Home » I segreti del public speaking

I segreti del public speaking

Il public speaking è un qualcosa che ci suona come moderno, quasi roba da broker.
La scelta dell’anglosassone inganna: non si tratta di nient’altro che dell’arte oratoria che già il mondo antico coltivava. I grandi oratori i cui discorsi riecheggiano ancora, non solo su libri da leggere e assimilare per intero ma anche attraverso aforismi concisi e universali, sono testimoni del fatto che il public speaking è da sempre un veicolo che arriva dritto al concetto e al consenso.

Ma ancora possiamo essere indotti in errore sul concetto di public speaking: è un qualcosa da personaggi storici, politici/politicanti, qualcosa che serve a chi deve ottenere grossi numeri in termini di seguito o smuovere le rivoluzioni?
Sbagliato. Il punto è che comunicare al pubblico è ciò che facciamo tutti nelle più quotidiane delle evenienze.
Chi non vorrebbe saper coinvolgere il proprio capo e i colleghi durante una presentazione a lavoro?
Chi non avrebbe vantaggi dal miglioramento delle proprie skills comunicative quando si ritrova a trattare, dovendo contare solo sulla propria visione e su quanto efficacemente venga riportata all’interlocutore, determinando anche dei clamorosi cambiamenti di opinione?

Per migliorare le tue capacità di convincere il pubblico, qualsiasi esso sia, puoi affidarti a esperti che sapranno individuare le accortezze e le tecniche su misura per le tue personali necessità tramite corsi di public speaking come quelli tenuti da Massimiliano Cavallo.

Valorizzare i concetti con il potere delle parole e ottenere il controllo emozionale per non derubare il tuo messaggio del suo significato è un obiettivo che passa attraverso tre punti fondamentali:

  • essere credibili
  • essere comprensibili
  • essere memorabili

Essere credibili nel public speaking

La verità è che se non credi in te stesso nessuno lo farà per te. Le parole dette con poco convincimento, anche se suffragate da dati oggettivi, dal fatto che chi ci sta ascoltando ha una sostanziale stima di noi, sono parole che non arrivano dove dovrebbero e potrebbero.

Un oratore imbarazzato e timido può avere reazioni meno calde da parte del pubblico, che non sente da te fiducia trasmessa e semplicemente non la ricambia.
Molta della credibilità del public speaking infatti deriva dalla percezione della fiducia che chi parla ripone effettivamente nelle sue parole.

Un altro lato della credibilità che dovremmo saper suscitare può essere sconnesso al nostro spettro emotivo ed essere invece preparato per tempo: sostieni la tua opinione con citazioni di studi, testimonianze provate e autorevoli, nomi di esperti o di qualcuno che potrebbe mettere la firma su quanto detto. Se sei un nervoso di natura, questa preparazione può essere preziosissima alleata.

Essere oratori comprensibili

Una volta che hai imparato a padroneggiare il tremore e i palmi sudati e che l’oggettività ti è amica, il tuo discorso deve avere senso effettivo e non generare solo l’impressione di esso.

Conoscere il pubblico che ascolta è un elemento chiave per il successo di qualsiasi oratore, dal domatore di piazze all’impiegato d’ufficio. Modulare il linguaggio e adeguarsi al pubblico porta i concetti vicini alle persone, soprattutto se si percepisce una volontà di “scendere tra il pubblico” e raggiungere il singolo, rendendo tutti, ma proprio tutti, partecipi e coinvolti.

Essere memorabili nel tempo

Come gli antichi filosofi sapevano produrre piccoli aforismi che ricordiamo tutt’oggi senza neanche dover sforzare la memoria, anche noi più umili parlatori possiamo riuscire in quello che hanno fatto loro: essere ricordati, non importa quanto nel nostro piccolo.

Come prima cosa, un discorso deve iniziare. Un inizio originale è in grado di aprirti molte porte, senza neanche dover troppo rinforzare la richiesta d’attenzione durante il colloquio.
Provocare l’intelligenza, l’umorismo, anche suscitando qualche punto di domanda è tutto a tuo vantaggio.
L’importante è imprimere un ricordo, far sì che non si siano scordati di te all’arrivo della pausa pranzo d’ufficio, ma che piuttosto tu sia l’argomento della stessa.

Evita di annoiare con frasi fatte che possono darti sicurezza ma privare del calore di un pubblico che pende dalle tue labbra, e sii imprevedibile fino alla fine, magari con un finale a effetto. Come il dessert a fine pasto, se il finale non è di gusto tutto il resto è un disastro!

Giulia Rossi

Torna in alto