Servizi utili

Come proteggersi dalla concorrenza sleale

Come proteggersi dalla concorrenza sleale

Per le imprese la consulenza diritto industriale rappresenta realmente un tipo di servizio fondamentale grazie al quale è possibile fare chiarezza su determinati aspetti ed evitare che la situazione si possa improvvisamente complicare e trasformare in un momento assai complicato da dover affrontare.

Il problema delle imprese

La concorrenza sleale, oggi, rappresenta sicuramente una delle problematiche con le quali le imprese devono fare costantemente i conti e questa situazione tende a essere assai diffusa.
Occorre sempre prevenire che le altre aziende possano in qualche modo adottare delle potenziali strategie che non hanno il compito di migliorare la propria ditta ma, al contrario, di danneggiare le rivali.
Ecco quindi che con la concorrenza sleale e il diritto commerciale occorre sempre prendere in considerazione la possibilità di farsi tutelare con grande precisione da un team di esperti che ha il preciso compito di offrire una soluzione che risolve tale problematica.

Cosa succede senza questo servizio

Senza la consulenza diritto industriale, come spiegato sul sito https://www.studiolegaleadamo.it, l'impresa che decide di operare sul mercato si potrebbe trovare a dover fare i conti con delle ditte che adottano un modo di fare che tende a essere tutt'altro che ottimale, quindi in questo caso si parla proprio di concorrenza sleale.
Le strategie adottate da alcune imprese, infatti, hanno come obiettivo quello di arrecare forti danni alle altre ditte senza offrire loro l'occasione di poter operare in un determinato settore senza complicanze.
Ecco quindi che quando ci si trova in questa situazione bisogna sempre trovare una ditta che si occupi di analizzare tutte queste situazioni, evitando quindi che le problematiche possano essere sempre presenti.
In particolar modo la concorrenza sleale diritto commerciale deve essere esaminati con precisione visto che chi si occupa di offrire questo tipo di servizio deve essere in grado di offrire una tutela reale e fare in modo che la soluzione che si sfrutti possa essere realmente adeguata.
Ecco quindi che solamente in questo modo è possibile ottenere un risultato che permette alle imprese di raggiungere la migliore delle soluzioni, ovvero evitare che la concorrenza illegale possa arrecare dei grossi danni alla propria impresa e quindi trasformare la situazione in un momento assai complesso da affrontare.

L'azienda e le consulenze

La Consulenza diritto industriale nasce con uno scopo ben preciso, ovvero fare in modo che quel tipo di situazione possa essere realmente evitato, ovvero che la possibilità di subire grossi danni sia solo una potenziale problematica che non arreca grossi danni alla propria ditta.
Ecco quindi che occorre sempre farti tutelare dalla concorrenza sleale, quindi andare alla ricerca di un team che possa offrire un tipo di analisi complessa e allo stesso tempo completa sul modo di operare di determinate ditte, evitando quindi che la situazione possa prendere una piega complessa e poco piacevole.
Con la concorrenza sleale e il diritto commerciale è quindi possibile essere costantemente tutelati e fare in modo che questa situazione possa essere realmente perfetta e che non si vengano a creare delle ulteriori situazioni complicate che possono tramutare la gestione dell'azienda complessa.
Solamente con una concorrenza perfetta si ha l'occasione di migliorare la gestione della propria ditta, prevenendo quindi una serie di situazioni che hanno delle cattive ripercussioni.
Ecco quindi perché sfruttare questo servizio e richiedere di essere sempre tutelati, facendo in modo che la gestione dell'azienda possa avvenire senza riscontrare problemi.

Perché utilizzare t-shirt personalizzate e brandizzate

Perché utilizzare t-shirt personalizzate e brandizzate

Quando si parla di usare le magliette per personalizzare il brand, e perché sfruttarle, spesso non si riesce a dare una risposta netta e semplice che possa essere definita come ottimale.
Scopriamo assieme come procedere e perché sfruttarle.

A cosa servono queste magliette

Spesso il potere che hanno queste magliette viene totalmente ignorato ma occorre sottolineare come queste, in realtà, siano un valido strumento di marketing in grado di rispondere perfettamente a tutte le proprie esigenze.

Le t-shirt personalizzate, come quelle di burger-print.com riescono ad attirare l'attenzione dell'acquirente che ancora non è tale, quindi si ha la concreta opportunità di ottenere una nuova entrata di clienti e quindi riuscire a raggiungere la maggior parte dei propri obiettivi senza che possano esserci delle complicanze di alcun genere.
Ecco quindi che, grazie a una maglietta attentamente personalizzata, è possibile evitare di creare una situazione che potrebbe essere poco piacevole da fronteggiare, quindi vedere il proprio brand rimanere poco conosciuto dai potenziali clienti.

Come si personalizza la maglietta

Per quanto riguarda la personalizzazione della maglietta occorre semplicemente prendere in considerazione diversi aspetti e capire perché svolgere un lavoro accurato per riuscire a renderla unica.
In questo caso occorre evitare di creare dei doppioni come spesso accade, anche quando si parla della nuova maglietta brandizzata.
Questo per evitare che il cliente possa sentire quella sensazione di già visto, quindi ignori il contenuto della stessa maglietta o possa in qualche modo non esserne attratto.
Occorre quindi svolgere un bel lavoro di personalizzazione in maniera tale che il risultato finale possa essere definito come piacevole e utilizzarla diviene meno complicato del previsto grazie a queste particolari strategie.
Prestare la massima attenzione alla personalizzazione vuol dire riuscire a raggiungere il migliore dei risultati e avere la certezza che l'utilizzo che viene svolto possa essere definito come realmente ottimale, senza andare incontro a potenziali problematiche.

Ora occorre solamente capire come queste magliette debbano essere usate per ottenere un risultato che possa essere definito come realmente unico e vincente sotto ogni punto di vista.

Come usare tali magliette

Dopo aver svolto un accurato lavoro di personalizzazione occorre necessariamente considerare anche come le magliette debbano essere usate.
Il primo scopo è quello di dare una buona identità alla propria impresa, quindi è importante che queste vengano indossate dallo staff e dai dirigenti, in maniera tale che ogni persona che appartiene a quella ditta abbia realmente la sua identità all'interno della stessa impresa.
Occorre quindi svolgere questo genere di lavoro con estrema cura, in maniera tale che il risultato finale possa essere definito come perfetto e privo di ogni difetto.

Ovviamente una bella maglietta personalizzata deve essere usata anche come strumento per farsi pubblicità, quindi è possibile regalarla ai clienti e potenziali tali, rendendo il proprio brand maggiormente noto agli acquirenti e potenziali tali.
Ecco quindi che grazie a questa semplice strategia si ha la concreta occasione di ottenere il migliore dei risultati finali, facendo in modo che ogni tipo di potenziale problema possa essere facilmente risolto e che il successo possa essere realmente toccato con mano.

Inoltre è bene offrire tale omaggio con un certo acquisto, ovvero una spesa, in maniera tale che i costi di personalizzazione possano essere recuperati.
Adottando questa strategia è quindi possibile raggiungere un ottimo successo ed evitare che la propria identità possa none essere non nota o comunque che il lavoro svolto per la creazione di tali magliette possa non essere recuperato sotto il lato economico.

Controtelaio porta blindata: guida su come montarlo

Controtelaio porta blindata: guida su come montarlo

Una porta blindata è un particolare tipo di porta caratterizzata dall'essere costruita con materiali in grado di resistere a diversi tipi di effrazione: a seconda della classe della porta, infatti, questa potrà assicurare una minore o maggiore sicurezza all'appartamento in cui è montata.

Un elemento molto importante è il controtelaio della porta blindata. In questo articolo, scritto con l'aiuto delle informazioni fornite dal fabbro a Firenze che trovi a questo link, vedremo come montare il controtelaio della porta blindata.

La struttura di una porta blindata: il controtelaio

Quando si parla di porta blindata solitamente si intendono tutte e quattro le parti che la costituiscono, ossia il controtelaio della porta, il telaio, la scocca e i rivestimenti. In questa breve guida ci soffermeremo solo sul controtelaio, evidenziandone le caratteristiche e le modalità di installazione.

Per prima cosa va sottolineato che, a seconda del tipo di porta o portoncino, questa struttura ha dimensioni differenti e, in alcuni casi, può essere realizzato su misura. Si pensi ad esempio a porte o portoni antichi che presentano dimensioni differenti da quelli che sono gli standard moderni. Inoltre, bisogna evidenziare che se si acquista una porta blindata, alcune case di produzione inviano il controtelaio già montato e solo da installare mentre altre prevedono anche il montaggio delle strutture che lo compongono.

Per quanto riguarda le caratteristiche generali del controtelaio, questo, detto anche telaio morto o falso telaio, è realizzato a partire da un presso piegato e realizzato in acciaio zincato. A seconda del tipo di porta e del modello può presentare uno spessore variabile, solitamente contenuto tra il millimetro e mezzo e i due millimetri. Si tratta di una struttura che presenta inoltre i cosiddetti cavallotti, ossia le zone di avvitamento dei perni che permettono il bloccaggio del telaio.

Un falso telaio va fissato in maniera differente a seconda del tipo, ossia del modello di porta. Può infatti prevedere il fissaggio tramite delle zanche che vengono poi cementate nel muro assicurando un'elevata stabilità e solidità alla porta che ne deriva. Un'altra opzione è che il contro telaio viene montato facendo uso di un ancoraggio chimico oppure di tasselli ad espansione. La soluzione più adatta non dipende solo dal tipo di porta, ossia di controtelaio, ma anche dalla parete in cui avviene il fissaggio.

Infatti, la solidità della porta dipende esclusivamente da una corretta installazione del controtelaio: un errore nel suo montaggio si può invece tradurre in cedimenti nel tempo, nonché di deformazioni, guasti e, soprattutto, una cattiva protezione dell'appartamento.

Come montare un controtelaio

Passiamo ora alla parte pratica. Nella maggior parte dei casi, va sottolineato che questo tipo di operazione andrebbe effettuata da tecnici esperti, in grado di scegliere con cura la procedura più adatta al montaggio e, soprattutto, di assicurare una perfetta stabilità alla struttura. Chi vuole provare a installare da solo la propria porta blindata deve però ricordare che la migliore procedura è quella che prevede la muratura del controtelaio. Come detto, tuttavia, in alcuni casi questa operazione non è possibile e si deve procedere ad altro tipo di fissaggio.

Se si opta per la muratura, nel momento in cui si procede all'installazione è necessario procedere con l'apertura delle zanche: si tratta di un'operazione che può essere pericolosa e che, per questo motivo, non andrebbe mai effettuata a mani nude ma sempre facendo uso di guanti: il rischio di tagliarsi, infatti, è elevato. Va poi ricordato che nel caso di altro tipo di fissaggio del controtelaio le zanche non vanno aperte.

La maggior parte dei costruttori oggi realizza i controtelai in modo che siano già pronti anche per altre modalità di fissaggio, ossia effettuando dei fori per eventuali tasselli ad espansione. Una volta che la controtelaiatura è pronta, si potrà procedere con gli step successivi, che portano al montaggio della porta intera.

Bisogna sempre ricordare che per sapere quale sia il metodo migliore per il fissaggio del falso telaio si può richiedere una consulenza al venditore, oppure rivolgersi a un tecnico specializzato che, analizzando il tipo di parete e il modello di porta, suggerirà la modalità più adatta a garantire un'installazione che sia allo stesso tempo perfetta, solida e sicura.

Come aprire una cassaforte bloccata

Come aprire una cassaforte bloccata

Molte persone che posseggono una cassaforte incontrano parecchie difficoltà quando si tratta di aprirla nel momento in cui appare bloccata. In genere se è stata smarrita la chiave del modello con serratura o non ci si ricorda più la combinazione, conviene rivolgersi a tecnici specializzati che possono intervenire dall’alto della loro esperienza e conoscenza delle singole strutture.

Premesso ciò, se anche voi non sapete come aprire una cassaforte bloccata il consiglio è di leggere quanto di seguito descritto, frutto anche di consigli da parte del fabbro a Roma consultabile a questo sito web.

Cassaforte bloccata: apertura con combinazione a quadrante

La cassaforte della tipologia a quadrante è nota per la presenza di una ruota che agisce come una sorta di serratura a combinazione. I numeri sono scritti sulla circonferenza e di solito iniziano con 0 in alto e aumentano man mano che si gira intorno al quadrante in senso orario. A parte l'irruzione fisica nella cassaforte cosa peraltro molto difficile da farsi se non da fabbri esperti (con flex o fiamma ossidrica), l'inserimento corretto di una serie di numeri nel quadrante della combinazione è l'unico modo per aprirla quando è bloccata.

