 2,00 ridotto

Museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia

Il Castello aragonese di Baia, presso il comune di Bacoli, ospita il Museo archeologico dei Campi Flegrei. La location non è casuale, infatti il Castello occupa una posizione centrale in relazione all’area degli scavi archeologici. Le principali sezioni del Museo sono: Puteoli, Rione Terra, Baia, Misenum e Liternum. Una delle attrazioni più importanti del Museo dei Campi Flegrei è costituita dal Sacello degli Augustali, conservato all’interno della sezione Misenum. Oltre al Sacello di Miseno, un’altra attrattiva degna di nota è il Ninfeo di Punta Epitaffio.

  • Indirizzo: via Castello 39, Bacoli
  • Orari di apertura e chiusura: 9:00 – 14:20 (da martedì a domenica)
  • Sito web: www.pafleg.it
  • Numero di telefono: 081 19936289 o 081 5233797
  • Biglietti: € 4,00 intero, € 2,00 ridotto

Museo storico archeologico di Nola

Il Museo storico archeologico di Nola custodisce i reperti storici della nota località situata nella provincia di Napoli. Il percorso iniziale ha per oggetto la sezione preistorica. C’è poi la sezione dedicata alla nascita di Nola, che viene fatta risalire a un arco di tempo a cavallo tra VII e VI secolo prima della nascita di Cristo. La visita al Museo prosegue con la sezione della Città dei Cavalieri, dove viene introdotto il popolo dei Sanniti. Al primo piano si trovano i reperti della archeologici della villa di Augusto rinvenuti presso la località Somma Vesuviana.

Museo archeologico territoriale della Penisola Sorrentina

Il Museo archeologico territoriale della Penisola Sorrentina è dedicato a Georges Vallet, noto archeologo francese. In esso sono contenuti tutti i più importanti reperti archeologici rinvenuti durante le operazioni di scavo presso la Penisola Sorrentina. Il Museo, ospitato al primo piano di Villa Fondi, è costituito da due sale. Nella prima sono esposti al pubblico i resti delle necropoli di Sorrento e Vico Equense. La seconda sala ospita invece si occupa di far conoscere la formazione di Surrentum, presentando una carta topografica aggiornata.

Museo archeologico dell’Agro Atellano

La prima apertura al pubblico del Museo archeologico dell’Agro Atellano risale ai primi anni Duemila (2002). In origine, l’edificio che ospita l’attuale Museo svolgeva la funzione di carcere mandamentale. Sono tre i piani su cui si sviluppa la proposta del Museo dell’Agro Atellano. Al piano terra vi è la ricostruzione dettagliata di una necropoli datata al III-IV secolo. Al primo piano invece ci sono reperti che risalgono fino all’età del Bronzo. Il secondo e ultimo piano è dedicato alle mostre temporanee degli scavi più recenti svolti sul territorio.

Museo archeologico dell’Antica Calatia

Inaugurato nell’anno 2003, il Museo archeologico dell’Antica Calatia ha sede nel Casino di Starza Penta, uno degli edifici di principale interesse storico e artistico di cui il comune di Maddaloni può fregiarsi agli occhi dei suoi visitatori. Nei due piani del Museo sono esposti i reperti archeologici della necropoli di Calatia, databili tra l’VIII secolo a.C. e la fine dell’Impero romano.

Museo archeologico dell’Antica Capua e Mitreo

Il Museo archeologico dell’Antica Capua e Mitreo custodisce i resti degli scavi compiuti nel secolo scorso all’interno del comune di Santa Maria Capua Vetere. In totale sono presenti dieci sale (nel prossimo futuro è in progetto l’ampliamento della struttura). Non lontano dal Museo archeologico dell’Antica Capua si trova il Mitreo, un edificio dedicato interamente al culto della divinità persiana Mitra.

  • Indirizzo: via Roberto d’Angio 48, Santa Maria Capua Vetere
  • Orari di apertura e chiusura: 9:00 – 19:30 (da martedì a domenica)
  • Sito web: www.polomusealecampania.beniculturali.it
  • Numero di telefono: 0823 844206
  • Biglietti: € 2,50 intero, € 1,25 ridotto

Museo archeologico di Teanum Sidicinum

Il Museo archeologico di Teanum Sidicinum, l’odierna Teano, si pone come punto di riferimento per la conoscenza della popolazione italica che a partire dal VI secolo a.C. sviluppò un’interessante cultura figurativa. Uno dei tratti distintivi della popolazione che occupava l’antico territorio di Teanum Sidicinum era la conoscenza della lingua osca, la stessa parlata dai Sanniti. Due le sezioni principali del Museo: l’età delle città e l’età dei villaggi.

