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Il nuovo “Michelangelo” che dipinge con Excel

I sogni nel cassetto sono quanto di più prezioso una persona possa custodire.

Ma allo stesso tempo sono, talvolta, quanto di più difficile ci sia da realizzare.

Abbiamo tutti i nostri sogni, ma sappiamo bene che le circostanze della vita possono portarci verso altre direzioni. Spesso manca il tempo, spesso le risorse, e si rischia di dover “parcheggiare” le proprie speranze a tempo indefinito.

In questi casi la frustrazione diventa una vera e propria compagna di vita e un ostacolo in ogni passo in avanti.

La verità è che talvolta i limiti ce li imponiamo noi stessi, vedendo come inattuabili imprese che sono in realtà alla nostra portata.

Spesso possediamo già gli strumenti per realizzare i nostri sogni. Il problema è che siamo come cechi e non ci accorgiamo di averli sotto il naso.

In quest’articolo vogliamo raccontarvi una bellissima storia che dimostrerà quanto la volontà e la creatività possano abbattere qualsiasi barriera.

Da pensionato ad artista: la storia di Tatsuo Horiuchi

L’arte pittorica giapponese ci ha abituati a godere di opere di un’armonia e una bellezza mozzafiato.

Montagne innevate, ciliegi in fiore, mari in tempesta, quanto di più artistico si possa immaginare.

Quanto è lontano tutto questo dallo sterile lavorare con tabelle, numeri e formule matematiche?

Molto meno di quanto si possa pensare!

Un artista giapponese, infatti, produce le sue opere niente meno che con Excel!

Si tratta del giapponese Tatsuo Horiuchi. Questo vivace signore che ha da poco superato gli 80, ha deciso nel 2000 di voler “dipingere”, ma senza spendere denaro e occupare troppo spazio in casa per attrezzature, colori e via dicendo.

L’alternativa che gli è subito venuta in mente è stata utilizzare il computer. Ma che programma utilizzare?

Certo, esistono i software di disegno, con mille funzioni con le quali creare dei dipinti “elettronici” niente male.

Ma Tatsuo non poteva permettersi nemmeno un software del genere. Da lì l’idea: perché non usare Excel? D’altronde era già installato nel suo PC e quindi non avrebbe comportato nessuna spesa ulteriore.

E così ha fatto.

Fare arte con Excel: AutoShapes, celle e tanta fantasia!

Tutto questo può essere difficile da credere ma è semplicemente la dimostrazione di come l’ingegno possa portare a raggiungere i propri obiettivi anche quando sembra che non possediamo gli strumenti per farlo.

Tatsuo voleva “dipingere” al computer, ed è riuscito a farlo con ottimi risultati utilizzando ciò che aveva a portata di mano.

È impressionante pensare che quando ha iniziato a fare arte era appena un principiante nella conoscenza del software Microsoft. La sua maestria è stata coltivata procedendo per tentativi e imparando a utilizzare tutti quegli strumenti di Excel che parevano poter essere usate per disegnare.

E dunque ecco che si scopre come con la funzione AutoShape (“Forme” in italiano) si possano modellare i contorni. Riempiendo le caselle nei contorni con diversi gradienti di colore si ottengono numerose e bellissime sfumature. E così via.

Dopo quasi vent’anni di attività possiamo ormai considerarlo un maestro nel suo campo tanto da essere oggi noto come il “Michelangelo di Excel”.

Con Tatsuo siamo ancora all’interno di una vera e propria rivoluzione artistica ma, chissà, forse nel prossimo futuro conosceremo delle nuove correnti “pittoriche” basate su Excel.

Siamo certi che la sua storia sarà di ispirazione per molti, e possiamo aspettarci un aumento dell’interesse nei confronti dei corsi di Excel per tutti i diversi livelli di apprendimento, come quelli proposti dalla piattaforma excelpertutti.com. Il posto di “Michelangelo” è già occupato ma chissà in quanti vorranno essere i prossimi van Gogh, Picasso o Basquiat del foglio di calcolo?

Una storia del genere può sembrare difficile da credere, ma sembrerà meno assurda se si pensa che, in fin dei conti, qualcosa del genere l’abbiamo già conosciuto.

Pensiamoci un attimo. Excel è costituito da celle, cioè dei quadrilateri. Se li rimpicciolissimo fino a renderli minuscoli, otterremo come dei pixel. Colorando in maniera diversa ogni pixel-cella, e creando così delle forme e dei disegni, non stiamo facendo altro che Pixel-Art, che esiste fin dagli anni ’80!

In conclusione

Prendiamo ciò che abbiamo raccontato quasi come una favola. Non perché inventata o alterata, che faremmo un torto a Tatsuo. Ma perché di ispirazione per tutti.

E anche perché, come tutte le favole, possiamo trarne un insegnamento: non esistono ostacoli insormontabili. L’unico limite è quello che ci imponiamo noi stessi. Armatevi di volontà e creatività e tirate fuori dal cassetto quel vecchio sogno che avete lasciato nascosto a prender polvere.

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