Premesso ciò, l’operazione consiste nel ruotare la manopola in senso antiorario e ascoltare attentamente due clic vicini l'uno all'altro, prendendo nota dei numeri su cui il quadrante si viene a trovare. Inoltre è importante sapere che un clic sarà più debole dell'altro, poiché la tacca che produce il suddetto suono è inclinata verso un lato.

In base al rumore che si ascolta e che proviene dalla tacca della camma di trasmissione quando scorre sotto il braccio della leva, si possono individuare i due clic che rappresentano le opzioni migliori per ottenere l’apertura della struttura.

Apertura di una cassaforte digitale

Nel caso di una cassaforte digitale bloccata, in primo luogo è importante sapere che alcuni modelli dispongono di chiavi di emergenza. Tuttavia se anche queste sono state smarrite, per aprirla bisogna premere il pulsante di ripristino. Per fare ciò, è necessario però individuare le aperture dei chiavistelli della cassaforte. Queste ultime si trovano solitamente sul retro della stessa, anche se alcuni modelli più piccoli possono averle all’altezza della base.

Premesso ciò, dopo aver individuato le aperture dei chiavistelli della cassaforte, bisogna prendere una torcia e illuminarla attraverso ciascuna di esse, finché non si individua chiaramente la tastiera interna. A questo punto è necessario procurarsi un'asta lunga e abbastanza sottile tale da entrare nell'apertura del bullone corrispondente, dopodiché bisogna spingerla nella cassaforte e premere il pulsante reset sulla tastiera interna. Tale operazione potrebbe tuttavia richiedere un tempo quantificabile in una decina di secondi.

É altresì importante aggiungere che nel corso di questa operazione la maggior parte delle casseforti digitali emetteranno un segnale acustico. Se tuttavia quest’ultimo non viene avvertito immediatamente è opportuno tenere premuto il pulsante set (sempre con la suddetta asta). Trascorsi dieci secondi senza che venga emesso alcun suono, si presume che il codice sia stato impostato.

A questo punto non resta che rimuovere l’asta dalla cassaforte ed inserire la nuova combinazione sulla tastiera esterna della stessa. Grazie a tale operazione la cassaforte che si era bloccata adesso si aprirà, e sarà quindi possibile inserire la nuova combinazione premendo il pulsante imposta.

A margine di questa guida sui consigli per aprire una cassaforte bloccata, è importante sottolineare che se non si ha una certa praticità o non si dispone di attrezzi adatti, bisogna consultare un esperto fabbro, che con i costi indicati in questo articolo risolverà il problema.

Realizzazione impianto idraulico: alcuni consigli

Realizzazione impianto idraulico: alcuni consigli

La corretta realizzazione di un impianto idraulico è fondamentale per garantire alla tua casa dei serivi idrici ben fruibili e che aumentino il comfort abitativo. Di conseguenza, conoscere alcune buone pratiche può farti evitare scelte azzardate o pressapochismi in fase di progettazione e messa in piedi dell'impianto idraulico.

Con l'aiuto di idraulico-roma.me, socità leader nel settore idraulico a Roma, siamo riusciti a scrivere alcuni consigli da seguire quando si realizza un impianto idraulico.

Come è fatto un impianto idraulico

L’impianto idraulico di casa inizia con l'installazione di un contatore che, almeno nei condomini, è raggruppato insieme a quello degli altri appartamenti in appositi vani che danno sulla strada o su un'area comune che solitamente è nell'andito del piano terra, in modo da consentire un più agevole monitoraggio.

Dentro casa l’impianto è composto da vari elementi:

  • un tubo di adduzione dell’acqua collegato al contatore,
  • una chiave di arresto che serve proprio per chiuderlo in caso di potenziali guasti;
  • dal rubinetto, l’impianto si suddivide poi in due tubi, il primo dei quali va verso la caldaia e l’altro in direzione dei terminali
  • dalla caldaia partono altri due tubi, il primo è relativo al riscaldamento e il secondo porta l’acqua calda ai terminali.

Da questo momento l’impianto può essere di due tipi, a collettore o a derivazione.

Il primo è più diffuso ed è composto da un elemento che smista l’acqua calda dalla fredda e in base al terminale, ad esempio la vasca da bagno, riceve acqua calda e fredda.

L’impianto a derivazione è meno diffuso e in esso sussistono due tubi, per acqua calda e fredda, che corrono sotto massetto in tutta la casa: formano un circuito che fa delle derivazioni man mano che incontra i sanitari ai quali fornisce l’acqua.

L’impianto idraulico è composto da rubinetti e sanitari e infine, dalla rete di scarico.

Come rifare l’impianto idraulico

Rifare un impianto idraulico, come potrai comprendere, non è solamente un'operazione che richiede di cambiare tubi e sanitari, ma ulteriori interventi profondi che necessitano oltretutto di lavori su opere murarie ed edilizie.

Rifare l’impianto dell’acqua rimuovendo quello esistente

Prima di tutto, è fondamentale rimuovere completamente il vecchio impianto in modo da non ritrovarti ad avere a che fare con parti vecchie e mal funzionanti. Troppi tubi potrebbero indebolire le murature e dare problemi se dovessero essere necessari interventi di manutenzione o installazione.

Devi procedere poi rimuovendo rivestimenti e pavimenti collocati in bagni e cucine; aprendo delle tracce lungo i muri per eliminare le tubazioni; rimuovendo massetti da terra dove hai già rimosso i pavimenti, in modo da eliminare le tubazioni presenti.

Realizzare l’impianto idraulico

Una volta che avrai rimosso l'impianto idralulico precedente, adesso potrai procedere con il realizzare quello nuovo. Procedi installando tubature e componenti del sistema di distribuzione per l’adduzione dell’acqua; predisponendo gli allacci per tutti gli apparecchi; creando una nuova messa in pressione per accertarti che non ci siano perdite e infine, installando tubi e componenti per il sistema di smaltimento acque.

Devi chiudere le tracce murarie e realizzare i massetti a pavimento, posare i rivestimenti su pavimenti e muri, installare i sanitari e completare con le relative pitture. Prima di iniziare qualsiasi lavoro, devi sapere quale marca e modelli di sanitari installare in bagno, in modo da posizionare i punti di consegna e scarico dell’acqua nel modo corretto.

Stai molto attento anche a valutare la pressione con la quale l’acqua è introdotta nel tuo impianto e la concentrazione di calcare. Una pressione troppo forte richiede il montaggio di un riduttore della stessa e un’alta percentuale di calcare richiede un addolcitore: quest’ultimo è un elemento ingombrante e abbastanza costoso, ma davvero utile per prolungare la vita del tuo impianto idraulico e per agevolare la pulizia dei sanitari.

Tieni sempre conto del ruolo fondamentale che riveste l’impianto di scarico, il quale funziona per gravità, pertanto necessita che i tubi siano montanti inclinati onde evitare ogni possibile stagnazione dei liquidi. Gli idraulici questo lo sanno bene ma, se sei tu a occupartene, rischi di non strutturare la pendenza necessaria per un buon funzionamento dell’impianto idraulico. Oggi, inoltre, si usa montare dei pozzetti di ispezione proprio per agevolare eventuali manutenzioni.

Come si ripara un tubo dell'acqua in plastica

Come si ripara un tubo dell’acqua in plastica

Una perdita di acqua nell'impianto è sempre un grande problema per il proprietario di un immobile. Succede spesso, inoltre che le perdite non sono visibili poiché i tubi risultano interrati e ciò porta ad accorgersi del danno solamente quando l'acqua ha ormai già invaso buona parte del sottofondo, creando a volte dei danni anche agli appartamenti vicini.

Quindi la prima cosa da fare non appena si nota una perdita di acqua è quella di chiudere immediatamente il flusso del liquido tramite il contatore centrale o altre valvole presenti all'interno dell'impianto.

Successivamente, bisogna individuare la perdita e riparare il tubo. Solitamente l'impianto idraulico, almeno quelli più giovani, sono costituiti da tubi in plastica e in questo articolo andremo a spiegare come procedere per riparare i tubi idraulici in plastica, aiutandoci anche con le informazioni fornite da idraulicofirenzeeprovincia.it, servizio idraulico nella città di Firenze da diversi anni.

Tipologie dei tubi dell'acqua in plastica

Esistono varie tipologie di tubi in plastica che si differenziano a seconda del loro impiego, ovvero se convogliano liquidi di scarico o se sono tubi di ingresso. Infatti a seconda del loro utilizzo essi devono sopportare maggiori pressioni di acqua e quindi devono essere più resistenti e più elastici.

I tubi dell'impianto sempre più spesso risultano essere in materiale plastico e questi stanno andando a sostituire le vecchie tubature in metallo più soggette a ossidazione e rotture.

Il materiale principalmente utilizzato per le condotte di ingresso dell'acqua è il polietilene (PE), mentre per gli scarichi è il PVC.

Riparare un tubo idraulico in polietilene

Il polietilene è un materiale molto leggero, facilmente saldabile e resistente ad urti accidentali. Viene sempre più spesso utilizzato anche per la facilità di curvatura che ne consente una maggiore praticità durante la costruzione dell'impianto. Se troviamo una perdita su un tubo di questo materiale occorrerà in primo luogo verificare l'entità del danno: se si tratta di un foro o di una crepa e se sia preferibile procedere a sigillare la perdita o sostituire completamente il pezzo.

Se il foro è piuttosto piccolo potrà essere sigillato facilmente con una "pezza" ovvero un cerotto in plastica da fissare sul tratto danneggiato e tappare la falla. Per posizionare la pezza è necessario scaldare la superficie del cerotto e in seguito fissarlo sopra il polietilene coprendo così il punto di rottura. Per saldare la parte inoltre occorrerà riscaldare la pezza con un saldatore per cavi elettrici.

Bisognerà cercare di utilizzare un cerotto che sia di dimensioni maggiori del tratto di tubo danneggiato per avere dei risultati migliori e soprattutto prestare attenzione a non scaldare troppo la pezza che altrimenti potrebbe fondersi e non garantire una buona tenuta una volta che l'impianto sarà rimesso in pressione.

Se il danno alla tubatura è maggiore è preferibile utilizzare un prodotto specifico come lo stucco epossidico, molto semplice da utilizzare. Per non sbagliare nella sua applicazione basterà seguire alla lettera le istruzioni date dal produttore. Il consiglio è quello di apporre lo stucco anche sulle superfici intorno al foro e aspettare che il tappo sia completamente asciutto prima di riattivare l'impianto.

Nei casi invece che il danno sia ancora maggiore converrà sostituire completamente il tubo lesionato in quanto difficilmente esistono soluzioni che garantiscano una riparazione totalmente efficace.

Riparare un tubo idraulico in PVC

Anche in questo caso se abbiamo una perdita occorrerà valutare l'entità del danno. Se la tubatura presenta delle piccole lesioni è possibile coprire il tratto danneggiato con un manicotto di gomma da avvolgere intorno al tubo e fissare il tutto con delle fascette, meglio se di metallo.

Esistono anche dei manicotti con viti di serraggio che garantiscono una soluzione più efficiente nel tempo. Se invece l'entità del danno è maggiore occorrerà scoprire una sezione del tubo proporzionata alla lunghezza della rottura e liberarla da terra o altri detriti.

A questo punto bisognerà tagliare un pezzo della vecchia tubatura e una volta tolta la parte lesionata occorrerà riscaldare bene il tratto della condotta a valle della lesione. Con il tubo ancora caldo e quindi malleabile inserire una nuova porzione di tubo, creando così il cosiddetto "bicchiere". La stessa operazione verrà fatta sulla parte superiore del nuovo segmento, dove invece dovrà innestarsi la vecchia parte a monte della perdita.

Il nuovo tratto dovrà essere leggermente più lungo rispetto al tubo asportato al fine di consentire l'innesto di ciascuna parte all'interno degli alloggi a bicchiere preparati. Una volta preparato il tutto dovremo provare se la lunghezza dei tubi sia esatta.

A questo punto cospargeremo i "maschi" dei vari tubi da inserire con della colla specifica per PVC e una volta inseriti ruotare leggermente la tubatura per permettere che la colla si sparga uniformemente su tutta la superficie del tubo e aspettare che il tutto si asciughi completamente prima di permettere nuovamente il passaggio dell'acqua.

Queste semplici soluzioni ci consentono in totale autonomia di riparare dei piccoli danni che possiamo trovare nelle nostre case, consentendoci di intervenire tempestivamente prima che l'acqua si infiltri in grandi superfici, facendo così in modo che le spese da effettuare siano contenute, ma allo stesso tempo ottenendo degli ottimi risultati di tenuta.

Tuttavia bisogna sempre tener conto che in caso i danni siano più gravi o che interessino vari parti dell'impianto è sempre consigliabile rivolgersi a ditte specializzate che possano risolvere in maniera definitiva il problema.