Sala espositiva presso il Castello Ducale di Sessa Aurunca

La Sala espositiva del Castello Ducale, sito nel comune di Sessa Aurunca, ospita i reperti rinvenuti nel corso degli scavi archeologici eseguiti dalla Soprintendenza Archeologia della Campania tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. L’attrazione principale è costituita dalla statua bicolore raffigurante la cognata dell’imperatore romano Adriano, Matidia Minore.

  • Indirizzo: piazza Castello Ducale, Sessa Aurunca
  • Orari di apertura e chiusura: 9:00 – 13:00 (lunedì, martedì, giovedì, venerdì, sabato, prima domenica del mese), 15:00 – 19:00 (martedì, giovedì, sabato, ultima domenica del mese)
  • Sito web: non disponibile
  • Numero di telefono: 0823 936455
  • Biglietti: ingresso gratuito
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Campania

Non solo Napoli, i posti più belli della Campania

La Campania è una delle regioni del Sud Italia. Situata più precisamente a sud-ovest la Campania è particolarmente conosciuta per le sue antiche rovine e per la sua spettacolare costiera. Il capoluogo della regione, è la città di Napoli, nota per essere circondata da un ambiente naturale impressionante e decisamente suggestivo. Il Monte Vesuvio a forma di cono e le profonde acque blu situate nel Golfo di Napoli infatti sono solo una delle tante attrazioni della regione. Senza dimenticare poi l’intera Costiera Amalfitana che ospita diverse cittadine colorate con tinte a pastello come ad esempio Ravello, Positano ed Amalfi.

Le bellezze di Napoli

Tra i tutti i vari posti da visitare nella regione campana l’esplorazione non può naturalmente che partire dal cosiddetto Maschio Angioino. Si tratta di uno dei simboli più antichi di Napoli che hanno caratterizzato la sua storia medievale e rinascimentale. Il Maschio Angiolino è un vero e proprio castello ed oggi è la sede del Museo Civico situato in Piazza del Municipio nonché della Società napoletana di storia patria e del Comitato di Napoli per la storia del Risorgimento italiano. Nel passato questo castello conosciuto anche con il nome di Castel Nuovo, era una grande e maestosa fortezza angioina del quale oggi rimangono alcune torri, diversi percorsi museali e la Cappella Palatina.

Altra meta da non perdere situata vicino al Maschio Angiolino è il Teatro San Carlo di Napoli conosciuto per essere uno de più importanti teatri della lirica sia in Italia che nel mondo. Esso è stato fondato nel 1737 ed è il più antico che ancora oggi rimane attivo per spettacoli con una capienza di circa 1386 posti divisi in 5 ordini di palchi disposti a ferro di cavallo.

Nel pieno centro di Napoli invece si colloca il complesso museale di Santa Chiara, situato proprio in via S. Chiara. Il sito comprende il chiostro maiolicato, famoso per gli affreschi all’interno, il museo dell’opera, la zona archeologica ed infine il presepe artistico che risale all’epoca del settecento.

Infine un’altra attrazione inerente alla città di Napoli sono le catacombe. Esse sono situate vicino alla Chiesa dell’Incoronata di Capodimonte e prendono il nome proprio del santo e patrono della città, Gennaro. Qui si possono visitare nello specifico delle splendide aree cimiteriali realizzate alla fine del II d.C..

I resti delle città ritrovate

Pompei, definita la città ritrovata, è stata riportata alla luce attraverso la costruzione di nuovi edifici e strade. L’eruzione del Monte Vesuvio del 79 d.C. aveva infatti sepolto sotto le ceneri l’intera città.

