Blog

In che cosa consiste la dieta chetogenica

In che cosa consiste la dieta chetogenica

La dieta chetogenica è un sistema alimentare che, come si può facilmente comprendere dal nome, induce l'organismo ad entrare in uno stato metabolico chiamato "chetosi", o "acetonemia". La formazione di elevati livelli di corpi chetonici nel sangue si verifica pochi giorni dopo aver iniziato la dieta, ed è la conseguenza della ridotta assunzione di carboidrati.

Quando viene drasticamente diminuito l'apporto di carboidrati (dai quali l'organismo normalmente attinge per ricavare gli zuccheri necessari alla produzione di energia), il fabbisogno energetico viene soddisfatto utilizzando il grasso presente nei tessuti adiposi, bruciandoli. Questo procedimento è la "chetosi". Si tratta di uno schema dietetico che permette di ridurre il grasso in eccesso, garantendo risultati visibili in tempi molto brevi. Da molti viene ritenuta una dieta iperproteica, ma, se seguita correttamente, rappresenta un regime normo-proteico. L'aumento del consumo di grassi, mantenendo regolare l'apporto di proteine, necessarie a conservare la massa muscolare ed evitare deperimento e, contestualmente, riducendo l'assunzione di carboidrati, rappresentano gli elementi cardine della dieta chetogenica. Come vedremo in questo articolo, andare in chetosi mediante il regime alimentare chetogenico è assai stressante e lungo (circa 10 giorni almeno) e quindi, sono utili gli integratori di chetoni esogeni, che ti aiuteranno ad accelerare l'entrata in chetosi nutrizionale utilizzando 2 bustine al giorno e avendo un'alimentazione con pochi carboidrati.

Cosa si mangia nella dieta cheto

Gli alimenti che possono essere consumati sono ridotti, in particolare:

  • alimenti proteici: carne, pesce, uova, formaggi e alimenti vegani con ridotto contenuto di carboidrati (non oltre il 5%);

  • alimenti lipidici: olio extravergine di oliva, olio di semi e di cocco, burro, frutta secca, cioccolato fondente e cacao amaro;

  • verdure a foglia o, comunque, a ridotto contenuto di zuccheri.

Perché scegliere la dieta chetogenica?

Questo regime alimentare, che può risultare drastico e difficile da seguire (dove anche un piccolo peccato di gola può vanificare gli sforzi dei giorni precedenti), può essere molto utile in tre contesti particolari e molto diversi tra loro come dimostrato dagli studi del precursore Dottor George Blackburn:

  • Necessità di dimagrimento rapido e obesità. La perdita di massa grassa è dovuta alla riduzione di calorie, che permette di consumare i lipidi a scopo energetico;

  • Riduzione dei sintomi collegati all'epilessia infantile, qualora non vi sia risposta all'uso di farmaci;

  • Patologie metaboliche, come ad esempio ipertensione arteriosa e iperglicemia. Essa mantiene infatti costanti i livelli di glicemia nel sangue.

Può risultare efficace anche nella cura di alcune malattie dermatologiche, come acne e psoriasi.

Ci sono controindicazioni?

La maggior parte degli svantaggi è la conseguenza degli elevati livelli chetonici nel sangue. Questi sono:

  • Disidratazione;

  • Aumento del carico di lavoro per i reni, sovraccaricati dalla presenza dei corpi chetonici;

  • Possibile ipoglicemia e ipotensione.

Risulta quindi non adatta a chi soffre di patologie epatiche o renali, insufficienza cardiaca, per soggetti diabetici di grado 1, in presenza di disturbi psichiatrici gravi, per donne in gravidanza e allattamento, bambini e persone soggette a disturbi alimentari. Possono presentarsi anche alcuni effetti negativi temporanei sullo stato fisico, come: nervosismo, stanchezza, irritabilità e, a volte, capogiri. Tuttavia essi tendono a scomparire rapidamente, appena l'organismo entra in chetosi si ha una sensazione di benessere e scompare il senso di fame.

In conclusione: come e perchè scegliere la dieta chetogenica

La dieta chetogenica ha un effetto dimagrante elevato, bruciando i grassi e riducendo visibilmente, e in tempi brevi, i depositi adiposi. Risultati visibili già dopo pochi giorni. È tuttavia un regime che va mantenuto per tempi brevi, al massimo per tre settimane, in quanto risulta inevitabilmente sbilanciato. La reintroduzione dei carboidrati dovrà avvenire molto gradatamente per non vanificare gli sforzi fatti, fino a raggiungere un'alimentazione bilanciata di tutti i nutrienti. È adatta a persone in buona salute che necessitano di un trattamento d'urto, rapido ed efficace anche quando altri metodi falliscono. Va valutata attentamente in base alle necessità e alle caratteristiche del singolo individuo ed è sempre valido e importante rivolgersi ad un nutrizionista o ad un medico, in quanto i rischi di diete fai da te, soprattutto quando, come in questo caso, implicano delle carenze alimentari, sono molto elevati.

Perché utilizzare t-shirt personalizzate e brandizzate

Perché utilizzare t-shirt personalizzate e brandizzate

Quando si parla di usare le magliette per personalizzare il brand, e perché sfruttarle, spesso non si riesce a dare una risposta netta e semplice che possa essere definita come ottimale.
Scopriamo assieme come procedere e perché sfruttarle.

A cosa servono queste magliette

Spesso il potere che hanno queste magliette viene totalmente ignorato ma occorre sottolineare come queste, in realtà, siano un valido strumento di marketing in grado di rispondere perfettamente a tutte le proprie esigenze.

Le t-shirt personalizzate, come quelle di burger-print.com riescono ad attirare l'attenzione dell'acquirente che ancora non è tale, quindi si ha la concreta opportunità di ottenere una nuova entrata di clienti e quindi riuscire a raggiungere la maggior parte dei propri obiettivi senza che possano esserci delle complicanze di alcun genere.
Ecco quindi che, grazie a una maglietta attentamente personalizzata, è possibile evitare di creare una situazione che potrebbe essere poco piacevole da fronteggiare, quindi vedere il proprio brand rimanere poco conosciuto dai potenziali clienti.

Come si personalizza la maglietta

Per quanto riguarda la personalizzazione della maglietta occorre semplicemente prendere in considerazione diversi aspetti e capire perché svolgere un lavoro accurato per riuscire a renderla unica.
In questo caso occorre evitare di creare dei doppioni come spesso accade, anche quando si parla della nuova maglietta brandizzata.
Questo per evitare che il cliente possa sentire quella sensazione di già visto, quindi ignori il contenuto della stessa maglietta o possa in qualche modo non esserne attratto.
Occorre quindi svolgere un bel lavoro di personalizzazione in maniera tale che il risultato finale possa essere definito come piacevole e utilizzarla diviene meno complicato del previsto grazie a queste particolari strategie.
Prestare la massima attenzione alla personalizzazione vuol dire riuscire a raggiungere il migliore dei risultati e avere la certezza che l'utilizzo che viene svolto possa essere definito come realmente ottimale, senza andare incontro a potenziali problematiche.

Ora occorre solamente capire come queste magliette debbano essere usate per ottenere un risultato che possa essere definito come realmente unico e vincente sotto ogni punto di vista.