Cassaforte bloccata: alcune tecniche per aprirla

Cassaforte bloccata: alcune tecniche per aprirla

Tenere documenti importanti, contanti e altri oggetti di valore in una combinazione sicura è un'idea intelligente in caso di furto con scasso, incendio o disastro naturale, eppure può succedere che non sempre sia possibile aprire la cassaforte per accedere a quelle cose importanti.

Nonostante i numerosi tipi di moderni dispositivi di chiusura per casseforti, tra cui tastiere elettroniche e lettori biometrici di impronte digitali, le tradizionali serrature a combinazione continuano a essere un modo popolare per tenere al sicuro denaro e oggetti di valore. Sono efficaci e difficili da decifrare, ma proprio perché sono efficaci, provare ad aprire una cassaforte quando la combinazione è stata dimenticata o non funziona può rivelarsi difficile e richiede tempo.

Sono molto i servizi a cui rivolgersi in questi casi, dall'assistenza della casa produttrice fino a servizi specializzati, come il pronto intervento fabbro a Bologna che puoi trovare a questo link

Tuttavia ci sono alcune tecniche per aprire la cassaforte bloccata che potresti provare ad applicare prima di chiamare. Vediamo quali sono.

Cassaforte bloccata: diagnosticare il problema

Dietro le casseforti che non si aprono correttamente possono esserci una serie di motivi. Quando si hanno problemi ad aprirle, il tutto può divenire davvero stressante, ma non serve affatto farsi prendere dal panico oppure iniziare ad utilizzare misure drastiche, anzi queste potrebbero solo danneggiare il meccanismo di blocco e peggiorare la situazione.

Il primo passo per aprire la cassaforte sarà sicuramente identificare il problema, il quale potrebbe essere causato da un difetto della cassaforte o da un errore dell'utente. Per le casseforti protette con una chiave, possono esserci due problemi che rendono la cassaforte inutilizzabile:

  • se la chiave si rompe nella serratura allora si tratta di un errore meccanico;
  • se la chiave viene persa o posizionata male, si tratta di un errore dell'utente.

Se semplicemente non si ricorda la combinazione della cassaforte, può sembrare un consiglio inutile, ma a volte, occorrerà assicurarsi di non aver semplicemente cambiato la combinazione.

Dopo aver verificato che la combinazione non è stata alterata da quella che si aveva prima, potrebbe esserci una soluzione rapida al problema: trovare il numero di serie, che di solito si trova sul lato o sul pannello posteriore della cassaforte, e poi contattare il produttore.

Ci sono buone probabilità che loro riescano a recuperare la combinazione. Inoltre alcune casseforti elettroniche dispongono anche di una sequenza di ripristino che consentirà di aprire la cassaforte quando non si ricorda la combinazione.

Cassaforte bloccata: quando la combinazione è corretta

Quando si è sicuri che la combinazione che si sta utilizzando per aprire la cassaforte sia corretta, ma la porta tuttavia continua a non volersi aprire, questo potrebbe indicare un problema con la leva oppure con le cerniere, piuttosto che un problema con il meccanismo di blocco stesso.

In questi casi spesso il primo metodo per aprire la cassaforte è cominciare a fare leva sulla porta; applicare poi del grasso ai cardini, per poter così aumentare le possibilità di successo quando si eserciterà pressione e si cercherà di fare leva sulla porta e sui bulloni fuori dal telaio della cassaforte.

Tuttavia potrebbe essere possibile che i problemi legati alla cassaforte siano veri e propri problemi meccanici. Se dunque si può inserire correttamente la combinazione, ma senza successo, il problema potrebbe non essere con la serratura, ma piuttosto con i componenti interni, ad esempio bulloni rotti oppure incastrati. Segni di problemi interni saranno visibili quando la maniglia non si muove, oppure se si muove solo leggermente quando viene inserita la combinazione o la chiave. Un altro segno di un bullone inceppato o rotto è se la maniglia si muove quando il blocco non è disinnestato o se la maniglia gira più del dovuto.

In questi casi un semplice intervento manuale potrebbe non essere necessario e ogni tipo di altro intervento dovrebbe essere usato con molta cautela poiché vi è un alto rischio di danneggiare irreparabilmente la cassaforte.

Cassaforte rimane bloccata: cosa fare

Qualunque sia la causa dell'impossibilità di aprire una cassaforte, determinarne il problema aiuterà a identificare la giusta soluzione, eppure tutto questo potrebbe non bastare a risolvere in modo definitivo il danno.

Dunque per evitare di compromettere definitivamente una cassaforte sarà opportuno decidere cosa fare, ma nella maniera più opportuna. Sarà quindi necessario optare per un passaggio successivo che preveda quello di chiamare un fabbro.

Può sembrare impossibile aprire una cassaforte chiusa a chiave, ma i fabbri hanno alcuni strumenti del mestiere che possono utilizzare per valutare il problema, liberare la serratura e ripararla o, per lo meno, consentire al proprietario di accedere e recuperare il contenuto. Ecco un articolo relativo al costo del fabbro per un apertura della cassaforte.

Alcuni problemi della cassaforte sono dunque troppo complessi e richiederanno l'aiuto di un professionista.

Quali sono le migliori offerte internet senza linea fissa a casa

Quali sono le migliori offerte internet senza linea fissa a casa?

Spesso la scelta dell'offerta internet migliore per la propria casa è limitata a quelle che prevedono lo sfruttamento della tecnologia via cavo e quindi anche la presenza di una linea telefonica fissa. Negli ultimi anni però con l'avvento degli smartphone e di offerte mobile molto vantaggiose, molte famiglie hanno deciso di abbandonare il telefono fisso in quanto poco utilizzato o addirittura fin troppo costoso negli abbonamenti. Con questo trend molte aziende nazionali e internazionali si sono subito messe in azione e hanno pensato ad alcune offerte Internet davvero interessanti e che non prevedono la presenza di una linea fissa.

Per attivare un'offerta simile è necessario prima verificare se la propria zona di residenza ha una buona copertura di segnale. Molte aziende telefoniche e di navigazione offrono un servizio di verifica completamente gratuito direttamente all'interno di una sezione dedicata del proprio sito web. Basta infatti collegarsi, inserire la regione e la città in cui si desidera attivare il servizio (incluso l'indirizzo) e in pochi istanti si avrà a disposizione una comoda mappa che indica chiaramente la potenza del segnale in quella data posizione. Per maggiori info sulle migliori offerte per avere l'ADSL in casa visitate il sito https://www.zorro.it/offerte-adsl-casa.

INTERNET A CASA SENZA LINEA FISSA: LE OFFERTE PIÙ CONVENIENTI

1) Linkem Senza Limiti

Con la splendida offerta Senza Limiti di Linkem è possibile navigare illimitatamente anche senza una linea fissa a casa a soli 26,90 euro. Grazie ad un servizio molto efficiente e ad una grande professionalità dei suoi operatori, Linkem offre a tutti i suoi clienti la possibilità di sfruttare internet ad alta velocità ad un costo ridotto. Guardare un film in famiglia, navigare sui social o semplicemente ascoltare della musica non sarà mai stato così facile, veloce e soprattutto economico. Per tutti i clienti che attivano l'offerta online, inoltre, è previsto il servizio aggiuntivo di assistenza prime completamente gratuito per un'esperienza ancora più gradevole e sicura.

2) SkyDSL a casa S/M/L

SkyDSL porta internet nelle case di tutti i suoi clienti direttamente dallo spazio. No, non è fantascienza ma realtà, infatti, sfrutta una tecnologia satellitare e non via cavo rendendo tutte le connessioni molto più sicure, veloci e stabili. L'attivazione è completamente gratuita e in pochissimo tempo arriva presso la propria abitazione un tecnico specializzato che installerà una piccola parabola la quale catturerà il segnale e vi metterà a disposizione immediatamente la vostra linea internet. Tutto questo a soli 29,90 euro al mese e per sempre. Disponibile anche in versione M o L, due varianti pensate per tutti coloro che sono molto esigenti e che utilizzano internet anche per lavoro e studio oltre che per svago e che quindi richiedono una velocità superiore e maggiore sicurezza.

3) Eolo Più

Eolo Più è l'ultima offerta in casa Eolo, una nuova realtà del settore che si sta facendo apprezzare rapidamente da un gran numero di clienti grazie a tariffe molto convenienti e ad un servizio sempre affidabile ed efficiente. Vengono messi a disposizione ben tre piani tariffari così da accontentare qualsiasi esigenza e necessità: Intrattenimento, Studio e Lavoro, Sicurezza.
La prima offerta è pensata per i più giovani e promette performance eccellenti per quanto riguarda il gaming online e lo streaming di film e musica. All'interno del prezzo sono inclusi il nuovo modem super veloce e ben sei mesi di DAZN. Per quanto riguarda l'opzione Studio e lavoro è rivolta principalmente a professionisti e studenti di tutti i gradi, all'interno del prezzo sono inclusi dodici mesi di Microsoft 365, il modem e un eccezionale coupon di 50 euro da spendere presso Monclick. Infine, l'offerta Sicurezza è pensata per tutti coloro che vogliono la massima velocità di navigazione senza rinunciare alla protezione dei propri dati. Sono inclusi infatti un antivirus e un innovativo sistema di parental control.

Come pubblicizzare un sito con il blog

Come pubblicizzare un sito con il blog

Internet rappresenta il presente e il futuro per qualsiasi attività. Nel nostro approfondimento su come pubblicizzare un sito con il blog (https://www.campaniabeniculturali.it/qual-e-il-ruolo-della-seo-per-pubblicizzare-un-sito) prenderemo in considerazione quali sono le migliori strategie per aumentare la visibilità di un sito web grazie al blog, in modo da avere risultati interessanti dal punto di vista commerciale in poco tempo. Prima di iniziare, sottolineaimo come sia fondamentale lavorare sulla qualità dei propri contenuti e sull'autorevolezza del proprio brand, due fattori essenziali che possono essere ottenuti in maniera più semplice puntando sui seguenti elementi.

Come pubblicizzare un sito con il blog: la SEO

Una componente importantissma per pubblicizzare un sito con il blog è la SEO. Essa permette infatti di ottenere risultati nel medio e lungo periodo attraverso una keyword research intelligente, l'ottimizzazione dei testi, una migliore architettura del sito, una migliore user experience e un design che rappresenti un invito efficace alla lettura del sito.

Blog marketing

Quali sono le necessità del proprio pubblico? Quali invece quelle che non vengono soddisfatte dalle altre aziende concorrenti? Una volta che si ha la risposta a queste due domande, arriva il momento di iniziare a investire seriamente sul blog marketing, vale a dire su tutta una serie di articoli pensati per offrire risposte e per aumentare l'autorevolezza del sito nella propria nicchia.

Content marketing

Il content marketing può sembrare un'attività in tutto simile al blog marketing, ma in realtà le cose non stanno così. Infatti, attraverso il content marketing ci si concentra sulla realizzazione di contenuti di qualità, gratuiti, basati su una precedente keyword research, e che rispondano in maniera coerente all'intento di ricerca da parte degli utenti. I contenuti che vanno per la maggiore non sono solo articoli del blog, ma anche ebook, video, podcast, infografiche, case study e interviste con esperti.

Link building

Un'altra attività fondamentale per pubblicizzare il sito con il blog consiste nella link building, vale a dire aumentare i link in ingresso dagli altri portali (noti nel settore con il termine di backlink). Come si ottengono i backlink? È importante scrivere contenuti di eccelsa qualità, offrendo di dare il proprio contributo a siti terzi che rientrino nella propria nicchia di settore.

Social media marketing

La promozione di un sito web passa poi attraverso i social. Per aumentare l'autorevolezza del proprio brand, è indispensabile servirsi di piattaforme quali Instagram, Facebook e LinkedIn. Se ci si avvale in particolare di Facebook, si ha l'opportunità inoltre di sfruttare gli annunci pubblicitari, al fine di raggiungere un pubblico selezionato e massimizzare l'investimento economico.

YouTube

Nel corso degli ultimi anni, i video hanno preso sempre più il posto degli articoli scritti, da qui l'importanza di YouTube, che deve essere considerato come un vero e proprio social network di Google. Inoltre, si ha modo di integrare all'interno dei filmati un collegamento al proprio sito, al fine dunque di aumentare non soltanto la notorietà del brand ma anche le visite stesse del portale.

Email marketing

Al fine di mantenere e promuovere i legami con i clienti (contatti), l'email marketing rappresenta ancora oggi uno strumento di enorme importanza. Per sfruttarne a meglio le sue potenzialità, il consiglio è di offrire alle persone che scelgono di iscriversi alla newsletter risorse particolari, esclusive. L'importante, però, è che non si abusi di tale strumento, se non si vuole correre il rischio di essere cestinati o, peggio ancora, bollati come spam.