Oggi queste rovine possono essere visitate liberamente nel parco archeologico di Pompei, che si estende per ben 66 ettari. Qui è possibile vedere in particolar modo i monumenti, gli edifici privati e civili, le diverse pitture, mosaici e sculture di rinomata importanza storica per l’archeologi. Vista la grande importanza oggi queste opere fanno parte del Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Parlando sempre di scavi archeologici un’altra zona che presenta ancora oggi un gran fascino è la Villa di Poppea, altra località quasi interamente sommersa dall’eruzione del Vesuvio. Il complesso è situato all’interno del comune di Torre Annunziata in provincia di Napoli. La Villa di Poppea fu riscoperta intorno al 1970 ed oggi le sue sale vengono dedicate alla produzione di olio e vino, anche se parte della costruzione non è stata ancora ultimata.

Le isole, i monti ed i laghi più belli dalla Campania

Tra le isole più belle da visitare nella regione Campania, c’è senza ombra di dubbio l’isola di Vivara. Si tratta di una piccola ma importante isola che nel passato era un vero e proprio cratere circolare.
L’isola di Vivara è però oggi di proprietà privata e per raggiungerla occorre noleggiare un’imbarcazione in quanto il ponte che la collega alla città di Procida è inagibile. L’inestimabile valore naturalistico però che l’isola riveste merita sicuramente questo piccolo sacrificio.

La cima più alta dell’isola di Capri è il Monte Solaro di ben 589 m.s.l.m.. La vetta, è raggiungibile attraverso appositi percorsi e passaggi a piedi ma è raggiungibile anche con la seggiovia.
Da lassù la vista è decisamente mozzafiato in quanto permette di vedere l’intera isola di Capri, il Golfo di Napoli ed addirittura il Vesuvio.

Il Lago Fusaro, situato a Bacoli in provincia di Napoli è un’altra delle tante attrazioni della Campania. Il lago è ad oggi una bellissima location naturale che si è formata con la chiusura del tratto di mare che collega Cuma e Torregavete. Proprio in questo posto il re Ferdinando IV aveva deciso di far costruire il suo bellissimo Casinò Reale dedicato alla pesca e alla caccia.

Un sentiero escursionistico particolare si sviluppa tra la Costiera Amalfitana e la Costiera Sorrentina. E’ chiamato Sentiero degli Dei ed è situato nella città di Positano nella provincia di Salerno ed è lungo circa dieci chilometri. Grazie a questo sentiero è possibile ammirare diversi e splendidi borghi oltre che naturalmente al mare azzurro e proprio per questo viene considerato uno dei più belli del mondo.

Creato verso la fine dell’800 via caracciolo ed il lungomare di Napoli rappresentano uno dei luoghi più suggestivi, dove si possono ammirare le colline circostanti, la meravigliosa città e naturalmente la litoranea più bella d’europa.

Amalfi e le sue location

Amalfi, piccola ma suggestiva cittadina appartenente alla regione campana è nota e molto amata per il suo ambiente naturale e davvero suggestivo.
Al centro di Amalfi sorge la Cattedrale di Sant’Andrea riconducibile al periodo arabo-normanno ed è caratterizzata da un’ampia facciata a righe.
La cattedrale è inoltre molto suggestiva sopratutto per via del suo interno rimaneggiato in stile barocco e per la presenza della cripta contornata di preziosi affreschi.

Alla scoperta delle migliori location di Salerno, Ischia e Caserta

Nella città di Salerno invece, in articolare nella cittadina di Centole sorgono le Grotte marine di Capo Palinuro. La più importante di esse è sicuramente la cosiddetta grotta azzurra che si può ammirare anche attraverso un tour in barca. Altre grotte si trovano ancora ad oggi sotto al mare e quindi si possono vedere solamente facendo un’immersione nelle profonde acque.

La terrazza dell’infinito o conosciuta meglio come Villa Cimbrone è un edificio storico costruito sopra un promontorio che si estende fino alla costiera amalfitana. Il palazzo, situato sempre a Salerno, è contornato da uno splendido giardino decorato con fontane, grotte statue oltre che alle antichità.

Su di un’isola vicino ad Ischia, invece si può trovare il bellissimo castello aragonese che viene collegato ad essa attraverso un ponte, chiamato Ischia Ponte, in muratura. Il primissimo castello venne costruito ne 474 a.c. ma solamente gli aragonesi crearono la struttura moderna intorno all’anno 1450.

Infine tra le location più suggestive della regione Campania come non citare la bellissima e sfarzosa Reggia di Caserta.
Questo immenso palazzo reale viene classificato come la residenza reale più grande al mondo in particolar modo per le sue grande dimensioni.
Gli antichi proprietari sono stati i Murat e i Borbone di Napoli.