Come usare tali magliette

Dopo aver svolto un accurato lavoro di personalizzazione occorre necessariamente considerare anche come le magliette debbano essere usate.
Il primo scopo è quello di dare una buona identità alla propria impresa, quindi è importante che queste vengano indossate dallo staff e dai dirigenti, in maniera tale che ogni persona che appartiene a quella ditta abbia realmente la sua identità all'interno della stessa impresa.
Occorre quindi svolgere questo genere di lavoro con estrema cura, in maniera tale che il risultato finale possa essere definito come perfetto e privo di ogni difetto.

Ovviamente una bella maglietta personalizzata deve essere usata anche come strumento per farsi pubblicità, quindi è possibile regalarla ai clienti e potenziali tali, rendendo il proprio brand maggiormente noto agli acquirenti e potenziali tali.
Ecco quindi che grazie a questa semplice strategia si ha la concreta occasione di ottenere il migliore dei risultati finali, facendo in modo che ogni tipo di potenziale problema possa essere facilmente risolto e che il successo possa essere realmente toccato con mano.

Inoltre è bene offrire tale omaggio con un certo acquisto, ovvero una spesa, in maniera tale che i costi di personalizzazione possano essere recuperati.
Adottando questa strategia è quindi possibile raggiungere un ottimo successo ed evitare che la propria identità possa none essere non nota o comunque che il lavoro svolto per la creazione di tali magliette possa non essere recuperato sotto il lato economico.

Controtelaio porta blindata: guida su come montarlo

Controtelaio porta blindata: guida su come montarlo

Una porta blindata è un particolare tipo di porta caratterizzata dall'essere costruita con materiali in grado di resistere a diversi tipi di effrazione: a seconda della classe della porta, infatti, questa potrà assicurare una minore o maggiore sicurezza all'appartamento in cui è montata.

Un elemento molto importante è il controtelaio della porta blindata. In questo articolo, scritto con l'aiuto delle informazioni fornite dal fabbro a Firenze che trovi a questo link, vedremo come montare il controtelaio della porta blindata.

La struttura di una porta blindata: il controtelaio

Quando si parla di porta blindata solitamente si intendono tutte e quattro le parti che la costituiscono, ossia il controtelaio della porta, il telaio, la scocca e i rivestimenti. In questa breve guida ci soffermeremo solo sul controtelaio, evidenziandone le caratteristiche e le modalità di installazione.

Per prima cosa va sottolineato che, a seconda del tipo di porta o portoncino, questa struttura ha dimensioni differenti e, in alcuni casi, può essere realizzato su misura. Si pensi ad esempio a porte o portoni antichi che presentano dimensioni differenti da quelli che sono gli standard moderni. Inoltre, bisogna evidenziare che se si acquista una porta blindata, alcune case di produzione inviano il controtelaio già montato e solo da installare mentre altre prevedono anche il montaggio delle strutture che lo compongono.

Per quanto riguarda le caratteristiche generali del controtelaio, questo, detto anche telaio morto o falso telaio, è realizzato a partire da un presso piegato e realizzato in acciaio zincato. A seconda del tipo di porta e del modello può presentare uno spessore variabile, solitamente contenuto tra il millimetro e mezzo e i due millimetri. Si tratta di una struttura che presenta inoltre i cosiddetti cavallotti, ossia le zone di avvitamento dei perni che permettono il bloccaggio del telaio.

Un falso telaio va fissato in maniera differente a seconda del tipo, ossia del modello di porta. Può infatti prevedere il fissaggio tramite delle zanche che vengono poi cementate nel muro assicurando un'elevata stabilità e solidità alla porta che ne deriva. Un'altra opzione è che il contro telaio viene montato facendo uso di un ancoraggio chimico oppure di tasselli ad espansione. La soluzione più adatta non dipende solo dal tipo di porta, ossia di controtelaio, ma anche dalla parete in cui avviene il fissaggio.

Infatti, la solidità della porta dipende esclusivamente da una corretta installazione del controtelaio: un errore nel suo montaggio si può invece tradurre in cedimenti nel tempo, nonché di deformazioni, guasti e, soprattutto, una cattiva protezione dell'appartamento.

Come montare un controtelaio

Passiamo ora alla parte pratica. Nella maggior parte dei casi, va sottolineato che questo tipo di operazione andrebbe effettuata da tecnici esperti, in grado di scegliere con cura la procedura più adatta al montaggio e, soprattutto, di assicurare una perfetta stabilità alla struttura. Chi vuole provare a installare da solo la propria porta blindata deve però ricordare che la migliore procedura è quella che prevede la muratura del controtelaio. Come detto, tuttavia, in alcuni casi questa operazione non è possibile e si deve procedere ad altro tipo di fissaggio.

Se si opta per la muratura, nel momento in cui si procede all'installazione è necessario procedere con l'apertura delle zanche: si tratta di un'operazione che può essere pericolosa e che, per questo motivo, non andrebbe mai effettuata a mani nude ma sempre facendo uso di guanti: il rischio di tagliarsi, infatti, è elevato. Va poi ricordato che nel caso di altro tipo di fissaggio del controtelaio le zanche non vanno aperte.

La maggior parte dei costruttori oggi realizza i controtelai in modo che siano già pronti anche per altre modalità di fissaggio, ossia effettuando dei fori per eventuali tasselli ad espansione. Una volta che la controtelaiatura è pronta, si potrà procedere con gli step successivi, che portano al montaggio della porta intera.

Bisogna sempre ricordare che per sapere quale sia il metodo migliore per il fissaggio del falso telaio si può richiedere una consulenza al venditore, oppure rivolgersi a un tecnico specializzato che, analizzando il tipo di parete e il modello di porta, suggerirà la modalità più adatta a garantire un'installazione che sia allo stesso tempo perfetta, solida e sicura.

Amarone della Valpollicella: tutte le caratteristiche

Amarone della Valpollicella: tutte le caratteristiche

Amarone della Valpollicella: tutte le caratteristiche da conoscere e scoprire, per degustarlo al meglio durante le occasioni speciali e non solo. Questo vino rosso che ha reso celebre l'omonima zona collinare è uno dei più amati e apprezzati non solo del Veneto ma del nostro Paese. Eleganze e intensità sono le due caratteristiche principali che lo contraddistinguono e che lo rendono unico. Vediamo come è nato, come viene prodotto e quali sono i migliori abbinamenti gastronomici.

Amarone della Valpollicella: tutte le caratteristiche da sapere

Ricavato prevalentemente da uve passite, l'Amarone della Valpollicella rientra fra i vini rossi del veneto più sontuosi e rinomati. Si narra che sia nato per puro caso dal "Recioto", che sarebbe un passito dolce che si preparava anticamente secondo una precisa e meticolosa tradizione veneta. Pare che questo nobile rosso sia stato il frutto di un errore commesso da una cantina sociale del luogo, probabilmente per via di una fermentazione continuata oltre il tempo necessario. Quando Adelino Lucchese provò il vino, che immaginava di sentire al palato molto dolce, coniò il termine "Amarone", proprio per indicare un sapore piuttosto secco e senza zuccheri. Le prime etichette di questo vino risalgono alla fine degli anni '30 ma la commercializzazione vera e propria ebbe inizio circa dieci anni dopo.