Annunci pubblicitari

Se vi state ancora domandando come pubblicizzare un sito con il blog, vi suggeriamo infine di puntare sugli annunci pubblicitari grazie allo strumento denominato Google Ads. Attraverso una campagna intelligente, i proprietari di un sito possono puntare a comparire in una posizione più vantaggiosa nella Serp, in modo da ottenere maggiore traffico qualificato e, di conseguenza, più conversioni. L'utilizzo di Google Ads è consigliato soprattutto per ottenere numerosi contatti nel breve periodo.

Email marketing come pubblicizzare un sito

Email marketing: come pubblicizzare un sito

La realizzazione di un sito web richiede una certa dose di attenzione ai dettagli affinché il proprio progetto possa essere adeguatamente apprezzato da molteplici utenti.
Aver creato il sito, infatti, è solo l'inizio di un'avventura molto lunga e piena di imprevisti: in un mondo dove ci sono tantissimi siti web, infatti, è di fondamentale importanza fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità per cercare, laddove possibile, di primeggiare contro il resto della concorrenza.
Il modo migliore per far sì che il proprio sito arrivi ad un numero sempre più alto di utenti, è sicuramente quello di farsi della pubblicità; tuttavia, come spesso accade in questi casi, non si ha ben chiaro come procedere nel migliore dei modi e senza incorrere in problematiche di vario genere.
Poste in essere siffatte premesse, quindi, nasce spontaneo chiedersi come pubblicizzare il sito con l'email marketing e quali sono le strategie migliori da portare avanti.

Come pubblicizzare il sito con l'email marketing?

Prima di entrare nel vivo della questione, è di fondamentale importanza fare un piccolo passo indietro: i modi per pubblicizzare un sito web e per fare in modo che questo abbia una risonanza tale da attirare molteplici utenti sono vari, ed ognuno di essi se ben utilizzato può regalare delle sorprese sicuramente gradite.
Usare l'email marketing è solo uno dei tanti mezzi attraverso i quali veicolare i propri contenuti.
Quando si parla di Come pubblicizzare il sito con l'email marketing si fa riferimento ad una tecnica di marketing molto precisa che consiste, sostanzialmente, nell'attuare un contatto diretto con l'utenza cui ci si vuole rivolgere.
Per attirare l'attenzione è di fondamentale importanza mettere in chiaro i vantaggi sin da subito (si pensi ad esempio alla possibilità di mandare una mail all'interno della quale vengono inserite offerte con un codice sconto, o semplicemente informare gli utenti di sconti e/o saldi in arrivo in breve tempo).

Usare l'email marketing è una strategia sempre vincente?

Usare l'email marketing è una strategia che può portare ad una serie di risultati positivi, come ad un aumento del traffico di persone e di dati sul proprio sito web.
Tuttavia, contrariamente a quanto si possa pensare, si tratta anche di una modalità che richiede una certa dose di attenzione e di discrezione.
Insistere con le email, infatti, può portare alla tragica conseguenza di vedere i propri messaggi di posta elettronica cestinati come spam, vanificando così tutto il lavoro svolto fino ad allora.
Affinché ciò non accada, dunque, è di fondamentale importanza cercare quanto più possibile di adoperare uno stile di interazione più tranquillo e pacato, senza quindi intasare inutilmente la casella di posta dei propri utenti. La cosa migliore è stabilire prima un contatto con l'utenza, per poi solo in un secondo momento chiedere al cliente se vuole ricevere costanti aggiornamenti riguardo il proprio sito.

Email marketing: è l'unica cosa da tenere in considerazione?

Come si è avuto modo di dire in precedenza, il web è pieno di siti che da tanto tempo si sono guadagnati una vera e propria fetta di mercato.
Primeggiare, quindi, non è affatto facile: affinché, però, gli utenti visitino il proprio sito web, è di fondamentale importanza aggiornare costantemente i contenuti della propria pagina, così da avere la certezza di garantire agli utenti sempre del materiale nuovo da leggere o da visitare.
A tal proposito è bene tenere a mente che è indispensabile utilizzare il linguaggio SEO, vale a dire una particolare tipologia di scrittura utilizzata dai copywriter che ha come scopo principale quello di adoperare una serie di termini che vengono fortemente indicizzati e ricercati dai motori di ricerca. Il linguaggio SEO, dunque, è come se diffondesse il messaggio del proprio sito web a tutto il mondo di internet, facilitando così le interazioni che sono alla base di ogni sito web.

Cos'è e come chiedere una mappa catastale

Cos’è e come chiedere una mappa catastale

A utti sarà capitato almeno una volta di sentir parlare del catasto, uno dei tanti uffici pubblici presenti sul territorio italiano.
Da un punto di vista meramente generale, il catasto ha come scopo principale quello di registrare, catalogare e raccogliere tutti i beni immobiliari presenti in Italia. L'accesso a questi atti è aperto a tutti i cittadini, poiché trattasi di documenti pubblici la cui fruizione è regolata dalle normative inerenti l'accesso agli atti amministrativi e la loro relativa trasparenza.
Il catasto riveste un ruolo di importanza fondamentale poiché, grazie ad esso, è possibile entrare in possesso di tutte le informazioni necessarie per poter effettuare, per esempio, la dichiarazione dei redditi e procedere così alla formulazione del modello ISEE.
Spesso e volentieri, però, la mappa catastale viene confusa con la planimetria catastale: sebbene questi due elementi siano due declinazioni di uno stesso tema, è comunque doveroso porre in essere le dovute ed opportune differenziazioni.

Cos'é la mappa catastale nello specifico?

Come si è avuto modo di anticipare, vi è una sostanziale differenza tra la mappa catastale e la planimetria catastale. Sebbene entrambi i documenti possano sembrare simili, è importante sottolineare che assolvono a due funzioni sostanzialmente differenti.
La mappa catastale fa riferimento, infatti, alla mappa dei terreni: il suo scopo principale è quello di identificare conprecisione la porzione di terreno dove è ubicato l'immobile o il fabbricato agricolo, circoscrivendo così nella maniera più precisa possibile la sua posizione.
Grazie alla mappa catastale è possibile entrare in possesso di una serie di informazioni importanti, come ad esempio l'orientamento del terreno, eventuali confini con le proprietà adiacenti e via dicendo.
La rappresentazione grafica della mappa catastale avviene in scala 1:2000, e vengono mostrati i terreni e gli edifici su una posizione precisa.
Tuttavia, come è facilmente intuibile, la mappa catastale presenta anche una serie di informazioni utili che verranno di seguito analizzate in maniera più specifica.

Quali sono le informazioni presenti su una mappa catastale?

All'interno di una mappa catastale vengono raccolte una serie di informazioni che possono essere utili a seconda delle proprie specifiche esigenze.
Tra le tante è possibile identificare:

  • i confini della proprietà con i terreni adiacenti e le modalità di accesso alla medesima proprietà;
  • i dati anagrafici dei soggetti proprietari;
  • l'ubicazione esatta e precisa della particella;
  • il numero di particella che è stato oggetto della ricerca catastale;
  • la rappresentazione grafica di altri fabbricati censiti.

Tutti questi elementi, sommati tra loro, concorrono a dare vita a differenti dati che possono rivelarsi utili per una moltitudine indifferente di circostanze.
La richiesta della mappa catastale può essere fatta da qualsiasi privato cittadino, avvalendosi di diversi mezzi.
Ma come è possibile, nello specifico, richiedere l'estratto della mappa catastale? E qual è l'iter da seguire per poterlo ottenere in maniera rapida, veloce ed efficiente? La risposta in tal caso è il web.

Come richiedere la mappa catastale?

Per fare richiesta per un estratto di mappa catastale è sufficiente avvalersi del supporto indispensabile di internet.
Mentre una volta, infatti, per ottenere documenti del genere bisognava recarsi necessariamente presso gli uffici del catasto di competenza territoriale, oggi è possibile ottenere gli stessi documenti utilizzando il web.
Su internet, infatti, vi sono innumerevoli siti web che danno la possibilità di poter richiedere l'estratto della mappa catastale; l'erogazione di questo servizio è a pagamento, poiché vi sono una serie di addebiti che gli Enti preposti all'erogazione devono sostenere per poter garantire l'autenticità e la produzione del documento.
Una volta effettuata la registrazione al sito web e una volta espletato il pagamento, non resta che attendere qualche ora (in genere sono necessari anche 30 minuti), il tempo necessario affinché il documento venga inviato alla casella di posta elettronica indicata durante la fase di registrazione iniziale.

Avere un sito web è fondamentale ecco perché

Avere un sito web è fondamentale: ecco perché

Anche se si hanno degli account attivi nei vari social presenti sul web, avere un sito web è fondamentale per ottenere il massimo successo. Avere un proprio dominio, affidandosi a esperti in realizzazione di siti web a Roma come spiega il sito https://evidenza.agency/creazione-siti-web/, permette infatti di farsi trovare rapidamente dai propri clienti oltre che dare un'immagine seria e professionale della propria attività.

Realizzazione di siti web a Roma: chi ne ha bisogno

Avere un sito web è molto importante per diverse figure professionali. Tra queste ci sono:

  1. I manager di aziende, intenzionati ad allargare la propria clientela e aumentare di conseguenza il fatturato;
  2. Liberi professionisti, che mirano a farsi trovare dagli utenti che cercano un determinato servizio;
  3. Associazioni e organizzazioni, che hanno lo scopo di far conoscere la propria attività.
    Oltre alla possibilità di essere più visibili, avere un sito web personale, permette di comunicare una serie di informazioni ai clienti vecchi e potenziali in maniera ufficiale siano esse volte a promuovere nuovi servizi oppure a informare riguardo cambiamenti di orari e servizi offerti.

Creare un sito internet garantisce una maggior visibilità e professionalità

I siti internet permettono di trovare in maniera immediata una persona, un'azienda o un'attività senza dover cercare troppo.
Avere una propria pagina web permette infatti di essere più visibili nel vasto mondo di Internet, posizionandosi ai primi posti come risultato di ricerca effettuato presso portali come Google.
Essere presenti sulla rete in maniera ufficiale fa acquisire anche un'autorevolezza maggiore. Gli utenti che navigano in rete avranno infatti la percezione di avere di fronte una ditta o un libero professionista serio e affidabile.
Creando un sito con il quale gli utenti possono interagire attribuisce all'attività una marcia in più poiché i clienti si sentiranno molto più coinvolti e soprattutto assistiti in qualsiasi momento. Ecco perché è molto importante realizzare un sito web di qualità.

Realizzare un sito web di qualità per avere successo

Anche se esistono molti modi per creare un sito web senza spendere nulla, in realtà è bene affidarsi a professionisti seri per la realizzazione dello stesso. Questo perché i domini di primo livello hanno delle caratteristiche nettamente superiori rispetto agli altri, in particolare godono di una velocità di caricamento maggiore, una certificazione SSL e la totale assenza di pubblicità che potrebbe risultare invadente e fastidiosa.
Un dominio di qualità è inoltre il biglietto da visita dell'attività, un sito web poco curato viene percepito come lo specchio dell'azienda che potrebbe quindi assumere una nomea poco professionale.
Con un hosting personale è poi possibile realizzare delle campagne pubblicitarie di maggior impatto, utilizzando della landing page, ossia delle sezioni dedicate a un particolare prodotto o servizio dove i visitatori possono trasformarsi in clienti.

Avere un sito web è fondamentale per distinguersi dalla massa

Avere un proprio sito web diventa inoltre fondamentale per distinguersi dalla massa e per non farsi sopraffare dalla concorrenza.
Utilizzando il sito web è infatti possibile promuovere i propri prodotti o servizi, ma anche difendersi dai competitor interessati ad affossare la credibilità di un'altra azienda.
I siti web di qualità permettono inoltre di ottenere ottimi posizionamenti sui motori di ricerca innescando un processo definito inbound marketing, mediante il quale gli utenti potranno trovare il sito non solo cercando il nome e il cognome fornito per la realizzazione del dominio, ma anche usando opportune parole chiave.

Conclusioni

In un mondo dove Internet è diventato il mezzo di comunicazione più importante e immediato, è fondamentale avere un sito web di qualità, veloce e privo di pubblicità. Il sito web permette di promuovere i propri prodotti o servizi senza ricorrere ad aziende pubblicitarie esterne, fidelizzare la vecchia clientela con un servizio di assistenza sempre attivo e attirare nuovi clienti.

Manutenzione sulla caldaia perché richiedere l'assistenza

Manutenzione sulla caldaia: perché richiedere l’assistenza

Le caldaie presenti nelle nostre abitazioni devono essere oggetto di manutenzioni regolari, quindi a controlli periodici in grado di attestarne l'efficienza. Ciò è dovuto a svariati motivi, alcuni legati alle sanzioni previste nel caso non si rispettassero le scadenza fissate, altri all'incolumità delle persone che abitano la casa. Parliamo dunque di accorgimenti basilari da adottare per vivere senza preoccupazioni. Manutenzione sulla caldaia: perché richiedere l'assistenza?