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Le location più belle da visitare ad Amalfi

Stai organizzando una visita nella splendida Amalfi? Sei nel posto giusto. Ecco qualche valido spunto per non perderti il meglio di questa suggestiva località campana.

La cittadina di Amalfi e la sua Cattedrale di Sant’Andrea

La prima tappa fondamentale da cui partire se quello che si desidera è visitare la cittadina di Amalfi, situata nella regione della Campania, è sicuramente la Cattedrale di Sant’Andrea. La chiesa è collocata in particolar modo in fondo ad una lunghissima rampa di scale e per questo domina l’intera piazza principale di Amalfi. La Cattedrale di Sant’Andrea viste le sue particolari caratteristiche, sembra ricordare le moschee nord-africane, conservando però allo stesso tempo lo stile delle chiese classiche situate più verso nord.
La Fontana di Sant’Andrea è un’altra delle altre bellezze da visitare ad Amalfi, anche se spesso tende a passare un pò inosservata. Si tratta però di un pezzo d’arte magnifico nonché di grande importanza storica dedicata allo stesso santo della cattedrale, Andrea. La fontana è stata raffigurata con sculture di vero e proprio pregio.

Cosa vedere ad Amalfi tra rioni, musei e note piazze

Tra i vari Rioni più caratteristici della città di Amalfi, compare quello di Vagliendola. All’interno infatti è possibile ancora ad oggi trovare vecchie abitazioni aristocratiche detto case turrite, grazie al fatto che il rione è stato davvero ben conservato nel corso degli anni. Da qui si può inoltre decidere di incamminarsi verso l’albergo dei Cappuccini o meglio conosciuto come il vecchio Convento di San Pietro della Canonina.
Una volta giunti al rione è possibile anche visitare la Piazza dello Spirito Santo dove è collocato il famigerato Museo della Carta. Proprio qui infatti sono state raccolte le macchine specializzate nella produzione della carta.
All’intero del museo sono collocate diverse attrezzature e macchinari ancora funzionati, utilizzati in passato per realizzare la carta a mano.

Arsenali, misteriose grotte e mulini tra le cose da vedere ad Amalfi

Raggiungendo Piazza dei Dogi, si possono vedere i resti dell’antico Arsenale della Repubblica. Si tratta nello specifico di un vero e proprio cantiere navale dove veniva svolto l’intero lavoro della città quanto Amalfi era una potente e ricca Repubblica Marinara.
La grotta dello Smeraldo, altra importante attrazione di Amalfi fu scoperta nel 1932 per puro caso da un pescatore della zona.
Il nome della grotta è dato proprio dal nome della colorazione dell’acqua che riflettendo con la luce delle rocce, riesce a creare un vero e proprio effetto di color smeraldo.
La grotta dello Smeraldo si può visitare sia tramite via terra con scale ed ascensori oppure per via mare attraverso l’uso di zattere.
Se quello che si desidera è invece fare una rilassante passeggiata in totale tranquillità tra rovine di cascate e mulini non bisogna far altro che visitare la valle dei Mulini. Si tratta di un’antica mulattiera che ad oggi risulta messa in totale sicurezza. Il panorama che è visibile da questa valle è davvero suggestivo ed il percorso da compiere, non troppo impegnativo, ne vale la pena.
La Torre dello Ziro è invece un’altra delle attrazioni della città. Questa torre veniva utilizzata in passato per cercare di avvistare le navi saracene e per mettere in isolamento i prigionieri; proprio qui venne imprigionata Giovanna d’Aragona. Per raggiungerla occorre percorrere un camino abbastanza lungo ma una volta arrivati la vista è davvero magica.

Le spiagge più belle di Amalfi

Amalfi, è molto amata e conosciuta non solo per la sua ricca storia fatta di cultura e musei ma anche per le sue incredibili spiagge.
La spiaggia del Marina Granda è completamente attrezzata e fornita di diversi stabilimenti balneari. La posizione in cui si trova è molto comoda e l’accesso è quindi molto facilitato. E’ sicuramente ottima per famiglie con bambini che amano sopratutto fare lunghe passeggiate sotto il caldo sole estivo.
La spiaggia del Duoglio invece, situata a solo un chilometri di distanza da Amalfi si presenta come una soluzione più intima in quanto ha solo un paio di stabilimenti balneari e un ristorante.

