Perché si sceglie un ventilatore assiale per eliminare fluidi e gas tossici

Tra ventilatore assiale e centrifugo ci sono un bel po’ di differenze, ma non si limitano alla forma. La scelta deve essere dettata dalle prestazioni, in particolare quelle legate strettamente alla funzione. In parole povere la potenza è l’ultimo degli elementi da valutare.

I ventilatori assiali (come spiegato da Ventilazione Sicura) hanno valori di pressione bassi e portate piuttosto alte. Per esempio montandone due in serie si riesce a raggiungere al massimo 120-140 mm di colonna d’acqua, in condizioni ambientali ordinarie. Si usano quando l’impianto ha basse perdite di carico e c’è una resistenza poco impegnativa, ma serve una grossa portata d’aria.

Sicuramente un punto determinante è il prezzo, perché i ventilatori assiali costano poco, sono semplici e compatti da implementare e oltretutto facili da installare.

In pratica i ventilatori assiali sono un tubo con dentro un motore e una girante, anche se la trazione può trovarsi all’esterno in alcuni modelli, senza alterarne le prestazioni.

Di base si possono installare direttamente all’interno di una tubatura, aggiungendo semplicemente una sezione di servizio, se proprio necessario, senza bisogno di raccordi di transizione o deviazione di condotti.

Però quelli assiali hanno tantissime limitazioni in applicazioni di tipo industriale. Iniziamo specificando che di solito, a differenza dei ventilatori centrifughi di non possono sopportare il transito di fluidi chimicamente attivi e aggressivi oppure ad alta temperatura, con un limite massimo che difficilmente supera i 700-800 °C.

Un ventilatore centrifugo invece ha come vantaggio salti di pressione elevati, perché sfrutta l’effetto della girante. L’aria viene immessa ad una certa distanza dalle pale e quindi spostata con un diametro maggiore.

Grazie a questa proprietà si possono installare i ventilatori centrifughi industriali anche dove la resistenza opposta dall’impianto è molto alta e servono grandi portate di gas, spesso in ambienti con condizioni operative gravose o al limite del proibitivo.

A parità di diametro, si riesce a raggiungere 1000/1100 mm di colonna d’acqua ed anche la potenza di aspirazione è alta, usando i ventilatori centrifughi, ma questo ha un costo.

Centrifughi o assiali?

Il grosso problema dei ventilatori centrifughi rispetto alla controparte assiale è il fatto che per installarli c’è da sostenere costi maggiori, in particolare si ha una deviazione del flusso di 90 °.

Con la tubazione di ingresso solitamente orizzontale, perpendicolare rispetto a quella di uscita che molto spesso è verticale, i ventilatori centrifughi anche di ultima generazione richiedono uno spazio considerevole.

C’è anche il problema dei raccordi perché d’aspirazione sfrutta tubature circolari, mentre la mandata è rettangolare e c’è bisogno di un ingombro decisamente maggiore delle componenti attive.

Albero, cuscinetti e motore di solito sono esterni alla chiocciola. Restano però i vantaggi come la possibilità di cambiare il profilo di pala, una grande libertà con i materiali per le varie applicazioni industriali e per il contatto con gas e fluidi aggressivi o pericolosi.

La scelta è relativamente obbligata. Per applicazioni che richiedono bassi performance e condizioni operative tutto sommato tranquille il ventilatore assiale resta vincente, ma se in un’industria si deve trattare materiale pericoloso e lavorare in situazioni particolarmente gravose quello centrifugo è la scelta migliore per via della resa.

Giulia Rossi

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