Manutenzione sulla caldaia: perché richiedere l'assistenza

Ora entreremo nel dettaglio del perché è importante richiedere l'assistenza di caldaie a Roma o in qualsiasi altra città, come quella proposta da https://www.idraulicoroma.com/. Come detto, non effettuare la manutenzione periodica degli impianti di riscaldamento può portare a conseguenze davvero disastrose. Il principale rischio di malfunzionamento è dovuto alla fuoriuscita di gas.

Questo può causare in prima battuta un'intossicazione. In tali situazioni può verificarsi la formazione del "famoso" monossido di carbonio, dovuta al consumo dell'ossigeno presente negli ambienti chiusi. Il pericolosissimo composto può portare alla morte in pochissimi minuti. Se la formazione dovesse verificarsi durante il sonno, molto probabilmente la persona nemmeno si accorgerebbe di quanto sta accadendo.

Se al contrario questo dovesse avvenire da svegli, in molti casi il soggetto potrebbe avvertire un malore, attribuendone però le cause ad altri fattori. Purtroppo, quando questo accade, è già troppo tardi. Ad ogni modo, una trascuratezza dell'impianto di riscaldamento può portare anche ad altre conseguenze, come quella di un incendio. In questa situazione, a causarlo potrebbe essere un corto circuito dell'impianto elettrico che alimenta la caldaia stessa.

Perché effettuare la manutenzione della caldaia?

Non tutte le conseguenze dovute alla trascuratezza della manutenzione della caldaia sono gravi come quelle descritte precedentemente, ma sono comunque da ritenersi importanti. Negli interventi infatti, è prevista la pulizia del bruciatore da quello sporco che si accumula in maniera fisiologica con l'utilizzo dell'apparecchio. Solamente in questo modo è possibile garantire che la fiamma sia effettivamente libera e pulita.

Quando questo non avviene, la caldaia perde la sua efficienza, e per raggiungere le temperature desiderate consuma solamente più combustibile. Inutile sottolineare come questo si ripercuota negativamente sulla bolletta. Ad ogni modo per ottimizzare ulteriormente i consumi, è doveroso anche imparare ad utilizzare correttamente la caldaia. Innanzitutto è consigliata l'installazione di un crono-termostato.

Grazie a questo accorgimento è possibile abbassare la temperatura ad esempio durante le ore notturne, oppure in quei momenti in cui non si è presenti nell'abitazione. Anche chiudere le porte delle stanze che non vengono utilizzate permette di risparmiare, perché si evita che il calore possa disperdersi inutilmente in questi ambienti. Per essere ancora più chiari, riscaldare un ripostiglio ad esempio, è assolutamente inutile.

Manutenzione caldaie: la legge

La legge che regolamenta la manutenzione delle caldaie è piuttosto articolata. A stabilire la frequenza con cui effettuare gli interventi troviamo il Decreto n. 74/2013 del Presidente della Repubblica. In tale Decreto è stabilito che la manutenzione debba avvenire ogni due anni per quegli impianti con potenza inferiore ai 35 Kw se alimentati con combustibile solido o liquido, e ogni 4 anni se alimentati a Gpl con potenze inferiori a 100 Kw.

La digitalizzazione dei processi aziendali in cosa consiste

La digitalizzazione dei processi aziendali: in cosa consiste?

Negli ultimi tempi si sente sempre più parlare di digitalizzazione dei processi aziendali, ma cosa vuol dire esattamente e quali sono i benefici che ne derivano? Ecco tutto quello che bisogna sapere sull'argomento e quali sono le soluzioni più adatte per ogni impresa.

Quando si parla di digitalizzazione aziendale in molti casi si crede che il fenomeno riguardi solo le eliminazioni della carta e delle telefonate, ma in realtà la questione è molto più ampia. La digitalizzazione di tutti i processi che riguardano ogni azienda abbraccia tanti aspetti e significa dare un valore aggiunto alle informazioni, che verranno gestite in maniera centralizzata per garantire un sicuro e facile accesso a più utenti. Digitalizzare vuol dire anche rispettare precise norme di settore e leggi europee. Solo in questa maniera l'innovazione potrà davvero rivelarsi efficiente e generare benefici ad ampio raggio.

A questo riguardo non esiste una digitalizzazione che vada bene indistintamente per tutte le attività. Occorre invece studiare la realtà di ogni singola azienda per trovare soluzioni su misura e in grado di semplificare il lavoro, migliorare l'organizzazione e dare piena soddisfazione al cliente finale. Mettere a punto un’ infrastruttura agile è fondamentale per l'immagine di qualsiasi attività.

La corretta digitalizzazione per il futuro di ogni azienda

La digitalizzazione comporta prima di ogni cosa un'attenta valutazione su quelle che sono le concrete esigenze dell'azienda. Questa prima fase si rende necessaria per individuare e risolvere problemi, criticità e rischi la stessa rivoluzione digitale potrebbe generare.

A questo riguardo Legal Compliance Digitale è un sistema basato su 14 algoritmi in grado di redigere una pianificazione che vada bene per il futuro e soprattutto in linea con quelle che sono le necessità aziendali.

Nello specifico il sistema di base su tre fasi, la prima della quale consiste nel sopralluogo all'interno dell'azienda e in colloqui con il management. A questo punto si passa all'analisi minuziosa di tutti i flussi documentali, dei vari processi connessi, oltre dei sistemi di archiviazione adottati e della loro conformità alle leggi in vigore. Il terzo e ultimo step consiste nell'elaborazione di un documento programmatico che include tutte le istruzioni e le azioni da compiere, tenuto conto del budget richiesto.

In questo caso, diversamente da ciò che fanno i consulenti tradizionali, si adotta un approccio moderno fondato sul "Metodo Savino®", attraverso il quale i processi aziendali diventeranno affidabili, dinamici, efficienti e sicuri. Tutto ciò non può che portare all'espansione del business, perché nei fatti si agevola la collaborazione fra i lavoratori, i quali potranno scambiarsi sempre nuove conoscenze e massimizzare i tempi.

Un approccio digitalizzato aumenta inevitabilmente anche la competitività e riduce drasticamente i rischi e gli errori, tutto questo grazie agli aggiornamenti costanti e in tempo reale, ai feedback interni ed esterni ricevuti e alla facilità con al quale si possono adottare soluzioni nell'immediato.

Passare alla digitalizzazione dei processi aziendali nel rispetto delle norme e spingere la propria azienda alla crescita non è mai stato così semplice con il Metodo di Savino Solution, già adottato con successo da tantissime realtà commerciali. Bisogna ricordare che solo impiegando processi di collaborazione, automazione e gestione delle informazioni ad hoc sarà possibile raggiungere in tempi brevi determinati obiettivi di business, ma soprattutto adottare una corretta decision making e seguire i trend di mercato.

SEO per attività turistica local in Campania cosa fa l’esperto in questi casi

SEO per attività turistica local in Campania: cosa fa l’esperto in questi casi

La Campania è una delle regioni più ricche e promettenti per quel che riguarda il turismo nel nostro paese: una località in cui è possibile combinare il buon cibo con il buon vino, l’arte con la cultura, il relax con il divertimento, e dalla quale è possibile trarre numerosi vantaggi sotto ogni profilo. Pertanto, essa rappresenta al giorno d’oggi una delle regioni che molte persone decidono di visitare, non solo per via di un bellissimo mare e di paesaggi meravigliosi che poco spazio lasciano all’immaginazione, ma anche per altri interessanti motivi.

Quando, al giorno d’oggi, si parla di SEO per il turismo, chiaramente non si può non fare riferimento all’importanza che può rivestire una buona attività di social media marketing e di ottimizzazione per quel che riguarda siti web ed attività turistiche a tema, che possono trarne numerosi vantaggi anche in fatto di visualizzazioni da parte di utenti potenzialmente interessati a visitare la zona (e che potrebbero prendere la decisione di visitare il posto proprio grazie ad una lettura in rete).

Fare SEO per il turismo, quindi, è oggi essenziale perché rappresenta una strategia di posizionamento sui motori di ricerca da un lato complessa e difficile per certi versi, ma dall’altro lato anche promettente e proficua per altri aspetti: per ottenere successo, quindi, sarebbe comunque consigliabile ed auspicabile farsi seguire da un esperto SEO, una figura professionale che sarà in grado di fornire supporto e consigli indispensabili per il successo dell’attività.

Cosa fa un esperto SEO per un’attività turistica

Un’attività turistica locale di successo è, al giorno d’oggi, un’attività turistica che sceglie davvero di stare al passo con i tempi e che quindi non dimentica quanto sia essenziale oggi essere presenti anche in rete. Se possiedi un bed and breakfast nella splendida cornice della Campania, per esempio, avrai sicuramente a che fare con una concorrenza davvero spietata per il settore, e dovrai fare i conti con innumerevoli altrettanti bed and breakfast, hotel, alloggi ed appartamenti per le vacanze nella stessa zona.

Qual è la chiave per il successo, allora? Come fare, in questi casi, ad essere conosciuti e ricercati? Come emergere in mezzo a tanta con concorrenza?

Essere presenti online significa prima di tutto essere facili da trovare. Se non hai un sito web collegato alla tua attività, se non ti servi di opportunità interessanti in questo campo come ad esempio Google My Business, se non sfrutti la potenzialità data dal collegamento con le Mappe, difficilmente potrai emergere in un mondo che fa di tutto ciò il suo pane quotidiano. Oggi la concorrenza è spietata, e lo è ancor di più in settori come quello turistico: ecco perché dovrai affidarti ad una persona esperta e qualificata come un consulente SEO, qualcuno che sappia come guidarti in questo mondo e che sappia studiare delle strategie personalizzate e mirate quindi a riqualificare la tua attività.

Fare SEO local per il turismo significa avere delle ottime probabilità di successo nel settore. Se è ben fatta, quest’attività promette di far raggiungere degli obiettivi interessanti, ma occorre prestare sempre la massima attenzione al fattore tempo: pretendere di raggiungere velocemente gli obiettivi prefissati è sicuramente controproducente. Anche per questo motivo è davvero utile la presenza di un professionista che sia davvero in grado di fornire il giusto supporto.

Perché si sceglie un ventilatore assiale per eliminare fluidi e gas tossici

Perché si sceglie un ventilatore assiale per eliminare fluidi e gas tossici

Tra ventilatore assiale e centrifugo ci sono un bel po' di differenze, ma non si limitano alla forma. La scelta deve essere dettata dalle prestazioni, in particolare quelle legate strettamente alla funzione. In parole povere la potenza è l'ultimo degli elementi da valutare.

I ventilatori assiali (come spiegato da Ventilazione Sicura) hanno valori di pressione bassi e portate piuttosto alte. Per esempio montandone due in serie si riesce a raggiungere al massimo 120-140 mm di colonna d’acqua, in condizioni ambientali ordinarie. Si usano quando l'impianto ha basse perdite di carico e c'è una resistenza poco impegnativa, ma serve una grossa portata d'aria.

Sicuramente un punto determinante è il prezzo, perché i ventilatori assiali costano poco, sono semplici e compatti da implementare e oltretutto facili da installare.

In pratica i ventilatori assiali sono un tubo con dentro un motore e una girante, anche se la trazione può trovarsi all'esterno in alcuni modelli, senza alterarne le prestazioni.

Di base si possono installare direttamente all'interno di una tubatura, aggiungendo semplicemente una sezione di servizio, se proprio necessario, senza bisogno di raccordi di transizione o deviazione di condotti.

Però quelli assiali hanno tantissime limitazioni in applicazioni di tipo industriale. Iniziamo specificando che di solito, a differenza dei ventilatori centrifughi di non possono sopportare il transito di fluidi chimicamente attivi e aggressivi oppure ad alta temperatura, con un limite massimo che difficilmente supera i 700-800 °C.

Un ventilatore centrifugo invece ha come vantaggio salti di pressione elevati, perché sfrutta l'effetto della girante. L'aria viene immessa ad una certa distanza dalle pale e quindi spostata con un diametro maggiore.

Grazie a questa proprietà si possono installare i ventilatori centrifughi industriali anche dove la resistenza opposta dall'impianto è molto alta e servono grandi portate di gas, spesso in ambienti con condizioni operative gravose o al limite del proibitivo.

A parità di diametro, si riesce a raggiungere 1000/1100 mm di colonna d'acqua ed anche la potenza di aspirazione è alta, usando i ventilatori centrifughi, ma questo ha un costo.

Centrifughi o assiali?