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La reggia di Caserta

La Reggia di Caserta è tra le opere architettoniche di maggiore interesse all’interno della regione Campania e di tutta Italia. I lavori di costruzione, che iniziarono nella seconda metà del XVIII secolo, furono commissionati da Carlo di Borbone all’architetto Luigi Vanvitelli, che sarebbe morto trent’anni dopo nella stessa città di Caserta. Vanvitelli non riuscì a vedere il suo progetto concluso, dal momento che i lavori proseguirono per quasi cento anni.

La Reggia fu completata soltanto nel 1847, a distanza di 95 anni dall’inizio del progetto. Appartenuta ai Borbone nel primo periodo, la Reggia di Caserta passò poi in mano ai Savoia, fino a quando negli anni Venti del Novecento diventò di proprietà dello Stato. Tra le principali attrazioni inserite all’interno dell’area si annoverano il Parco Reale il Giardino inglese.

A seguire un approfondimento dei più importanti appartamenti della Reggia che ospitarono Ferdinando I di Borbone, Ferdinando IV, Francesco II e Maria Carolina, oltre a un focus sul parco che circonda l’intera struttura ideato da Luigi Vanvitelli.

Gli Appartamenti Reali e le Sale della Reggia di Caserta

L’architetto Luigi Vanvitelli suddivise il Piano Nobile, riservato agli Appartamenti Reali, in quattro aree. Due di queste erano destinate agli Appartamenti del XVIII secolo agli Appartamenti del XIX secolo. I primi sono noti anche con l’appellativo di quarto del principe ereditario, i secondi invece con il nome di quarto del Re. Il primo (e unico) ad essere abitato per più di mezzo secolo fu l’Appartamento del Settecento. Tra i suoi inquilini si annoverano anche Maria Carolina e il marito Ferdinando IV. All’interno dell’appartamento privato della Regina da non perdere la Stanza di Lavoro, la Sala di Compagnia, la Sala Ellittica e la Sala delle Dame di Corte. Gli Appartamenti del XIX secolo non furono abitati subito dalla famiglia reale dei Borbone perché i lavori relativi all’ala occidentale della Reggia non erano ancora stati portati a termine. Infatti il progetto subì una brusca frenata tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento, quando la Reggia di Caserta fu sotto la dominazione della Repubblica Napoletana portata da Napoleone Bonaparte. Tra le Sale di maggiore interesse ospitate dalla Reggia si segnalano la Sala del trono (che per dimensioni è la più grande) e la Sala del Consiglio (attraverso cui un tempo si aveva accesso all’appartamento del Re). Un altro piccolo gioiello custodito dalla Reggia di Caserta è il Teatro, con cui Vanvitelli volle riprodurre in scala il maestoso Teatro San Carlo della città di Napoli.

Il Parco Reale e il Giardino inglese della Reggia di Caserta

Insieme al Teatro, l’altro progetto che Vanvitelli vide realizzato prima di morire fu quello del Parco Reale. Nel corso degli anni successivi i sovrani apportarono delle aggiunte, tra cui il Giardino inglese. Il Parco Reale dona alla Reggia di Caserta un contesto tale da farla competere con la Reggia di Versailles.

Oggi il Parco della Reggia si compone di tre parti: la prima è caratterizzata dalla presenza del Bosco vecchio e della Castelluccia (edificio in cui un giovanissimo Ferdinando IV si esercitava in battaglie finte); la seconda si compone di diverse fontane che regalano ai visitatori spettacolari giochi d’acqua; la terza e ultima parte è costituita dal Giardino inglese, voluto fortemente da Maria Carolina. Per la realizzazione del Giardino inglese fu convocato a Napoli Andrew Graefer, noto botanico inglese. Il Giardino ospita alcune statue della collezione Farnese e quelle provenienti direttamente dagli scavi di Pompei, oltre al Bagno di Venere e il Criptoportico.

