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Tutori per il polso: cosa sono e quando usarli

Sicuramente vi sarà capitato di sentir parlare della cosiddetta sindrome del Tunnel Carpale, del morbo di De Quervain o della rizoartrosi. Patologie che, al pari di semplici distorsioni o fratture del polso, necessitano di un tutore.
I tutori per il polso, infatti, hanno lo specifico obiettivo di diminuire il dolore, di guarire determinate malattie e di aumentare i tempi di guarigione. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta, quali sono le loro caratteristiche e quando utilizzarli.

Perché usare i tutori per il polso

Come già accennato, i tutori per il polso sono stati ideati per alleviare i fastidi e i dolori al polso, e quindi per farli cessare in maniera definitiva grazie al processo di guarigione.
Di solito vengono indicati nei casi in cui vi sia un’infiammazione alle articolazioni o ai tendini, in modo tale che queste rimangano a riposo. Così facendo, col passare di giorni o delle settimane, lo stress “meccanico” che si è generato sul polso andrà a diminuire. Il polso, infatti, grazie al tutore, non verrà sovraccaricato ma potrà muoversi senza che ciò comporti un aggravio della situazione.
È bene altresì tenere a mente che i tutori per il polso non vanno usati in modo facoltativo e a proprio piacimento, specie dietro indicazione medica: essi sono considerati dei rimedi essenziali per la cura di determinate patologie, di conseguenza è importante attenersi alla prescrizione del professionista.
Venendo adesso alle funzioni specifiche di questa particolare tipologia di supporto ortopedico, esse sono:

  • Sostenere il polso nel corso delle varie attività quotidiane, così da non aumentare lo stress dei vari tessuti;
  • proteggere il polso da gesti bruschi, avventati o errati. Il tutto anche nel corso di sport o attività simili;
  • alleviare il dolore;
  • consentire una guarigione più rapida.

Tutori per il polso: le caratteristiche

Esistono diverse tipologie di tutori per il polso (https://ortopediapalmeri.it/tutori-polso/), dalle forme, dai materiali differenti e via dicendo. Oltre a ciò, i supporti ortopedici in esame devono comunque avere determinate caratteristiche, ovverosia:

  • I tutori devono essere ergonomici: devono cioè adattarsi perfettamente alle diverse tipologie di articolazioni, oltreché rispettarne le peculiarità;
  • devono essere in grado di fornire l’adeguata protezione al polso;
  • devono essere sufficientemente comodi: chi lo indossa deve avvertirne tutta la praticità, specialmente nel corso della giornata e delle attività quotidiane;
  • devono essere fatti di materiale igienico di ottima qualità: in questo modo il tutore non creerà pessimi odori (causa sudore). Non solo: è essenziale che il tutore eviti l’insorgere di fastidiose irritazioni o allergie;
  • devono essere resistenti e quindi utilizzabili in ampi lassi di tempo. Se il tutore dovesse durare all’incirca un mese, risulterebbe non conforme alle caratteristiche proprie di detti supporti.

Tutori per il polso: quando utilizzarli

I tutori per il polso vengono usati con l’insorgere di patologie ben precise. Tra queste:

  • La sindrome di De Quervain, che ricorre nelle circostanze in cui si infiamma l’area attraversata dal tendine “estensore” del pollice e del suo abduttore;
  • la tendinopatia del polso: ad essere infiammati, in questo caso, sono i tendini del polso:
  • la sindrome del Tunnel Carpale: trattasi della compressione del nervo mediano, il quale percorre il braccio e arriva fino alle dita della mano;
  • la frattura delle ossa del polso, che generalmente richiede un tutore rigido, in modo tale che la situazione non si aggravi;
  • le cisti al polso, che solitamente si formano sul tendine dello stesso. Possono generare fastidi e dolore;
  • l’artrosi: patologia che richiede riposo e quindi il giusto tutore;

Oltre a ciò, vengono utilizzati specifici supporti anche nell’ambito di attività sportiva, così da compattare le articolazioni e, al contempo, concedere la giusta libertà di movimento. In simili circostanze non sussiste alcuna patologia.
Non solo: i tutori possono essere indossati anche in ipotesi non gravi, come ad esempio leggere infiammazioni al polso.

Giulia Rossi

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