Il grosso problema dei ventilatori centrifughi rispetto alla controparte assiale è il fatto che per installarli c'è da sostenere costi maggiori, in particolare si ha una deviazione del flusso di 90 °.

Con la tubazione di ingresso solitamente orizzontale, perpendicolare rispetto a quella di uscita che molto spesso è verticale, i ventilatori centrifughi anche di ultima generazione richiedono uno spazio considerevole.

C'è anche il problema dei raccordi perché d'aspirazione sfrutta tubature circolari, mentre la mandata è rettangolare e c'è bisogno di un ingombro decisamente maggiore delle componenti attive.

Albero, cuscinetti e motore di solito sono esterni alla chiocciola. Restano però i vantaggi come la possibilità di cambiare il profilo di pala, una grande libertà con i materiali per le varie applicazioni industriali e per il contatto con gas e fluidi aggressivi o pericolosi.

La scelta è relativamente obbligata. Per applicazioni che richiedono bassi performance e condizioni operative tutto sommato tranquille il ventilatore assiale resta vincente, ma se in un'industria si deve trattare materiale pericoloso e lavorare in situazioni particolarmente gravose quello centrifugo è la scelta migliore per via della resa.

Qual è il ruolo della SEO per pubblicizzare un sito

Qual è il ruolo della SEO per pubblicizzare un sito?

Quando hai creato un sito web, giunge il momento di condividerlo con il mondo e si tratta della fase più delicata. Infatti, a cosa serve un sito se nessuno lo visita? Vediamo come pubblicizzare un sito al meglio attraverso alcuni metodi efficaci e i suggerimenti di Gianpaolo Antonante.

L'ottimizzazione di un sito per i motori di ricerca rappresenta senza dubbio uno dei metodi più efficaci per migliorarne il posizionamento e quindi allargare il potenziale bacino di lettori, nonché le persone che linkano verso il sito stesso. Tra gli altri elementi, una buona strategia SEO si imposta individuando parole chiave da aggiungere alle diverse pagine del proprio sito, nei testi alternativi alle immagini e in tutti i testi che possono essere riconosciuti dai motori di ricerca come Google.
Studiare un insieme di tattiche SEO richiede tempo e impegno, ma soprattutto un set di competenze messo in campo da figure esperte. Al giorno d'oggi, infatti, i motori di ricerca sono strumenti sempre più raffinati e, oltre alle buone pratiche semplici da apprendere, è cruciale fare in modo che la strategia sia completa e trasversale al fine di essere efficace. Oltre alle tecniche on-site, la SEO deve essere condotta off-site, altro motivo per cui affidarsi a un professionista che porrà molta attenzione a ogni dettaglio e sarà il migliore investimento per un risultato promozionale davvero soddisfacente.

Come pubblicizzare un sito: l'email marketing

Molti tendono a dimenticare le newsletter, ma in realtà l'email marketing costituisce un altro ottimo modo per indirizzare traffico al proprio sito. Scrivendo un testo accattivante e inserendo l'email marketing all'interno di una strategia trasversale, si può contare su uno strumento davvero efficace per promuovere un sito. Attraverso un oggetto incisivo e d'impatto, bottoni call-to-action ben evidenziati e testi scritti a regola d'arte si potrà emergere dalle migliaia di email che affollano le caselle degli utenti e colpire l'attenzione, ottenendo il tanto agognato clic verso il proprio sito.

Come pubblicizzare un sito: non dimenticare il blog

Lungi dall'essere uno strumento datato, il blog rappresenta un'arma efficace per l'inbound marketing. Il blog del tuo sito web può migliorare il posizionamento sui motori di ricerca e affermare l'autorevolezza del marchio nel tuo settore di riferimento. Una corretta e articolata strategia editoriale, opportunamente calendarizzata per mantenere la frequenza alta e i contenuti rilevanti in un determinato momento, aiuta a posizionare il proprio sito, ma anche a mantenersi costantemente aggiornati, ampliando le tue conoscenze e competenze professionali. Ciò si rivela un valore aggiunto notevole, che potrai utilizzare in un secondo momento anche offline. Inoltre, coinvolgere un guest blogger, magari interpellando un altro esperto del tuo settore, può rivelarsi vantaggioso per entrambi. Da un lato tu potrai attirare un bacino di contatti di qualità, costruendo relazioni con persone autorevoli e potenziali clienti, mentre entrambi avrete visibilità. Tu stesso potresti diventare un guest blogger per promuovere il tuo sito, attraverso la scrittura di articoli di qualità da pubblicare su altre piattaforme. Così facendo il link del tuo sito compare su pagine esterne, un aspetto molto premiato dai motori di ricerca. In linea generale, quando vuoi capire come pubblicizzare un sito web, concentrati sul creare contenuti di qualità. Solo tenendo a mente questo aspetto potrai davvero promuovere il tuo sito.

Perché trovare backlink per aumentare l’autorevolezza

Perché trovare backlink per aumentare l’autorevolezza?

Un sito autorevole viene visto dei motori di ricerca come una risorsa da proporre ad un pubblico di utenti quanto più ampio possibile rispetto a determinate ricerche. Un ruolo abbastanza importante per quanto riguarda la definizione della autorevolezza, lo svolgono i backlink. Trovare backlink (come suggerito da Spiderlink) è tra le pratiche più funzionali che permettono di accrescere la popolarità di un determinato sito e quindi apparire nei primi risultati delle ricerche su Google e sugli altri motori. Ci sono diversi studi ed analisi che è sottolineano come i backlink siano molto importanti e vengano valutati maniera considerevole dagli algoritmi che Google utilizza per definire una determinata graduatoria. Ottenere un numero considerevole di link può essere rilevante oppure può essere addirittura controproducente. Infatti non tutti i link che si ottengono vengono valutati in egual misura o per meglio dire non hanno lo stesso valore agli occhi di Google e degli altri motori di ricerca. Ad esempio un conto è ottenere un link ad un sito autorevole in un determinato ambito ed un altro è ottenere un link da un sito che si piazza al di fuori delle prime 5 pagine di ricerca dei motori per una specifica keyword.

Come trovare backlink utili allo scopo

Trovare backlink e quindi siti autorevoli per la link building è essenziale per poter aumentare l'autorevolezza e quindi avere maggiori probabilità di avere successo nel mondo del web. Per valutare quali potrebbero essere i siti dai quali potrebbero rivelarsi importante ottenere un link bisogna tenere in considerazione i risultati che Google offre rispetto a una determinata parola di ricerca. Si possono ad esempio prendere in considerazione tutti i primi risultati e quindi considerare i siti come autorevoli per l’argomento in oggetto. Ovviamente nella valutazione non si prendono in considerazione siti concorrenti anche perché molto difficilmente andrebbero ad accettare un link verso un altro sito per ovvie ragioni strategiche. Detto questo sono certamente apprezzati i link che arrivano da testate giornalistiche oppure da blog in cui si parla di un determinato argomento. Un altro fattore che può essere considerato per scegliere dei siti opportuni dai quali ricevere link è la qualità dei contenuti e soprattutto le tempistiche con cui ne vengono proposti altri nuovi. Meglio scartare siti che non vengono più aggiornati da diversi mesi in quanto il proprietario potrebbe aver preso la decisione di dismetterlo per cui sarebbe inutile puntare questo genere di promozione.

Come ottenere link

Una volta individuati i siti autorevoli dai cui poter ottenere dei link per accrescere la propria autorevolezza agli occhi dei motori di ricerca è necessario sviluppare una strategia che possa indurre questi siti ad effettuare dei link. Ovviamente non bisogna pagare per avere dei link anche perché questa pratica viene valutata negativamente da Google. L'alternativa è quella di prevedere una collaborazione attraverso la pubblicazione di contenuti di qualità da mettere a disposizione del sito. Questa richiesta avrà una maggior probabilità di essere accolta qualora si disponga di un marchio già conosciuto sul web e quindi già in possesso di una certa autorevolezza. Bisognerà quindi proporre dei contenuti che devono essere multimediali come nel caso di infografiche, guide che affrontano in maniera particolareggiata una tematica specifica, interviste che puntano il focus rispetto ad una casistica reale che possa interessare il pubblico.

Aprire un ristorante quali sono i passaggi fondamentali

Aprire un ristorante: quali sono i passaggi fondamentali

Sono tante le persone che vogliono sapere come aprire un ristorante, una delle attività più floride da aprire in questo momento. Ci sono alcuni step che sono necessari e che permetteranno di avere degli ottimi guadagni se messi in atto bene.

Il primo passaggio: l'idea

Ebbene sì, questo è lo step cruciale prima di sapere come aprire un ristorante nel concreto (seguendo i consigli di Ristobusiness). Infatti è bene precisare che la cucina non basta sia una passione per poter pensare di aprire un ristorante. Infatti bisogna precisare che il ristorante richiede un grosso impegno, soprattutto nelle fasi iniziali dell'attività. Inoltre l'idea che possa spingere all'apertura di un ristorante deve guardare al presente, ma anche e soprattutto al futuro. Questo vuol dire provare a sondare anche tra i conoscenti ciò che magari possa avere un buon successo sia a livello di location che di piatti. La progettazione è una fase cruciale che serve per fare in modo che il risultato finale possa essere quanto più vicino a quello che si ha nella mente. Dare anche un'occhiata al mercato e a quello che viene proposto nei ristoranti di livello internazionale è un buon passaggio per iniziare. Infatti si può avere la giusta spinta per intraprendere un progetto nuovo e soprattutto una visione di ristorante che sia capace di assecondare i gusti dei potenziali clienti. Ecco perché chi vuole sapere come aprire un ristorante non può che partire da un'idea che sia ben chiara.

Il piano di fattibilità

Ovviamente, una volta partorita l'idea, bisogna dar seguito ad essa. Il che vuol dire tradurre nei fatti ciò che si ha nella testa. E si arriva così a quello che si chiama piano di fattibilità, ovvero capire quanto bisogna investire in un ristorante di nuova apertura. Si parte dunque dall'analisi dei numeri, ma anche del territorio. Quest'ultima cosa vuol dire geomarketing, quindi capire le zone dove si possa scegliere la giusta location senza essere troppo vicino ad altri concorrenti. Ecco perché è sempre bene chiedersi cosa possa essere utile in quel territorio per avere un ristorante di successo, non solo in termini di estetica del locale, ma anche per quanto concerne le materie prime.
Bisogna poi analizzare con attenzione quali sono i concorrenti e dove essi siano dislocati. Oltre ovviamente a cosa propongano, in maniera tale da offrire qualcosa di differente. Arrivando poi alla parte della programmazione delle spese, facendo una previsione orientativa riguardo i costi di gestione di struttura, ma anche del personale, oltre al tipo di materie prime che si vuole offrire alla clientela.

Altri step fondamentali per aprire un ristorante

Per arrivare all'apertura di un'attività di ristorazione serve comunque adempiere ad una serie di pratiche burocratiche che variano di comune in comune. La cosa importante è scegliere un locale che abbia spazi a sufficienza sia per la sala che per la cucina, in maniera tale da accogliere un giusto numero di persone e garantire la fruibilità delle stesse. Inoltre è bene precisare che chi vuole sapere come aprire un ristorante farebbe buona cosa ad iniziare ad informarsi per quanto concerne i fornitori. Questi sono gli alleati di una buona attività di ristorazione che permetteranno così di avere a disposizione materie prime di qualità. Oltre a dover comunque pensare ad un allestimento che possa essere in linea con ciò che si vuole creare come ristorante. Tutti questi sono passaggi obbligati su come aprire un ristorante che è bene conoscere.

Vendita di forni a legna in muratura a Roma come scegliere

Vendita di forni a legna in muratura a Roma: come scegliere

Per la vendita di forni a legna in muratura a Roma è sempre bene rivolgersi ad un professionista del settore come iacoangeli.com, perché solo un esperto saprà rispettare tutte le misure di sicurezza per la sua installazione e montare un prodotto di qualità. Ma quali sono gli aspetti più importanti sul quale puntare l'attenzione? Ecco qualche suggerimento.

Quando si decide di installare un forno a legna in muratura a Roma, è necessario innanzitutto capire dove posizionarlo perché questa scelta condiziona tutte le altre. Può essere installato, ad esempio, in uno spazio esterno se il clima lo consente in qualsiasi stagione, ma si dovrà avere l'accortezza di sistemarlo comunque sotto una tettoia per evitare la pioggia. In alternativa è possibile posizionare il forno a legna anche all'interno, in cucina o in una zona comunque protetta, ma a patto che la parete sulla quale viene installato sia vicina alla canna fumaria. La terza alternativa relativa all'installazione e alla vendita di forni a legna in muratura a Roma, che comporta però qualche disagio, è quella di creare il forno a legna in muratura su una piattaforma movibile, soluzione ideale se il forno a legna avrà una collocazione provvisoria, che può cambiare di volta in volta. Ovviamente la pedana di appoggio dovrà essere molto resistente perché rischia di sprofondare sotto il peso della muratura: per questo motivo di solito vengono utilizzati all'interno della piattaforma dei rinforzi in ferro.