Le uve impiegate sono principalmente "Corvina", "Rondinella" e "Molinara", ma spesso vengono abbinate anche altri vitigni della zona. La produzione è comunque molto accurata e richiede grande esperienza nel settore. I singoli grappoli vengono infatti selezionati ben due volte allo scopo di garantire un prodotto finale eccellente, prodotto secono l'antica tradizione del luogo. Finita la selezione i grappoli sono pigiati per realizzare il mosto, che poi passerà alla fase della fermentazione, per essere accolto all'interno di botti in legno prima della definitiva fase dell’imbottigliamento. Occorre segnalare che la pigiatura avviene durante la stagione invernale, in genere nei mesi di gennaio e febbraio. La bassa temperatura consente una lunga macerazione e ciò si traduce anche in una maggiore complessità. Di contro, tuttavia, serve un affinamento abbastanza lungo.

A chi si rivolge l'Amarone?

Questo vino intenso non viene indistintamente apprezzato da tutti. Questo vuol dire che non si rivolge certamente ad ogni palato, ma di certo a quelli più esigenti. Si tratta infatti di un rosso molto pieno e strutturato, per questo facilmente distinguibili e adatto a chi cerca forti emozioni. Il suo colore è rubino intenso che tende al granato. Anche il bouquet è piuttosto ampio e richiama non solo i frutti di bosco, ma anche prugna, amarena e spezie profumate. Una volta in bocca si rivela piuttosto denso, espandendosi fino a diventare particolarmente morbido e caldo. In linea generale è possibile affermare che appartiene a quei vini che richiedono qualche anno per raggiungere una certa rotondità, oltre che un apprezzabile equilibrio. Ecco spiegato come mai molti Amaroni riescono a dare il meglio e a sprigionare tutta la massima eleganza dopo diverso tempo. Questo ad esempio è il caso dell'Amarone Accordini iginoaccordini.it, che prevede un appassimento lento per 5 mesi, una vinificazione che può durare anche 2 mesi e la raffinazione di 1 anno, prima di passare nelle botti di acciaio in attesa dell'imbottigliamento finale.

Abbinamenti in cucina

L'Amarone regala intense emozioni quando viene abbinato a pietanze a base di carne, come ad esempio arrosti, lasagne, sughi di cinghiale, ragù di anatra, cervo e salsicce piccanti. Molto interessante anche l'abbinamento con formaggi di media e lunga stagionatura, fra cui l'Asiago e il Pecorino. Gli amanti del barbecue potranno riscoprire nell'Amarone della Valpollicella un vino in grado di regalare sensazioni uniche. Il contrasto fra sapori affumicati e dolci propri della carne di maiale si sposano infatti perfettamente con questo vino in grado di ricompensare con grandi gioie.

Come aprire una cassaforte bloccata

Come aprire una cassaforte bloccata

Molte persone che posseggono una cassaforte incontrano parecchie difficoltà quando si tratta di aprirla nel momento in cui appare bloccata. In genere se è stata smarrita la chiave del modello con serratura o non ci si ricorda più la combinazione, conviene rivolgersi a tecnici specializzati che possono intervenire dall’alto della loro esperienza e conoscenza delle singole strutture.

Premesso ciò, se anche voi non sapete come aprire una cassaforte bloccata il consiglio è di leggere quanto di seguito descritto, frutto anche di consigli da parte del fabbro a Roma consultabile a questo sito web.

Cassaforte bloccata: apertura con combinazione a quadrante

La cassaforte della tipologia a quadrante è nota per la presenza di una ruota che agisce come una sorta di serratura a combinazione. I numeri sono scritti sulla circonferenza e di solito iniziano con 0 in alto e aumentano man mano che si gira intorno al quadrante in senso orario. A parte l'irruzione fisica nella cassaforte cosa peraltro molto difficile da farsi se non da fabbri esperti (con flex o fiamma ossidrica), l'inserimento corretto di una serie di numeri nel quadrante della combinazione è l'unico modo per aprirla quando è bloccata.

Premesso ciò, l’operazione consiste nel ruotare la manopola in senso antiorario e ascoltare attentamente due clic vicini l'uno all'altro, prendendo nota dei numeri su cui il quadrante si viene a trovare. Inoltre è importante sapere che un clic sarà più debole dell'altro, poiché la tacca che produce il suddetto suono è inclinata verso un lato.

In base al rumore che si ascolta e che proviene dalla tacca della camma di trasmissione quando scorre sotto il braccio della leva, si possono individuare i due clic che rappresentano le opzioni migliori per ottenere l’apertura della struttura.

Apertura di una cassaforte digitale

Nel caso di una cassaforte digitale bloccata, in primo luogo è importante sapere che alcuni modelli dispongono di chiavi di emergenza. Tuttavia se anche queste sono state smarrite, per aprirla bisogna premere il pulsante di ripristino. Per fare ciò, è necessario però individuare le aperture dei chiavistelli della cassaforte. Queste ultime si trovano solitamente sul retro della stessa, anche se alcuni modelli più piccoli possono averle all’altezza della base.

Premesso ciò, dopo aver individuato le aperture dei chiavistelli della cassaforte, bisogna prendere una torcia e illuminarla attraverso ciascuna di esse, finché non si individua chiaramente la tastiera interna. A questo punto è necessario procurarsi un'asta lunga e abbastanza sottile tale da entrare nell'apertura del bullone corrispondente, dopodiché bisogna spingerla nella cassaforte e premere il pulsante reset sulla tastiera interna. Tale operazione potrebbe tuttavia richiedere un tempo quantificabile in una decina di secondi.

É altresì importante aggiungere che nel corso di questa operazione la maggior parte delle casseforti digitali emetteranno un segnale acustico. Se tuttavia quest’ultimo non viene avvertito immediatamente è opportuno tenere premuto il pulsante set (sempre con la suddetta asta). Trascorsi dieci secondi senza che venga emesso alcun suono, si presume che il codice sia stato impostato.

A questo punto non resta che rimuovere l’asta dalla cassaforte ed inserire la nuova combinazione sulla tastiera esterna della stessa. Grazie a tale operazione la cassaforte che si era bloccata adesso si aprirà, e sarà quindi possibile inserire la nuova combinazione premendo il pulsante imposta.

A margine di questa guida sui consigli per aprire una cassaforte bloccata, è importante sottolineare che se non si ha una certa praticità o non si dispone di attrezzi adatti, bisogna consultare un esperto fabbro, che con i costi indicati in questo articolo risolverà il problema.

Internet in Campania, Tim porta la Fibra in 79 comuni

Internet in Campania, Tim porta la Fibra in 79 comuni

Beactive.it: la nuova connessione Internet

La nota azienda di rete TIM, accelera lo sviluppo della banda ultralarga nella regione campana dando vita ad un vero e proprio piano che da qualche tempo rende disponibili in nuovi collegamenti in fibra ottica ben 79 comuni. Tali numero di paesi presenti nell'intero territorio campano, tenderà poi gradualmente ad aumentare nel corso dei mesi, per riuscire a coinvolgerne un numero sempre maggiore. Verranno accessi così oltre 330 armadi stradali collegati alla rete FTTC. L'obiettivo di questa iniziativa, studiato a livello nazionale, ha come principale obiettivo quello di attuare delle disposizioni emergenziali arrivate dalle Autorità del Paese e dalle principali Istituzioni. Nello specifico l'articolo 82 del decreto Cura Italia, studiato per l'emergenza Covid-19, l'Ordinanza del Presidente del Consiglio insieme alle altre misure ergenti disposti dall'Agcom, hanno investito i servizi a banda ultralarga. Le misure sono rivolte soprattutto agli operatori, per riuscire a adottare nel più breve tempo possibile, delle iniziative apposite per potenziare le infrastrutture di rete già presenti e per garantire un miglior funzionamento. Un occhio di riguardo verrà poi riservato alla qualità e alla capacità delle stesse di migliorare il proprio servizio, rafforzando i picchi di traffico. In relazione alla connessione ad Internet su beactive.it puoi trovare tutte le offerte per la fibra di casa e verificare la copertura della tua zona, anche tramite il seguente link: https://www.beactive.it/offerte-fibra/offerte-fibra-casa/.