Biglietti

Biglietto Appartamenti Reali, Parco Reale e Giardino Inglese
€ 14,00

Solo Appartamenti Reali (acquistabile quando il Parco è chiuso)
€ 10,00 

Solo Appartamenti Reali (acquistabile dopo le 17)
€ 3,00 

Parcoday (acquistabile presso la biglietteria Corso Giannone – accesso al Parco Reale e al Giardino Inglese)
€ 9,00 

Reggia twodays (pomeriggio e giorno successivo)
€ 17,00 

Riduzioni e gratuità:
€ 2,00 – dai 18 ai 25 anni (non compiuti)Gratis – fino a 18 anni (non compiuti)

La Reggia di Caserta è aperta tutti i giorni, eccetto il martedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio

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Alla scoperta del Castel Nuovo, il Maschio Angioino di Napoli

Noto anche con il nome di Maschio Angioino, il Castel Nuovo medievale sorge nella città di Napoli per volere di Carlo I d’Angiò nel 1266, in seguito alla sconfitta degli Svevi e allo spostamento della capitale da Palermo al capoluogo campano.

Il Maschio Angioino si presenta come una struttura imponente e suggestiva, caratterizzata da cinque torri dalla forma cilindrica. Ancora oggi viene riconosciuto come un simbolo distintivo della città di Napoli che domina l’area del Porto.

Il castello venne originariamente realizzato per avvistare le incursioni nemiche e sostituì l’obsoleto sistema di difesa attuati con il Castel dell’Ovo e del Capuano, diventati oramai troppo obsoleti per le esigenze del tempo e ubicati in posizioni poco strategiche, oltre che distante dal mare.

La costruzione dell’opera venne affidata a Pierre de Chaulnes, architetto che riuscì a concludere i lavori dopo appena 5 anni, nonostante le vaste dimensioni dell’edificio. Oggi l’aspetto della fortezza è assai diverso da quello originario, anche perché ha fortemente risentito della stratificazione avvenuta durante il susseguirsi delle varie epoche.

Alla morte di Carlo I d’Angiò, la struttura è diventata la dimora di Carlo II d’Angiò, nonché luogo in cui avvenne l’abdicazione Celestino V e l’elezione del successivo papa Bonifacio VIII nel 1294.

La Cappella Palatina, che rappresenta il cuore pulsante del castello, è la parte che ancora mantiene i tratti originari. Le ristrutturazioni del castello, iniziate nei primi del ‘300, hanno coinvolto personaggi illustri come Boccaccio, Giotto e Petrarca. Nel corso della storia numerosi sono stati anche gli attacchi politici e i saccheggi ai danni del castello.

Nel 1734, per volere di Carlo Sebastiano di Borbone, l’edificio venne ristrutturato perdendo le connotazioni di sede regia. Ulteriori cambiamenti di carattere estetico seguirono fino al ‘900 e che comportarono anche la demolizione degli edifici circostanti per far spazio ad un ampio giardino.

Allo stato attuale il Castel Nuovo è un luogo in cui vengono svolti eventi e tante manifestazioni culturali, oltre ad essere la sede del Museo Civico e della Biblioteca di Napoli.

Castel Nuovo: informazioni e biglietti

Il Castel Nuovo sorge a Napoli in Piazza Municipio. L’itinerario museale è distribuito nei tre piani, interamente dedicati al Museo Civico. L’area ospita anche la Sala dei Baroni, la zona archeologica (ex sala dell’Armeria), il cortile Monumentale e la Sala della Loggia che affaccia sugli arsenali.

Il Castel Nuovo è raggiungibile online al sito ufficiale comune.napoli.it. La biglietteria del castello può essere invece raggiunta chiamando allo 0817957722, numero utile anche per richiedere visite guidate anche in gruppi.

Il Castello è visitabile dal Lunedì al Sabato, dalle 8:30 alle 19:00. La biglietteria chiude un’ora prima. La chiusura è prevista, salvo variazione, evneti e manifestazioni organizzate, alla Domenica e durante i giorni festivi. Il castello resta inoltre chiuso nelle giornate del: 25.12 – 01.01 – 01.05.

I biglietti d’ingresso, al costo di 6 euro, possono essere acquistati in loco, presso la biglietteria del castello.

Sono previsti riduzioni e ingressi gratuiti per i minori di anni 18, studenti inclusi nella lista nominativa autorizzata dalle scuole, autorità diplomatiche o consolari in visita ufficiale e per cittadini stranieri proveniente dalle città gemellate con Napoli. Sono inoltre previsti sconti progressivi per acquisti cumulativi.