Le caratteristiche principali dei forni a legna in muratura

Esistono delle caratteristiche molto specifiche che deve avere un forno a legna in muratura per poter essere definito tale. Innanzitutto le misure: un forno a legna per famiglie avrà un diametro compreso fra gli 80 e i 100 cm, lo spessore delle pareti sarà di almeno 20 cm e infine l'altezza complessiva non supererà i 120 cm e non sarà mai inferiore a 90. Ma questi sono solo i dettagli principali perché ci sono molte altre caratteristiche alle quali si deve prestare attenzione. Ad esempio per la realizzazione della base è possibile scegliere un impasto di cenere oppure di vermiculite, un materiale molto utilizzato negli ultimi anni; il tutto, poi, sarà ricoperto di uno strato di mattoni refrattari per la sicurezza degli utilizzatori. Per la canna fumaria, invece, si utilizza esclusivamente l'acciaio Inox che è coibentante. Infine l'intonacatura esterna sia della cupola che della canna fumaria viene effettuata con un impasto speciale che si forma con l'argilla, la sabbia e altro materiale coibentante. Lo spessore massimo di questo rivestimento esterno del forno a legna in muratura non può mai superare i 6 cm.

L'importanza di affidarsi a professionisti del settore

Viste le specifiche che sono state appena elencate, è ovvio che per la vendita di forni a legna in muratura a Roma occorre rivolgersi esclusivamente ad un professionista del settore che abbia una certa esperienza in materia. La realizzazione di uno strumento del genere, indispensabile per determinati tipi di cottura, è molto complessa e deve essere compiuta esclusivamente da chi ne conosce tutti i segreti. Le difficoltà, poi, non sono insite solo nella realizzazione del forno a legna in muratura ma anche nel suo collaudo, operazione indispensabile per poterlo poi utilizzare: questa attività richiede delle particolari accortezze, anche in termini di sicurezza, che solo un esperto saprà attuare. Il consiglio, dunque, è quello di evitare assolutamente di provare a realizzarlo in autonomia ma di contattare solo ditte specializzate per la vendita del forno a legna in muratura a Roma perché in questo modo sarà possibile evitare pericolosi incidenti ed essere certi di avere un forno a legna in grado di garantire performance di livello.

MANUFATTI EDILI DI IACOANGELI L. E D. SNC
Via Laurentina, 30.800 Km - 00040 Ardea (Roma)
Tel. 06.9135827 - Cel. 392.9973828

Traduzioni norvegese italiano tutto quello che c'è da sapere

Traduzioni norvegese italiano: tutto quello che c’è da sapere

Possono essere svariati i motivi per il quale si renda necessaria una traduzione professionale dalla lingua italiana a quella norvegese: possono essere documentazioni personali, contenuti a carattere tecnico e molto altro ancora. Trovare un professionista per le traduzioni dal norvegese all'italiano (https://www.pierangelosassi.it/traduzioni-norvegese-italiano/) e viceversa può non essere semplice: il norvegese, infatti, è una lingua molto complessa che ha bisogno di essere conosciuta e utilizzata fin nei minimi dettagli per poterla utilizzare al meglio e nella maniera più corretta, soprattutto se serviranno terminologie tecniche.

La lingua norvegese, derivante dal gruppo delle lingue germaniche e indoeuropee, si distingue ulteriormente in due forme diverse tra loro, ossia il Bokmal e il Nynorsk: entrambe vengono utilizzate nel linguaggio parlato e scritto a seconda dei diversi contesti, e sono ufficiali ambedue. Anche nei contesti più burocratici e tecnici l'utilizzo delle due modalità di lingua viene scelta a seconda di determinati ambiti e trattamenti, ed è proprio per questa motivazione che risulta ancora più complesso l'utilizzo corretto da parte di chi dovrà redarre una traduzione perfetta.

Il professionista giusto per le traduzioni norvegese italiano

Quando si tratta di dover tradurre perfettamente dall'italiano al norvegese, e viceversa, se non si è esperti di questa lingua o madrelingua sarà opportuno affidarsi all'esperienza e alla professionalità di un professionista serio e prezioso di questo settore: stiamo parlando di Pierangelo Sassi. Grazie agli anni di esperienza direttamente nel campo delle traduzioni ufficiali, il lavoro di Pierangelo Sassi può essere utilizzato in molti ambiti e settori, come ad esempio quello finanziario, legale, amministrativo, e molto altro ancora. La sua competenza può essere utilizzata anche in ambiti non puramente tecnici, come ad esempio la traduzione perfetta per documenti e scritti personali dove sia necessaria. Le aree di applicazioni dove si potrà usufruire la competenza linguistica norvegese di Pierangelo Sassi sono le seguenti:

  • Ambito commerciale, finanziario e amministrativo, dove si potranno richiedere traduzioni di qualsiasi documento come ad esempio i bilanci societari, gli statuti, le visure camerali, i contratti di ogni genere, i documenti per i veicoli e le newsletter aziendali;
  • Ambito fiscale, dove si potranno richiedere traduzioni di buste paga, dichiarazioni dei redditi, e qualsivoglia documento fiscale che abbia finalità fiscale per i diversi paesi coinvolti;
  • Ambito notarile, dove si potrà accedere alla traduzione di documentazioni private come ad esempio i testamenti, le successioni, gli atti notarili e molto altro ancora;
  • Ambito legale, dove si potrà richiedere la traduzione, asseverata e perfetta anche da utilizzare direttamente in tribunale, di qualsiasi documentazione legata a questo ambito, come ad esempio la traduzione di sentenze, di documenti processuali, di memorie, atti di citazione, comparse di replica e molti altri ancora;
  • Ambito tecnico, per poter accedere alla traduzione di documenti scritti relativi ai manuali d'uso di diverse tipologie di prodotti, oppure della localizzazione di software;
  • Ambito medico, per poter tradurre efficacemente e con la giusta terminologia tutti i documenti di questo ambito, come ad esempio i referti medici, le relazioni degli studi clinici, le diverse comunicazioni in ambito sanitario e molto altro ancora.

Qualsiasi sia la vostra motivazione che vi spinge a richiedere la consulenza di un esperto nella traduzione norvegese - italiano, Pierangelo Sassi è il professionista giusto per voi.

Detrazione fiscale per zanzariere: è possibile? In che misura? Come ottenerla?

Detrazione fiscale per zanzariere: è possibile? In che misura? Come ottenerla?

Le zanzariere sono detraibili?

In passato sono circolate molte voci circa un’ipotetica detrazione fiscale per le zanzariere. Erano in molti a sostenere che queste potessero godere di agevolazioni fiscali, soprattutto grazie all’idea di un’ipotetica schermatura solare che le zanzariere fossero in grado di offrire.

Ma è veramente così o si tratta di un’informazione errata? Scopriamolo insieme in questo articolo, vedendo se è possibile ottenere delle agevolazioni, in che misura e come ottenerle.

Detrazione fiscale per le zanzariere: rientrano nell’Ecobonus?

Come anticipato, in passato sono circolate alcune voci che parlavano dell’esistenza di possibili incentivi fiscali e della detrazione fiscale per le zanzariere (sul sito shark-net.com trovi interessanti approfondimenti) prevista dall’Ecobonus.

In particolar modo l’attenzione si soffermava sull’ipotetica schermatura solare che alcuni modelli di zanzariera sarebbero in grado di offrire, ma le zanzariere non rientrano nelle agevolazioni fiscali, o quantomeno non tutte vi rientrano.

L’equivoco nasce nel momento in cui il Governo decide di inserire le schermature solari tra le possibili opere di ristrutturazioni detraibili, che rientrano nell’Ecobonus. La disinformazione ha fatto il resto, creando non poco caos sulla questione.

Zanzariera schermatura solare

Cerchiamo dunque di fare chiarezza. Le zanzariere per poter godere detrazioni fiscali dovrebbero avere le medesime caratteristiche tecniche delle schermature solari, ovvero:

  • Marcatura CE.
  • Avere un Gtot inferiore a 0,35 debitamente certificato.

Il Gtot è il parametro che riguarda il fattore solare, ovvero il valore con cui viene indicata la capacità di schermatura dal sole di un qualsiasi prodotto, come una zanzariera o una tenda da sole.

Moltissime zanzariere non hanno questo parametro inferiore a 0,35. La maggioranza dei modelli in commercio, infatti, non rispetta i parametri che la normativa ha imposto per fruire delle detrazioni fiscali.

Agevolazioni fiscali zanzariere: è possibile?

In realtà una possibilità di rientrare in quelle che sono le agevolazioni fiscali 2021 per la sostituzione delle zanzariere esiste.

Opportuno chiarire subito che tali agevolazioni non sono previste per la sola sostituzione della rete. In questo caso non si potrà fruire di alcun bonus.

Oltre al già citato Gtot inferiore a 0,35 (complessivo tra zanzariera e finestra), le zanzariere dovranno rispettare i seguenti parametri:

  • Essere montate stabilmente all’edificio, quindi non smontabili.
  • Essere regolabili. Questo significa che l’utente deve avere la possibilità di aprirle e chiuderle secondo le sue esigenze, ovvero in funzione di quella che è la radiazione solare.
  • Proteggere una superficie in vetro esposta (anche a nord).
  • Rispettare normative locali e nazionali in merito all’efficienza energetica.
  • Essere provviste della marcatura CE.

Chiaramente come anticipato, il fattore fortemente limitante per l’accesso alle detrazioni, è quello del Gtot, perché molti modelli in commercio hanno valori massimi superiori a quelli previsti dall’Ecobonus.

Detrazioni fiscali zanzariere

Nel caso in cui la zanzariera dovesse avere i requisiti richiesti, seguendo la giusta procedura, è possibile ottenere una riduzione delle imposte (IRES o IRPEF) fino al 50% della spesa sostenuta per:

  • Acquisto e installazione
  • Rimozione di sistemi preesistenti,
  • Onorario del professionista incaricato per la compilazione della pratica da inviare a ENEA.

Come usare la fresa a tazza per il legno

Consigli utili per usare le frese a tazza per legno

Le frese a tazza per il legno (come quelle che trovi qui https://www.fraisertools.com/it/fresa-a-tazza-legno.html) sono tra gli attrezzi più importanti per chi si dedica al bricolage in maniera avanzata e ha bisogno di poter sviluppare i propri progetti in piena libertà.

Si impiegano per fare fuori di grandi dimensioni estremamente precisi, che altrimenti con un seghetto alternativo, oppure utilizzando delle raspe, sarebbe praticamente impossibile realizzare, o richiederebbero tempi davvero insostenibili.

Le frese a tazza si impiegano anche per lavorazione di pietra, cemento e metallo, anche se ovviamente le strutture sono leggermente differenti, il principio di funzionamento è però sempre lo stesso.

Come sono fatte le frese a tazza per legno

Sono accessori, spesso realizzati in carburo di tungsteno o altre leghe dure, che si installano su mandrini, e si impiegano con i comuni trapani elettrici oppure con le colonne.

Al centro si trova una punta guida che è assolutamente indispensabile per poter riuscire ad affrontare un taglio in maniera corretta. In assenza di questa, infatti, anche se si arriva perfettamente perpendicolari rispetto al piano da forare, c'è sempre il rischio che la tazza trovi un punto di appoggio preferenziale e ci scappi di mano.

A differenza delle punte da trapano, con le tazze non si parla di fori ma proprio di asportazione di materiale in eccesso. Infatti il residuo che viene tolto dal legno è un cilindro con un foro al centro, che eventualmente si può anche utilizzare per altri piccoli lavoretti.

Le punte a tazza dedicate per il legno hanno i denti con la struttura particolare che consente loro di affrontare senza surriscaldarsi i tagli anche su legni particolarmente impegnativi.

Si impiegano quando si supera la dimensione massima consigliata per le punte, che è all'incirca di 13-15 mm per le punte piene e un po' di più per quelle a spirale.

Come si usa una fresa a tazza

Innanzitutto per cominciare bisogna acquistarne una che sia compatibile con il mandrino che abbiamo a nostra disposizione. Non c'è uno standard unico, ma i produttori sono allineati 3-4 ipologie di innesto che si trovano comunemente nei principali punti vendita.

Verificato il tipo di avvitatura e di serraggio, che può essere con vite oppure semplicemente stringendo sul mandrino fino a far scattare i denti di sicurezza, si provvede all'acquisto di una punta. Questa dovrà avere delle caratteristiche specifiche, adatte per l'applicazione che ci interessa.