L'importanza della fibra al giorno d'oggi

TIM, studiando un apposito programma di copertura, è riuscito a garantire l'accesso ai servizi di banda larga e ultralarga a tutti quei comuni che fino a quel momento ne risultano sprovvisti. Vista questa importante opera infrastrutturale, che coinvolge inevitabilmente pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini, sono stati abilitati dei servizi fino a 200 Mbps. La motivazione di tale scelta deriva soprattutto dall'esigenza di accontentare una sempre più ampia fetta del mercato che ormai coinvolge anche le zone rurali e quelle con una bassa densità di popolazione. La connessione Internet d'altronde oggi risulta fondamentale per compiere qualsiasi tipo di attività legata ad esempio al mondo del lavoro o alla scuola.

Quali sono i comuni della Campania che dispongono della fibra

La regione Campania ad oggi conta circa 79 comuni nel quali sono presenti la fibra di TIM. I paesi sono distribuiti nello specifico nelle provincie di Avellino, Napoli, Salerno, Benevento e Caserta. Per la provincia di Napoli gli interventi sono stati attuati presso: Lacco Ameno, Scisciano, San Paolo Bel Sito, Serrara Fontana, Casola di Napoli e Carbonara di Nola. Nella provincia di Avellino invece sono coinvolti i paesi di: Candida, Parolise, Monte Forte Irpino, Prata di Principato Ultra, Sirignano, San Potito Ultra, Lombardi, Capriglia Irpina, Manocalzati, Aiello del Sabato, Pratola Serra e Grottolella. Per la provincia di Benevento le zone sono: Moiano, Torrecuso, San Nicola Manfredi, Ceppaloni, Limatola, Paduli, San Marco dei Cavoti, Bucciano, Colle Sannita, Foglianise, Arpaia, Faicchio e Cerreto Sannita. Per la provincia di Caserta ci sono poi: Maddaloni, Villa di Briano, Cancello ed Arnone Grazzanise, Macerata Campania, Mignano Monte Lungo, Pastorano, Piana di Monte Verna, Gallo Matese, Roccaromana, Alvignano e San Marcellino. Infine nella provincia di Salerno vi sono: San Mango Piemonte, Vibonati, Sant'Angelo a Fasanella, Altavilla Silentina, Casal Velino, Monte San Giacomo, Olevano sul Tusciano, Maiori, Ispani, Centola, Castel Nuovo Cilento, Battipaglia, Montecorvino Pugliano. La fibra di TIM è arrivata così anche nei paesi più piccoli per garantire non soltanto a tutti gli studenti ma anche ai lavoratori di poter disporre della nuova connessione ad Internet, super veloce.

Modelli Auto: l'offerta della tedesca Audi

Modelli Auto: l’offerta della tedesca Audi

Audi è da sempre sinonimo di eleganza, potenza e grandi prestazioni. I suoi modelli auto sono pensati per chi desidera solo il massimo e per chi vuole viaggiare a bordo di un vero pezzo d'arte. L'offerta a disposizione del cliente è ampia e variegata. Ai classici di sempre, A1, A3, A4, A5 e TT, si sono aggiunte le elettriche, perfette per chi vuole il meglio, ma ha un occhio di riguardo per l'ambiente.

Andiamo a scoprire la gamma di modelli auto Audi, ma se vuoi conoscere l'offerta completa visita il sito ufficiale della casa dei quattro anelli.

Modelli auto Audi: le elettriche, per chi ama muoversi nel pieno rispetto dell'ambiente

Si parte dalle elettriche. La nuova sensibilità in materia di ambiente ha spinto il marchio ad investire nei modelli elettrici e ha creato una gamma per ogni esigenza:

  • e-tron a partire da 73.200,00 euro, rata mensile da 1.243,31 euro
  • e-tron S da 98.300,00 euro con rata mensile da 1.669,63 euro
  • e-tron Sportback da 75.500,00 euro e rata mensile da 1.282,37 euro

Scegli il modello che preferisci e guida la tua prima auto elettrica firmata Audi. Visita il sito ufficiale per scoprire l'offerta e le opzioni di acquisto.

Modelli auto Audi: A1, A3, A4, i grandi classici

Il classici di casa Audi, i più amati A1, A3, A4:

  • A1 Sportback da 22.500,00 euro con rata mensile da 386,86 euro
  • Nuova A3 Sportback TFSI e da 40.350,00 euro, con rata mensile da 651,66 euro
  • A4 da 37.200,00 euro e rata mensile da 655,14 euro

Visita il sito ufficiale per scoprire l'offerta completa e tutte le opzioni di acquisto.

Modelli auto Audi: A5, S, RS, A6, A7, A8 l'eleganza e la potenza

Viaggiare comodi e sicuri, senza rinunciare alla potenza, si può. Con A5, S, RS, A6, A7, A8:

  • A5 Coupé da 48.100,00 euro e rata mensile da 827,02 euro
  • S5 Coupé da 82.000,00 euro, rata mensile da 1.447,54 euro
  • RS 5 Coupé da 100.350,00 euro, con rata mensile da 1.725,39 euro
  • A6 a partire da 53.700,00 euro, con rata mensile da 968,51 euro
  • A7 Sportback da 63.500,00 euro e rata mensile da 1.131,56 euro
  • A8 da 97.750,00 euro e rata mensile da 1.766,37 euro

Visita il sito ufficiale Audi per scoprire l'offerta e le diverse opzioni di acquisto.

Modelli auto Audi: Q2, Q3, Q5, Q7, Q8 spazio e grinta da vendere

Hai bisogno di spazio, ma non vuoi rinunciare alla grinta di un'Audi? Per te ci sono Q2, Q3, Q5, Q7 e Q8:

  • Nuova Q2 da 28.400,00 euro, rata mensile da 482,38 euro
  • Q3 da 36.150,00 euro e rata mensile da 591,38 euro
  • Nuova Q5 a partire da 51.250,00 euro, con rata mensile da 904,71 euro
  • Q7 da 72.450,00 euro, rata mensile da 1.294,07 euro
  • Q8 da 77.600,00 euro, rata mensile da 1.333,70 euro

Visita il sito ufficiale per scoprire l'offerta completa dei modelli auto e le opzioni di acquisto.

Modelli auto Audi: TT e R8, sportive e scattanti

Per chi ama le sportive ci sono TT e R8:

  • TT Coupé a partire da 48.700,00 euro, con rata mensile da 837,34 euro
  • R8 Coupé V10 quattro da 186.550,00 euro

Visita il sito ufficiale Audi per scoprire l'offerta e tutte le opzioni di acquisto disponibili.