Inoltre si effettuano visite su prenotazione, quest’ultima da effettuare sul posto dalle 9.30 alla 16:30 e per gruppi al massimo di 20 persone. Le visite si svolgeranno con operatori culturali appartenenti ai Servizi Napoli, subordinatamente alla disponibilità del personale.

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I dolci tipici della tradizione campana

Al primo pasto tra i dolci tipici della tradizione campana troviamo la pastiera napoletana. Si tratta di un dolce non legato esclusivamente alla città di Napoli come invece il nome fa desumere.

La pastiera napoletana

La pastiera napoletana viene preparata con la base di pasta frolla farcita al suo interno con ricotta, latte bollito e scorze di arancia candita. Una volta cotta la pastiera si presenta come una vera e propria crostata dai bordi tendenti al giallo oro e la superficie decorata con intrecci di larghe strisce di frolla..

Il babbà

Il babbà è un altro dei dolci appartenenti alla tradizione campana.
Si tratta di dolce estremamente morbido grazie al rhum con il quale viene imbevuto. Le sue dimensioni cambiano a seconda del formato, se sono necessarie per la piccola pasticceria i babbà tendono ad avere misure ridotte altrimenti possono diventare delle vere e proprie torte.

La sfogliatella

Tra i dolci della tradizione campana non può però mancare assolutamente la sfogliatella. Le sue antiche tradizioni riconducibili alla località della provincia di Salerno, Conca dei Marini, hanno permesso a questo dolce di arrivare fino ad oggi. La leggenda narra nello specifico che la sfogliatella veniva preparata delle monache di un vecchio monastero, usando la pasta di semola avanzata insieme alla frutta secca, limoncello e zucchero. Il successo delle sfogliatelle è diventato davvero enorme tant’è che la ricetta è stata poi ripresa e revisionata da Pasquale Pintauro, un noto pasticcere di Napoli.

Questo dolce campano viene realizzato a forma di fagottino con la superficie increspata e al suo interno viene riempito con zucchero, ricotta, uovo, semolino e un’aggiunta di vaniglia o cannella.

La torta caprese

Tra i dolci più amati campani però ci sono anche quelli che sono nati grazie alla mancanza di ingredienti. Tra di questi vi è la torta caprese nata verso il 1920 dal pasticcere Carmine di Fiore. Carmine, mentre preparava un dolce a base di cioccolato e mandorle dimenticò di inserire nell’imposto la farina e questo gli permise di inventare una nuova ricetta chiamata in seguito torta caprese.
Questo dolce molto morbido, avvolge il palato con il suo sapore intenso di cioccolato e le note decisamente inconfondibili della mandorle. L’impasto viene realizzato utilizzando, burro, zucchero, uova, cacao amore e mandorle tritate.

La delizia al limone

La delizia al limone è un altro dei dolci facenti parti della tradizione campana. Questa ricetta anche se è stata inventata solo pochi anni fa più precisamente nel 1978 ha già ottenuto importanti riconoscimenti come quello di specialità dolciarie e l’iscrizione al registro dei PAT del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
In particolar modo questa torta viene preparata con limoncello e farcitura di crema al limone.

La zuppa inglese napoletana

Di tutt’altro avviso si pone la zuppa inglese napoletana. Legato ad un particolare avvenimento risalente alla Repubblica Partenopea, questo dolce è molto amato sopratutto da coloro che non rinunciano mai al sapore amarognolo della meringa. L’impasto viene preparato imbevendo il Pan di Spagna con il rum ed utilizzando una crema pasticcera alla amarene come farcitura.

Il torrone napoletano

Benevento, città della regione campana, ha ispirato invece un’altra ricetta, ovvero quella del torrone napoletano. L’impasto può essere realizzato sia ottenendo una consistenza dura che molle e all’interno vengono aggiunte mandorle, albumi e miele.

La torta Polacca


Una torta decisamente più particolare è la Polacca.
Nata ad Aversa, la torta Polacca, vanta un morbido impasto fatto di brioche e farcito con la crema pasticceria e amarene sciroppate.
Da Salerno proviene invece la torta Scazzetta. Le origini di questo dolce davvero antico continuano oggi ad avere un grande successo. Il Pan di Spagna nella torta viene farcito con crema Chantilly e fragole di bosco. La forma del dolce deve corrispondere a quello di una cupola mentre la glassa rosa colata sopra tende a formare un vero e proprio copricapo.

