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Consulente del lavoro: cosa fa e percorso di formazione

Il Consulente del lavoro è un libero professionista dell’area giuridico-economica, che opera nello specifico in ambito giuslavorativo, occupandosi della gestione in campo amministrativo, economico e legale, del personale subordinato e parasubordinato di un’azienda, un’organizzazione o un ente, e di tutti gli adempimenti legali ad essa relativi.

Le sue mansioni principali di un consulente del lavoro riguardano quindi l’inquadramento contrattuale delle varie figure professionali in base a titoli e competenze, la gestione delle buste paga, la gestione di relazioni, comunicazioni e pratiche con i Centri per l’Impiego ed altri enti come l’INPS, l’INAIL e le organizzazioni sindacali.

Andiamo ora a vedere più nello specifico cosa fa un consulente del lavoro, qual è il percorso formativo più idoneo ad acquisire le competenze necessarie a svolgere questa funzione, quali sono le leggi che regolano la professione.

Cosa fa un consulente del lavoro?

Come abbiamo già spiegato in sintesi nell’introduzione, il consulente del lavoro è un professionista dell’ambito giuridico-economico, con competenze verticali in diritto del lavoro e gestione del personale.

Generalmente il consulente del lavoro è un libero professionista, che lavora quindi come un privato, da solo oppure insieme ad altri professionisti in uno studio associato di consulenza del lavoro, offrendo i propri servizi ad imprese, organizzazioni, enti e, con frequenza minore, anche a privati, liberi professionisti in altri settori e lavoratori dipendenti.

Il consulente del lavoro può essere anche un lavoratore dipendente all’interno di una grande azienda. In questo caso, la sua figura professionale è inquadrata nell’area relativa alla Gestione del Personale e può sovrapporsi a quella di un lavoratore delle Risorse Umane, occupandosi anche di selezione del personale.

Come si diventa consulente del lavoro?

Il percorso formativo per diventare consulente del lavoro si divide sostanzialmente in 3 momenti, tutti fondamentali per acquisire i titoli di studio e le competenze necessarie a svolgere questa professione.

Sono:

  • titolo di studio universitario (laurea magistrale)
  • praticantato ed esame di stato
  • iscrizione all’albo professionale dei consulenti del lavoro

Da notare che nel caso in cui il consulente venga assunto alle dipendenze di un’azienda, la sua iscrizione all’albo professionale non è necessaria per legge.

Come vediamo quindi il percorso per diventare consulente del lavoro richiede necessariamente il conseguimento di una laurea, benché non specifica, e successivamente un periodo di praticantato o tirocinio, nonché, se si desidera lavorare come libero professionista, il sostenimento di un esame di stato per la relativa abilitazione ed iscrizione all’albo e un lavoro di costante formazione e aggiornamento sui cambiamenti legislativi continuamente in atto nella giurisprudenza italiana, soprattutto quando si parla di un ambito variegato come il diritto del lavoro.

Andiamo ad analizzare più da vicino questi 3 step che compongono il percorso formativo di un consulente del lavoro.

Laurea e percorso di formazione

Come dicevamo, per diventare consulente del lavoro il primo step necessario è il conseguimento di un titolo di studio universitario.

Non esiste un percorso di laurea specifico o più consigliato per il raggiungimento dell’obiettivodi diventare consulente del lavoro, ma l’area didattica e accademica di riferimento è senza dubbio quella legata all’ambito giuridico-economico.

Vi presentiamo quindi le lauree che possono considerarsi preparatorie all’abilitazione e consone allo svolgimento della professione di consulente del lavoro:

  • Laurea in Economia e Commercio (e le sue varianti)
  • Laurea in Giurisprudenza

Le lauree in Economia e Commercio sono ottime perché consentono di approfondire gli quanto collegato al lato economico e finanziario della professione.

Entrambe sono quindi scelte valide per il conseguimento di un titolo di studio adatto allo svolgimento della professione di consulente del lavoro.

La laurea in Giurisprudenza è un ottimo punto di inizio  per sviluppare le competenze necessarie a svolgere la professione di consulente del lavoro, poiché da competenze specifiche in ambito legislativo e una conoscenza ampia del diritto.

Si possono ritenere ottimali entrambe le scelte.

Il secondo step post laurea riguarda il praticantato o tirocinio, che ha una durata non superiore ai 18 mesi e che deve avvenire presso lo studio di un consulente del lavoro accreditato, sotto la supervisione di un consulente esperto. 

Il praticantato permette poi di accedere all’esame di stato per diventare consulente del lavoro, esercitare regolarmente la professione ed iscriversi all’Ordine e all’Albo Professionale dei Consulenti del Lavoro.

L’esame di stato si svolge nelle commissioni territoriali e prevede 1 prova orale e  2 prove scritte. Al superamento dell’esame, il professionista avrà la possibilità di iscriversi all’ordine e all’albo professionale, un momento importante che consente di essere contattato da aziende per consulenze tecniche di parte.

Questo è tutto quello che devi sapere sulla professione del consulente del lavoro e sulla formazione necessaria per diventarlo secondo Terrazzini & partners, studio di consulenza del lavoro a Milano.

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