Furgoni commerciali: guida alle novità

Furgoni commerciali: guida alle novità

È arrivato il momento di rinnovare la tua flotta di furgoni commerciali? Rivolgiti a Volkswagen. Hai a disposizione la gamma completa con Nuovo Caddy, Nuovo Caddy Cargo, Nuovo Caddy California e Nuovo Caddy Kombi. Scegli il modello che preferisci in base alle esigenze della tua azienda e dei tuoi dipendenti. Il confort è assicurato!

Scopriamo l'offerta!

Furgoni commerciali. Da Volkswagen trovi Nuovo Caddy e Nuovo Caddy Cargo

Nuovo Caddy è il modello più famoso tra i furgoni commerciali Volkswagen. Sceglilo e avrai il massimo della tecnologia per te e la tua azienda. Il pacchetto base We Connect è gratuito e aumenterà il confort alla guida. Puoi scegliere se dotare la vettura di un tetto panoramico e/o di inserire i fari e i gruppi ottici posteriori. Con LED efficienti e potenti.

Nuovo Caddy è rinnovato! Tra i nuovi equipaggiamenti disponibili ci sono degli specchietti retrovisori riscaldabili e completamente regolabili. Basta utilizzare il comando elettrico. Per la chiusura e l'avviamento hai i sistemi automatici con tecnologia Keyless Advanced, sicuri e responsivi.

Per chi deve spostare grossi carichi c'è Nuovo Caddy Cargo che ha una portata fino a 723 kg, 100 dei quali disponibili sul tetto. Il modello è equipaggiato con un'ampia porta scorrevole, perfetta per velocizzare il lavoro. Per quanto riguarda la tecnologia hai l’Innovision Cockpit e un infotainment di ultimissima generazione.

La scelta è tra due sistemi di navigazione: il Discover Pro e il Discover Media. Con il Discover Pro hai il meglio della connettività Volkswagen e servizi online esclusivi per chi acquista Nuovo Caddy Cargo.

Furgoni commerciali. Nuovo Caddy California e Nuovo Caddy Kombi, il massimo del confort

Nuovo Caddy California è il più comodo dei furgoni commerciali Volkswagen. Monta cinque ampi sedili e una soluzione per dormire. Tutto nella vettura. Oltre al letto sono disponibili anche una cucina a scomparsa, un tavolino e delle sedie.

In più puoi personalizzare il tuo Nuovo Caddy California con accessori esclusivi. Il tuo furgone sarà cucito su misura per te e la tua azienda. È il veicolo adatto per chi viaggia per ore su strada o per chi è costretto a pernottamenti in trasferta. C'è una vera casa in miniatura su Caddy California!

Nuovo Caddy Kombi è un altro modello Volkswagen pensato per offrire il massimo della comodità. I sedili ergoComfort sosterranno sia il guidatore che il passeggero e il divano a tre posti farà il resto. Il divano è stato diviso in due elementi del tutto indipendenti. Se hai bisogno di spazio aggiuntivo puoi piegarli o sganciarli.

Nuovo Caddy Kombi è fatto per durare e per essere pratico. Ha un rivestimento protettivo integrale e la moquette antisporco e idrorepellente. Una scelta perfetta per chi non ha tempo da perdere.

Scopri gli incentivi statali

Al momento sono disponibili degli incentivi statali per l'acquisto di nuove auto Volkswagen. La Legge di Bilancio del 2021 ha stabilito che le persone fisiche e giuridiche, che comprano un veicolo di categoria N11 o un veicolo di categoria M1, possono beneficiare di contributi fino al 30 giugno di quest'anno.

Le auto con emissioni ridotte hanno bonus più convenienti. Visita il sito ufficiale Volkswagen per scoprire la gamma completa e gli incentivi statali riservati ai diversi modelli. Se vuoi conoscere il prezzo dei nuovi furgoni commerciali richiedi un preventivo sul sito o contatta il tuo concessionario di zona.

Manutenzione ordinaria della nostra auto: perché è così importante?

Manutenzione ordinaria della nostra auto: perché è così importante?

Nel momento in cui acquistiamo un’auto assumiamo anche un forte impegno. La nostra auto deve essere tenuta e curata nel migliore dei modi, sia per la nostra sicurezza, sia per far sì che l’auto si mantenga in buono stato nel corso del tempo.

Quali sono i dettagli più importanti da tenere a mente per questo tipo di manutenzione? Spesso è questione di scelte: c’è chi preferisce il fai-da-te, chi utilizza solo ricambi auto originali. La certezza è una sola: la manutenzione ordinaria deve essere effettuata con competenza e non deve essere sottovalutata.

Scopriamo insieme perché si tratta di un tema così importante.

Check-up periodico

La manutenzione ordinaria è importante perché assume l’aspetto di un check up periodico. Effettuata con regolarità permette di scoprire l’insorgere di eventuali problemi quando essi sono ancora risolvibili nel modo più semplice.

Correggere un difetto o un guasto significa anche impedire che tale problema influisca negativamente sul resto delle altre componenti.

Le nostre auto non sono una composizione di comparti stagni, divisi tra loro, ma sono un sistema in cui ogni elemento è collegato agli altri.

Per questo l’eventuale guasto può, nel tempo, danneggiare o usurare in maniera eccessiva gli altri componenti.

Il tutto senza dimenticare la nostra sicurezza, e anche quella di chi viaggia in auto con noi. La manutenzione periodica ci dona la certezza di avere un mezzo funzionante nel migliore dei modi.

Fai-da-te?

Solitamente le auto vengono fornite di un manuale di istruzioni, con lo scopo di dare ogni possibile informazione su come eseguire forme di manutenzione o check up delle auto stesse.

Ciò significa che ilfai-da-te è effettivamente possibile, ma è consigliato?

Molto dipende ovviamente dalla singola competenza di chi decide di agire in autonomia. Per cui molti amatori non avranno problemi a effettuare una buona manutenzione, ma per chi è alle prime armi il consiglio è quello di affidarsi a tecnici competenti.

Come capire se agire da autodidatti o meno? Una regola ferrea non esiste, e l’unico modo è quello di utilizzare un po’ di sana autocritica.

Questo perché la manutenzione ordinaria è il primo passo per mantenere in buono stato la propria auto, e la mancanza di competenza può essere davvero un potenziale pericolo per il valore di quello che è, a tutti gli effetti, un bene economico.

Quali ricambi scegliere?

Il libero mercato propone una grande varietà di scelta per i ricambi della nostra auto. Perché dovremmo scegliere i ricambi originali e non dei più economici ricambi commerciali?

In questo caso si scontrano, per certi versi, delle differenti linee di pensiero.

Chi sceglie ricambi originali lo fa con la certezza di utilizzare pezzi studiati e progettati direttamente per la propria auto. Se è vero che è facile effettuare una spesa maggiore, è probabile che nel tempo questa spesa venga ripagata, poiché l’auto manterrà il proprio stato originale.

Altri preferiscono il risparmio nel breve periodo, inserendo parti commerciali. Il consiglio in questo caso è di affidarsi comunque a aziende note per la loro serietà, con pezzi che siano adeguati e di buona fattura. Puntare al maggior risparmio potrebbe portarci a utilizzare ricambi caratterizzati da una veloce usura.