Innanzitutto dovrà essere del diametro previsto e tipicamente si trovano punte di ottima qualità anche per dimensioni abbastanza grandi. Superati però i 40-50 mm di diametro, è meglio acquistare un set con le lame intercambiabili per una questione di praticità.

Per la dispersione del calore è indispensabile che la fresa che abbiamo scelto sia dotata di aperture laterali che servono per espellere la segatura e impedire la bruciatura del taglio e della lama.

Si provvede a creare un foro guida con l'apposita punta in dotazione o usandone un'altra, se non si è particolarmente pratici e si preferisce evitare di rischiare di arrivare di colpo con la fresa a tazza sulla superficie.

Il foro guida è indispensabile, perché altrimenti c'è il rischio che la fresa rimanga impigliata nel legno e faccia un effetto di torsione molto violenta scappandoci di mano. In questo caso c’è il pericolo di ferirci in maniera grave con i suoi denti che sono estremamente affilati.

Bisogna arrivare alla superficie di taglio con il trapano già in attività, perché altrimenti non si riesce a penetrare il legno e c'è il rischio che la lama si inceppi. È sempre bene usare un trapano di qualità, dotato di frizione, in grado di regolare la potenza in base alla trazione della punta.

Una volta avviato il taglio è sufficiente spingere in maniera molto delicata la fresa all'interno della zona di taglio fino alla profondità stabilita per poi asportare il materiale tutto insieme. Alcune frese sono anche dotate di una molla per l'espulsione facilitata del disco di residuo.

Trattamento dei tarli cosa non si deve assolutamente fare

Trattamento dei tarli: cosa non si deve assolutamente fare

Le persone amano sempre di più costruire le loro case e utilizzare molti mobili e abbellimenti in legno, travi incluse. Esteticamente molto belle, tuttavia delicate per il fatto di essere soggette agli attacchi di temiti e tarli che possono danneggiare gravemente queste strutture in legno.
Molte persone pensano che il trattamento dei tarli del legno sia possibile con il fai da te, ma sbagliano, vediamo insieme cosa non si deve assolutamente fare.

Tarli del legno e trattamento sbagliato

In presenza di tarli del legno, quale trattamento (approfondisci https://www.glispecialistidelladisinfestazione.com/disinfestazione-tarli-del-legno/) non dobbiamo assolutamente fare e quali sono gli errori più tipici? Per esempio è assolutamente da evitare di passare il pennello impregnato di antitarlo liquido sul legno e di inserire l’insetticida con la siringa o iniettare a pressione del liquido nei fori del legno, infatti, come vedremo, si tratta di fori d’uscita e non di entrata, quindi ormai vuoti.
Non serve mettere neppure bombolette fumiganti nelle stanze, bagnare il legno con petrolio, inserire il pezzo in una busta sigillata con del prodotto chimico e infine, tagliare il legno infestato.

Tipi di tarlo del legno e come riconoscere la loro presenza

Esistono molteplici tipologie di tarli, sebbene quelli che troviamo dentro le nostre case siano principalmente gli anobidi, i lictidi e i cerambicidi; questi ultimi sono grossi e scavano profondamente, producendo rumori anche molto forti, mentre i primi due, di pochi millimetri, fanno buchi di piccole dimensioni.
Non è facile capire se sono presenti o meno dei tarli, tuttavia alcuni segnali della loro presenza sono inconfondibili. Quando notiamo una sorta di polverina di legno sul pavimento abbiamo un segnale forte della loro presenza: le larve infatti si nutrono della cellulosa del legno scartando la parte meno nobile, ovvero la segatura che notiamo per terra accanto al mobile.
Anche i buchi nel legno sono un segnale forte, poiché questi insetti scavano delle sorte di gallerie. Dall’uovo del tarlo esce una larva che diventerà una specie di farfallina e questi buchi sono luoghi di uscita del tarlo quando abbandona il legno. Solo la larva si nutre del legno, il tarlo depone l’uovo destinato a diventare larva e così via.

Quali sono i trattamenti efficaci per combattere i tarli

Una volta che è chiaro quanto sia importante evitare azioni dannose, inutili e costose, vediamo insieme quali azioni sono invece valide per eliminare i tarli del legno.
Un primo trattamento per i tarli del legno è il pallone in PVC da montare a casa e inserendovi dentro i mobili colpiti dagli insetti infestanti; occorre poi eliminare l’aria con una pompa, immettere anidrite carbonica raggiungendo la saturazione. A questo punto la temperatura deve essere tenuta controllata per circa 18 giorni. I tarli necessitano di respirare e aver privato dell’aria l’interno del pallone li uccide, sia che si trovino in stato adulto che sotto forma di larva o di uovo.

Un secondo trattamento per i tarli del legno, del tutto ecologico anche per le persone che abitano in casa, prevede che il tarlo del legno sia presente nel parquet o in altri oggetti che non possono essere spostati, come ad esempio le travi. Si tratta dell’uso di un emettitore di microonde che innalza la temperatura nel legno sino a 75°C. Non c’è problema per il legno che sopporta fino a 200°C ed è trasparente alle microonde.
Entrambi i sistemi sono ecologici per gli abitanti della casa o gli animali domestici e sono verificati da Istituti di Ricerca.

Detrazione infissi: tutto ciò che devi sapere

Detrazione infissi: tutto ciò che devi sapere

La detrazione fiscale interessa esclusivamente opere edilizie, e permette di ottenere degli sconti sulla spesa che viene effettuata per sostituire gli infissi della casa. Quando tali interventi riguardano la parte esterna della casa si parla di ecobonus, perché a seguito dei lavori ci sarà un considerevole risparmio energetico. Per poter usufruire delle detrazioni fiscali per il cambio finestre è necessario aver pagato con bonifico in cui devono essere specificati la causale del pagamento, il codice fiscale dell'acquirente e la partita IVA della ditta venditrice. In seguito, si può fare la richiesta online sul sito della finanziaria Enea.

Le detrazioni fiscali servono per detrarre appunto le spese che vengono sostenute per poter ricevere uno sconto sulle tasse. Oltre all'ecobonus, anche nel caso di lavori nella parte interna della struttura si può usufruire di questi incentivi, ad esempio per sostituire le porte interne o modificare le aperture.

Quando un contribuente esegue dei lavori di ristrutturazione della casa, lo Stato riconosce questi interventi come operazioni svolte per valorizzare il patrimonio edilizio, inoltre la modifica di strutture già esistenti per evitare la costruzione di nuovi immobili significa un risparmio in termini di suolo. Insomma, lo Stato appoggia fortemente i lavori di ristrutturazione e quindi li agevola detraendo circa il 50% dall'Irpef, che viene restituito in 10 quote annuali.

La detrazione fiscale su interventi di ristrutturazione interna viene riconosciuta su alcune tipologie di interventi, sia nel caso di abitazioni individuali che condominiali. Può comportare sconti per quanto riguarda le opere di installazione, l'acquisto, la manodopera, la progettazione, la consulenza, gli oneri amministrativi e burocratici. Può usufruire della detrazione fiscale non solo il proprietario ma anche gli usufruttuari, i comodatari; l'importante è aver completato tutti i pagamenti atti all'intervento di ristrutturazione.

La nuova installazione o la sostituzione delle porte interne con prodotti diversi, può beneficiare della detrazione fiscale di cui abbiamo parlato finora: questo bonus edilizio è un grande sostegno economico quando si necessita di modificare la pianta dell'abitazione, intervento che necessita di opere murarie, con conseguente installazione di nuove aperture, quindi l'acquisto delle porte interne è inteso come spesa necessaria per la ristrutturazione edilizia.

Si parla di manutenzione straordinaria quando vengono rinnovate o sostituite parti strutturali di un edificio senza modificarne il volume complessivo né la destinazione d'uso. Questi interventi possono essere effettuati in un'abitazione singola, in un condominio oppure in un'esercizio commerciale.

Se invece le porte interne di un'abitazione vengono sostituite o installate non per una ristrutturazione edilizia ma per semplice gusto, questi interventi non possono godere del bonus, tranne nel caso in cui interessino delle porte blindate, che rientrano negli interventi di manutenzione straordinaria, attuati per proteggersi da atti illeciti da parte di terze persone. In alcuni casi, la porta blindata gode anche delle detrazioni che riguardano gli interventi di miglioramento energetico.

Se si parla di porte interne , si trovano davvero molte offerte sul mercato, di aziende specializzate che dispongono di un catalogo molto ampio di porte di diversi materiali e caratteristiche in base alle singole esigenze. Oltre ai negozi specializzati, troviamo online un gran numero di aziende che forniscono un'ampia gamma di soluzioni per la casa, dagli infissi alle porte di ogni tipologia.

5 consigli per biglietti da visita efficaci

5 consigli per biglietti da visita efficaci

La stampa di biglietti da visita rimane uno strumento di comunicazione più che pratico. Vengono scambiati in occasione di fiere, lasciati a potenziali clienti con i quali hai già avviato un primo contatto, consentono di ricordare i ricordi affettuosi delle persone e possono persino accompagnare le lettere che invii. Molte sono le tipografie online in Campania che mettono a disposizione delle vere e proprie piattaforme su cui caricare il proprio file e ordinare sul Web i propri biglietti da visita, consegnati a domicilio.

Colpisci le menti dei tuoi interlocutori con un biglietto da visita che lascia una buona impressione.

1. Il contenuto del biglietto da visita

È controproducente voler inserire troppi elementi in un biglietto da visita a tutti i costi: hai solo un piccolo rettangolo che sta in una tasca! Non è necessario sovraccaricarlo al punto da renderlo illeggibile.

Una carta efficace può essere soddisfatta con le seguenti informazioni:

  • il nome della tua azienda, con il suo logo
  • il tuo nome e cognome che ti consente di contattarti: telefono (diretto o no), e-mail, indirizzo.

Se necessario, puoi aggiungere il tuo slogan, se è breve. Altro materiale scritto sarà superfluo.

2. Il formato del biglietto da visita

I biglietti da visita rettangolari rimangono i più utilizzati nel settore professionale. Detto questo, nulla ti impedisce di mostrare un minimo di originalità.

Se mantieni il rettangolo, puoi riempirlo in verticale, anziché in orizzontale. Ma hai anche ill diritto di scegliere forme rotonde, quadrate o addirittura ritagliate per rappresentare il tuo settore di attività (il bordo di un pettine per un parrucchiere, ad esempio).

È tutta una questione di settore: le fantasie potrebbero essere meno popolari nel mondo assicurativo che in quello degli organizzatori di eventi!

3. Il layout

La natura detesta il vuoto, a quanto pare. Questo non è il caso degli occhi umani: a loro piace trovare posti su cui soffermarsi mentre stanno leggendo un documento.

Quindi, non trascurare lo spazio bianco nel layout del tuo biglietto da visita. Serviranno per evidenziare gli elementi più importanti: spetta a te decidere se preferisci focalizzare l'attenzione sul tuo nome o su quello della tua azienda!

Un consiglio: è consuetudine considerare che l'altezza della spaziatura tra le linee deve essere sempre maggiore della dimensione del carattere.

4. Scegli gli stessi caratteri

Per un effetto armonioso, non mescolare troppo i tipi di caratteri utilizzati.

L'unica tipografia più originale dovrebbe essere quella del tuo logo. Per gli altri, resta sobrio ... e leggibile.

Se lo desideri, puoi evidenziare alcuni elementi usando il colore o il grassetto. Non abusare di altri effetti di stile. Tieni presente che questo è un documento molto piccolo.

Tuttavia, questo non ti esonera dal preferire un carattere all'altro, se pensi che ti rappresenti meglio.

5. Il colore

Le carte in bianco e nero hanno avuto il loro giorno. Ora, per un tasso appena più alto di efficienza, puoi aggiungere colore alla tua comunicazione. Usalo con parsimonia: non più di tre diverse tonalità sullo stesso biglietto da visita (due sarebbero preferibili).

D'altra parte, è possibile invertire e scrivere in bianco su uno sfondo colorato. L'impatto potrebbe essere più importante ... ma fai attenzione a non dare un colpo troppo forte alla leggibilità. Su questi documenti professionali, a volte è preferibile la sobrietà.

La finitura del biglietto da visita, opaco o lucido, il suo materiale, il suo spessore, il fatto che abbia bordi arrotondati o che sia colorato sul bordo sono tutti elementi che partecipano anche al suo aspetto. Queste sono spesso scelte che incidono sul budget. Ma la presentazione generale si baserà sempre sugli stessi principi, qualunque sia il dettaglio selezionato successivamente.

L’utilizzo dei biglietti da visita è ancora molto utilizzato nel settore degli eventi fieristici. La Business Card è il primo contatto che si ha con i potenziali clienti, per questo non bisogna fallire. Cosa aspetti? Conquista i tuoi clienti!