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Campania

Parco archeologico di Pompei

Riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, il parco archeologico di Pompei si estende per circa 66 ettari e racchiude edifici, monumenti, sculture, pitture, oltre che mosaici di straordinaria bellezza e rilievo storico culturale.

L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., narrata da Plinio il Giovane, da Tacito e dagli storici dell’epoca, ha preservato l’immagine e l’organizzazione delle città romane. Questo ha permesso di comprendere gli usi, le abitudini e i costumi dei cittadini.

La città sorge nella valle del fiume Sarno, alla cui foce si trovava un porto. Oggi i visitatori accedono tramite le antiche porte e precisamente dall’ingresso di Porta Marina. Inizia così un percorso basolato lungo il quale sarà possibile visitare abitazioni, botteghe, le aree sacre, i complessi termali, il quartiere del teatro e dell’anfiteatro, nonché il Foro circondato dagli spazi pubblici. Lungo le strade si scorgono anche le quattro necropoli e le tombe monumentali disposte all’uscita delle porte urbiche. All’esterno degli scavi invece si possono visitare le residenze dell’agro, fra cui spicca la Villa dei Misteri.

La città è organizzata in quartieri (regiones) e isolati (insulae). Questa suddivisione risale alla metà dell’800 per volere di Giuseppe Fiorelli. L’attività di scavo, dal 1924 e fino al 1961, è stata poi diretta da Amedeo Maiuri. In questo periodo, specialmente nelle regioni della parte orientale, vennero alla luce edifici di grande pregio come la casa del Menandro.

Durante questa fase si portano a compimento la recinzione della città e lo scavo di porta Nocera. Solo durante la seconda metà del XX, allo scopo di assicurare l’adeguata conservazione del sito ed in seguito ai danni provocati dal sisma del 1980, si è dato maggiore spazio al restauro che ha interessato i diversi isolati fra cui la via dell’Abbondanza, la Casa dei Casti Amanti e le Terme.

L’area archeologia richiede più giornate ma alcuni posti, più di altri, consentono di scoprire al meglio il trascorso del nostro territorio e le tradizioni che precedono l’eruzione del 79 d.C. La Casa del Fauno, il Tempio di Apollo, il Teatro Grande, l’Anfiteatro o il Foro sono soltanto alcune delle attrazioni che meritano di certo la visita.

Parco archeologico di Pompei: informazioni

L’area archeologica si trova a Pompei (NA), in Piazza Anfiteatro 8. L’accesso al sito in base al periodo segue le seguenti fasce orarie:

1 Aprile al 31 Ottobre

  • da Lunedì al Venerdì dalle ore 9:00 alle ore 18:00
  • da Sabato a Domenica dalle ore 8:30 alle ore 18:00

1 Novembre al 31 Marzo

  • da Lunedì al Venerdì dalle ore 9:00 alle ore 15:30
  • da Sabato a Domenica dalle ore 8:30 alle ore 15:30

La chiusura degli scavi dal 1 Aprile al 31 Ottobre è prevista alle 19:30, mentre dal 1 Novembre al 31 Marzo è fissata alle ore 17:00.

Al raggiungimento di un numero alto di visitatori il Parco archeologico di Pompei potrebbe anticipare la chiusura al pubblico, allo scopo di evitare l’eccessiva presenza simultanea turisti che potrebbe compromettere la sicurezza e la salvaguardia dell’area. Inoltre durante le giornate in cui è previsto l’ingresso gratuito, il Parco archeologico di Pompei si riserva di attivare l’accesso a scaglioni o per fasce orarie, in modo da regolamentare il flusso dei turisti.

Il Parco archeologico di Pompei è raggiungibile chiamando il numero 081 857 5311 o accedendo al sito ufficiale pompeiisites.org.

I biglietti si possono acquistare solo presso le biglietterie ufficiali ubicate all’ingresso dell’area archeologica oppure online, tramite il circuito TicketOne. La vendita dei biglietti al di fuori degli ingressi principali e dei canali ufficiali non è autorizzata e riconducibile dalla direzione del Parco Archeologico. Si informa, inoltre, che il prezzo dei biglietti può subire variazioni in concomitanza con eventi, mostre e rappresentazioni.