Nel caso in cui affidiate la vostra auto a un tecnico è invece il caso di verificare quali siano i ricambi utilizzati, così da avere comunque il controllo di ciò che verrà inserito all’interno della vostra auto. Concordate in precedenza, e ascoltando il parere tecnico, quali tipi di ricambi utilizzare.

Usato? Lo trovi da Nuova Comauto

Usato? Lo trovi da Nuova Comauto

Da Nuova Comauto auto usate di primissima fascia, con garanzie che non ha mai visto prima. Hai a disposizione una vasta scelta di modelli, con prezzi ed età differenti. Le auto vendute da Nuova Comauto sono tutte di qualità e sottoposte a numerosi controlli.

Non dovrai temere danni o rotture dopo pochi giorni dall'acquisto. Il tuo denaro sarà ben investito. È finita l'era degli acquisti tra privati, senza garanzie né protezioni. Affidati solo agli esperti del settore, come quelli che trovi da Nuova Comauto auto usate. Vediamo di conoscere l'offerta disponibile e di scoprire le diverse garanzie.

Nuova Comauto auto usate: solo auto certificate e garantite

Nuova Comauto auto usate è un concessionario affiliato Renault. Un affiliato deve attenersi ad un rigido regolamento e rispettare gli alti standard imposti dalla casa madre. Questo significa che al cliente vengono offerti solo servizi di alto livello, sia per l'acquisto che per la manutenzione e l'assistenza.

Le vetture in vendita da Nuova Comauto sono tutte certificate e garantite. L'usato viene sottoposto a decine di controlli severi e solo dopo aver superato tutti i test, può essere rivenduto al cliente finale. Un'auto che ha superato oltre 100 valutazioni è un'auto destinata a durare negli anni.

Anche la più piccola spia viene testata, come tutti i cristalli, le parti del motore, la carrozzeria ecc. Nessun dettaglio viene lasciato al caso. Da Nuova Comauto auto usate trovi unicamente vetture certificate, con protezioni esclusive. Visita il sito ufficiale per scoprire l'offerta completa e le proposte.

Nuova Comauto auto usate: la gamma Renault e Dacia

Da Nuova Comauto auto usate trovi una vasta gamma di modelli a marchio Renault e Dacia. Tra le proposte del momento per il marchio Renault ci sono:

Questo è solo un assaggio, ma ce ne sono molte altre. Tutte con prezzi, anzianità e chilometraggi differenti. Mentre per il marchio Dacia sono disponibili:

Anche in questo caso ci sono altri modelli in vendita sul sito. La lista è in continuo aggiornamento. Non lasciarti scappare le offerte del giorno e tieni sotto controllo le nuove proposte. Corri sul sito ufficiale di Nuova Comauto auto usate.

Da Nuova Comauto auto usate: trovi anche il plurimarca

Se preferisci acquistare una vettura di un altro marchio, da Nuova Comauto auto usate trovi anche il plurimarca. Per il plurimarca ci sono tantissime proposte con anzianità, prezzi e chilometraggi differenti. Troverai di certo l'auto che fa per te, con un cartellino adatto al tuo budget. Visita il sito per conoscere l'offerta.

Le garanzie offerte

Le vetture a marchio Renault e Dacia hanno garanzie riservate, spesso simili a quelle del nuovo. Ci sono protezioni a tutela della tua auto che vanno da 6 fino a 36 mesi. Non lasciarti scappare l'occasione e acquista solo l'usato certificato e garantito. Anche il plurimarca può beneficiare di tutele esclusive, alcune che arrivano fino ad un massimo di 36 mesi.

Prenota un appuntamento da Nuova Comauto auto usate

Per prenotare un appuntamento da Nuova Comauto Renault per l'acquisto del tuo usato, visita il sito ufficiale. Ci sono tutti i contatti telefonici e l'indirizzo mail. Se hai fretta e vuoi parlare subito con un addetto, clicca sulla voce Contatta un consulente. Si avvierà una videochiamata. Hai bisogno di manutenzione o assistenza? Prenota un appuntamento compilando il form apposito. Lo trovi sul sito.

Cos’è il noleggio auto a lungo termine per privati?

Cos’è il noleggio auto a lungo termine per privati?

L’area business ha a disposizione molte possibilità per ottenere un’auto. Un esempio è quello delle macchine in leasing, ma anche il noleggio a lungo termine è un modello che ha preso davvero molto piede negli ultimi anni.

La grande novità non riguarda il mondo business, ma è legata a quello dei privati, dove questo tipo di modelli si sta diffondendo, grazie a offerte e promozioni.

Cos’è un noleggio auto a lungo termine? Quali sono i vantaggi per un privato? Perché preferire un noleggio a un normale acquisto?

Nelle prossime righe scopriremo le sue caratteristiche, tra pro e contro, per capire se il noleggio a lungo termine sia davvero adatto al proprio caso.

Anticipo e canone mensile

Il noleggio a lungo termine ha delle differenze sostanziali con il sistema delle auto in leasing.

Nel caso delle auto in leasing si tratta di una forma di finanziamento, con o senza anticipo iniziale, e con la possibilità di un riscatto finale, dopo aver versato un canone mensile durante la durata dell’accordo.

Con il noleggio non esiste possibilità di riscatto: al termine dell’accordo, in caso di assenza di rinnovo, il veicolo torna a chi lo ha noleggiato inizialmente. Sono presenti un anticipo e un canone fisso mensile, variabili sia in base al modello scelto, sia in base al tipo di accordo. A tal proposito gli accordi tengono anche conto dei chilometri percorribili in un anno.

Il leasing e il noleggio, proprio per queste caratteristiche, sono molto utilizzati nel mondo business, per poter costruire in fretta e con un costo iniziale basso una vera e propria flotta aziendale.

Può questo modello funzionare anche per un privato?

La risposta che sta dando il mercato è un deciso sì.

Tutto compreso

Il noleggio ha tra i suoi grandi vantaggi quello di essere una formula dove il tutto compreso è davvero realtà. Nel canone mensile sono comprese diverse forme di assicurazione, dalla RCA all’assicurazione per infortuni o danni all’auto, ma anche la manutenzione ordinaria, il bollo auto e tanto altro.

Il consiglio è quello di verificare quale, tra le aziende a cui potreste rivolgervi, offra un maggior numero di servizi e soprattutto che siano di nostro interesse.

Proprio queste caratteristiche hanno reso il noleggio così interessante per le realtà aziendali, offrendo una copertura che elimini tanti costi accessori includendoli nel canone mensile.

Questo tipo di ragionamento è valido anche per i privati, ai quali non resterebbe alcun pensiero, se non quello di ricordarsi di rifornire di carburante la propria auto!

Flessibilità

Arriviamo così a un vantaggio non da poco, che solo una soluzione come quella del noleggio a lungo termine può offrire: la flessibilità.

Cosa intendiamo per flessibilità? Quando acquistiamo un’auto puntiamo a un tipo di acquisto che sappia accompagnarci nel corso degli anni.

Eppure l’imprevisto, piacevole o meno, può essere dietro l’angolo: un allargamento della famiglia, un trasferimento di lavoro e chissà cos’altro.

Ciò può cambiare facilmente le nostre necessità, portandoci a preferire un SUV piuttosto che una City Car, o una station wagon piuttosto che una berlina. Come può aiutarci il noleggio a risolvere questo problema?

Con il noleggio avremo la possibilità di cambiare la nostra auto in maniera piuttosto semplice, cambiando il nostro accordo, restituendo l’auto per ottenerne una che risponda meglio ai nostri attuali bisogni. Niente compravendite o altro: una soluzione rapida e priva di stress.

Il miglior party per bambini: la guida

Il miglior party per bambini: la guida

Organizzare feste di compleanno non è una passeggiata, soprattutto quando si tratta di bambini. Non è semplice ideare il party perfetto e alla fine ci si ritrova con la casa piena di caos e sporcizia. L'esuberanza dei bambini è cosa nota, e durante le feste di compleanno si sbizzarriscono ancora di più.

Se voi genitori non siete pronti per accogliere una festa in casa, abbiamo la soluzione. Da McDonald's potrete organizzare l'evento perfetto per i bambini e anche per i grandi. I piccoli saranno seguiti dagli animatori e avranno un'area riservata in cui giocare e divertirsi.

Anche i genitori avranno un'area riservata in cui rilassarsi e parlare, senza perdere d'occhio i propri pargoli. La festa di compleanno dei sogni dei tuoi figli ti aspetta da McDonald's! Non indugiamo oltre e scopriamo tutti i dettagli dei diversi party!

4 feste a tema: bimbi esploratori, attori, investigatori, viaggiatori!

Festeggiare il compleanno da McDonald's significa poter scegliere tra 4 diversi temi:

Scegli il tema che preferisci assieme a tuo figlio o a tua figlia. Il party sarà perfetto e proprio come i bimbi lo desiderano. Farete un figurone. Vorrete organizzare da McDonald's anche le prossime feste di compleanno.

L'offerta McDonald's: 4 torte per 4 party

Da McDonald's ci sono 4 tipi di torta, 2 Classiche e 2 Premium, da personalizzare in base al tema scelto:

Per quanto riguarda i 4 tipi di feste di compleanno puoi scegliere quello che preferisci in base al numero di partecipanti:

Contatta il ristorante McDonald's della tua zona per conoscere i dettagli dell'offerta.

Area riservata, un Happy Meal per i partecipanti e un bel regalo al festeggiato

Un'area del ristorante sarà riservata alla festa. Gli addobbi saranno in linea con il tema, come i giochi e l'animazione. Come accennato anche i genitori avranno una loro area a disposizione. In più ogni partecipante alla festa riceverà un Happy Meal con panino, patatine fritte, bibita e l'amata sorpresa.

Compresi nel prezzo ci sono anche l'animazione e un regalo per il festeggiato o la festeggiata. Non dovrai pensare neanche agli inviti. Una volta prenotate le feste di compleanno, il ristorante McDonald's fornisce i biglietti da personalizzare.

Il costo per ogni partecipante va dagli 8 ai 10 euro circa. Il prezzo può variare in base alla zona in cui si trova il ristorante e al numero dei partecipanti.

Come pulire la cipolla della doccia

Come pulire la cipolla della doccia

È molto importante avere un bagno pulito, per poter evitare la diffusione di malattie e batteri pericolosi. Tuttavia, c'è un elemento che spesso viene dimenticato in questo tipo di pulizia ed è la cipolla della doccia. In effetti è necessario sapere come pulirlo per poter fare il bagno con acqua davvero pulita. Sarà un processo di pulizia abbastanza semplice, per lasciare tutto impeccabile. Inoltre il soffione della doccia può essere intasato dall'accumulo di anni di acqua che lo attraversa e così ammuffirsi. È dunque possibile che la cipolla della doccia sia otturata dal calcare che si accumula su questo sito. Questo è sicuramente dovuto al fatto che nel tempo si producono depositi minerali, contenuti nella stessa acqua, che fanno sì che l'acqua nebulizzi in tutte le direzioni oppure che ostruisca completamente il soffione, fino a creare un getto d'acqua davvero debole e poco funzionale, lasciandoti con una scarsa pressione dell'acqua o un flusso basso.
È dunque normale che il soffione della doccia si intasi nel tempo, a causa non solo di un uso continuato, ma spesso anche perché l'acqua è di scarsa qualità. In effetti chiunque viva in una regione con acqua dura (acqua con un'elevata percentuale di minerali, come calcio e magnesio, al suo interno) può essere costretto a pulire frequentemente i soffioni della doccia, per evitare che si ostruiscano in modo definitivo. Mantieni allora pulito il soffione della doccia rimuovendo i depositi minerali, affinché l'acqua risulti piacevolmente scorrevole. Sarai sorpreso dalla quantità di accumulo!

Ecco che ti occorrerà sapere come pulire il soffione della doccia, in modo che possa funzionare tutto come il primo giorno, aiutando la tua doccia a tornare alle sue massime prestazioni.
Alcuni soffioni sono dotati di ugelli in gomma flessibili. La pulizia della parte esterna della testina, in particolare di questi fori, sarà un modo per prevenire l'ostruzione da calce o altri detriti. Strofinando delicatamente e regolarmente gli ugelli sarà possibile rimuovere tale accumulo.
Ci sono poi rimedi casalinghi che possono essere utilizzati per pulire efficacemente il soffione della doccia. In effetti non è necessario applicare sempre prodotti commerciali, che a volte possono anche essere tossici. Uno dei migliori detergenti naturali è l'aceto, che ha potenti qualità di pulizia. Funziona come un ottimo antibatterico, in grado di eliminare tutti i germi e lo sporco accumulati. Se hai una doccia che non consente di rimuovere il soffione della doccia o preferisci semplicemente lasciarlo collegato, puoi riempire un sacchetto di plastica con aceto e avvolgerlo attorno al soffione. Fissa la busta attorno con un elastico oppure un nastro adesivo in modo che i fori siano immersi nel liquido. Verifica attentamente quanto è sicuro il nastro per assicurarti che non scivoli una volta lasciata la presa. Lascia il sacchetto intorno alla cipolla per qualche ora. Infine togli il sacchetto e fai scorrere l'acqua per qualche minuto per eliminare definitivamente l'aceto dalla doccia. Eppure se riesci a rimuovere il soffione, sarà l'ideale. In un contenitore abbastanza grande, immergi la testa nell'aceto, preferibilmente due parti di aceto in una parte di acqua. Lascia riposare il soffione per circa un'ora. Rimetti poi il ​​soffione della doccia sul tubo della doccia e fai scorrere l'acqua per alcuni minuti rimuovendo l'aceto. Lucida il soffione della doccia con un panno morbido per un aspetto rifinito. Lucidalo e asciugalo per rimuovere le macchie d'acqua e far sembrare il soffione come nuovo.

Potrebbe inoltre essere necessario pulire lo schermo del filtro della cipolla; in questo caso sarà necessario consultare il manuale di istruzioni del soffione doccia. Eppure se non hai tenuto il manuale, niente panico. Di solito puoi trovarlo sul sito web o contattando il servizio clienti. In generale, lo schermo del filtro si trova nella parte del soffione che si collega al tubo. Dovrai rimuovere il soffione della doccia dal tubo per raggiungere lo schermo del filtro. Nella maggior parte dei soffioni doccia, lo schermo del filtro può essere rimosso. Oppure puoi usare pinzette per estrarre lo schermo dalla sfera girevole. Una volta che lo schermo del filtro è fuori dalla sfera girevole, fallo scorrere sott'acqua per alcuni minuti per eliminare eventuali accumuli. Puoi anche usare uno spazzolino da denti per spazzolare delicatamente i depositi minerali.
Infine riposiziona lo schermo del filtro nella sfera del perno e reinstalla il soffione della doccia sul tubo della doccia.
Vi è un altro prodotto potente quando si tratta di pulire la testa doccia in modo efficace. Si parla del limone, che ha composti chimici che lo rendono efficace contro i batteri. Puoi versare il succo di cinque limoni in mezzo litro d'acqua e, se lo unisci all'aceto, molto meglio. Quindi mescolare fino a quando la soluzione è uniforme e sei pronto per l'applicazione sulla cipolla. Se parliamo di come pulire il soffione della doccia, non possiamo dimenticare il bicarbonato di sodio. Con esso puoi pulire qualsiasi tipo di cosa, dai rubinetti alla toilette. E, naturalmente, il soffione della doccia non può essere trascurato.

I detergenti chimici abrasivi possono danneggiare il soffione della doccia, motivo per il quale non vengono consigliati per la pulizia, tuttavia si rivelerà davvero buona l'abitudine di utilizzare periodicamente un prodotto anticalcare. In questo modo eviterai che questo tipo di sporco si presenti in eccesso in questa specifica zona della doccia. Sarà necessario svitare la testa per poter mettere il prodotto su tutta la superficie, senza lasciare nulla di scoperto. Se la testa è fissa, utilizzare il prodotto almeno sui lati e nelle zone in cui può penetrare facilmente.
Se hai un oggetto di metallo puoi usare un detergente per metalli per lasciare la massima lucentezza nell'area. In questo modo l'intera doccia risplenderà e potrai goderti il ​​tuo bagno.

noleggio furgoni richiesta in crescita nelle grandi citta

Noleggio furgoni richiesta in crescita nelle grandi citta

Il mercato che riguarda il settore del noleggio furgoni, ormai da alcuni anni registra dati importanti e in continua crescita. È interessante notare come i risultati più importanti sono registrati nelle grandi città come Roma che risulta essere alla guida di questa classifica.

Naturalmente la richiesta maggiore arriva dalle aziende che molto frequentemente hanno la necessità di noleggiare dei furgoni per ampi periodi anche per le problematiche di instabilità dei servizi legate all’ormai purtroppo famoso covid-19. I dati sono favorevoli anche per ciò che riguarda i privati che ricorrono sempre più spesso al servizio di noleggio furgoni che negli ultimi tempi risulta essere maggiormente economico nella città di Roma, un servizio legato a piccole movimentazioni di merce, traslochi eccetera.

Le aziende di autonoleggio che mettono a disposizione questo tipo di servizio sono un punto di riferimento in special modo nella città di Roma troviamo RBC Autonoleggio che mette a disposizione della sua clientela un noleggio furgoni a Roma davvero unico che viene richiesto da diverse zone della capitale proprio per la peculiarità della proposta della flotta e dei prezzi proposti.

Agendo in questo modo assicurano un servizio capillare che risulta facilmente accessibile come precedentemente detto anche in un territorio così vasto come Roma.

Furgoni a noleggio Roma: cosa offre il mercato

Al momento è possibile noleggiare molte tipologie di furgoni per le quali è sufficiente che il cliente sia in possesso della patente B.

Le società di noleggio mettono a disposizione della clientela furgoni delle migliori marche, revisionati in modo periodico e con diversi optional disponibili, come:

  • Aria condizionata;
    • Alza cristalli elettrici;
    • Viva-voce integrato;
    • Filtro antiparticolato;
    • ABS per una frenata sempre sicura.

Ma vediamo quali sono al momento i modelli disponibili per il noleggio tra i più richiesti dai residenti nella capitale:

  • furgoni 9 posti: il noleggio in questo caso è inerente a piccoli pulmini 9 posti che nella città di Roma sono molto richiesti dalle aziende per le trasferte di lavoro dei loro dipendenti, oppure dai privati per gite fuori porta o per le vacanze.
  • furgoni cabinati: questa tipologia di furgoni a noleggio permettono di poter trasportare qualsiasi tipologia di cose troviamo infatti:
  • Furgone cabinato passo corto: piccolo, manovrabile e con un prezzo di noleggio unico a Roma a partire da  € 50,00 al giorno permette di trasportare fino a 8 metri cubi di capacità di carico, utile per trasportare una cucina, un letto matrimoniale con rete o scatoloni.
  • Furgone cabinato passo medio: in questo caso iniziamo a parlare del noleggio di un camioncino con una dimensione di vano carico di 312 cm di lunghezza, 198 cm di altezza e 180 cm di larghezza permette di effettuare un piccolo trasloco con un prezzo di noleggio a partire da € 54,00.
  • Furgone cabinato passo lungo: questo potrebbe essere definito un noleggio camion con dimensioni apprezzabili per grandi spostamenti di merce. Parliamo infatti di 360 cm di lunghezza 198 cm di altezza e 180 cm di larghezza si adatta perfettamente al trasloco con una tariffa iniziale di €59,00.
  • noleggio furgoni cassonati: questa è la categoria adatta al trasloco di appartamenti interi, viene utilizzato prevalentemente da aziende di trasloco ma in questo caso potrà essere vostro con una spesa a partire da € 64,00 per un giorno di noleggio.

Per quello che concerne la guida del furgone, le società di noleggio furgoni consentono di indicare una seconda persona autorizzata alla guida del furgone, questo per poter assicurare l'alternanza alla guida nel caso di viaggi lunghi.

Quanto dura il noleggio furgoni

In base alle necessità dell'impresa o del privato è possibile optare per una formula di noleggio a breve oppure a lungo termine. I prezzi concorrenziali di RBC Autonoleggio (che vi abbiamo riportato precedentemente) permettono l'ottimizzazione delle spese in modo da beneficiare di un notevole risparmio.

In generale si possono prenotare noleggi giornalieri, molto richiesti da privati, passando da proposte settimanali e mensili, arrivando anche a stipulare contratti di varia durata. RBC Autonoleggio offre anche la possibilità di effettuare un noleggio di furgoni a Roma con km illimitati per chi si deve spostare dall’ambito della metropoli e trasportare o traslocare fuori dalla città.

Grazie alle infinite risorse che attualmente offre la rete, alcune aziende offrono un servizio online dove il cliente ha la possibilità di effettuare un preventivo on-line  e verificare i prezzi del noleggio furgoni a Roma semplicemente collegandosi al sito web https://www.rbcautonoleggio.it e scegliere il veicolo e la formula di percorrenza adatta alle proprie esigenze.

Realizzazione impianto idraulico: alcuni consigli

Realizzazione impianto idraulico: alcuni consigli

La corretta realizzazione di un impianto idraulico è fondamentale per garantire alla tua casa dei serivi idrici ben fruibili e che aumentino il comfort abitativo. Di conseguenza, conoscere alcune buone pratiche può farti evitare scelte azzardate o pressapochismi in fase di progettazione e messa in piedi dell'impianto idraulico.

Con l'aiuto di idraulico-roma.me, socità leader nel settore idraulico a Roma, siamo riusciti a scrivere alcuni consigli da seguire quando si realizza un impianto idraulico.

Come è fatto un impianto idraulico

L’impianto idraulico di casa inizia con l'installazione di un contatore che, almeno nei condomini, è raggruppato insieme a quello degli altri appartamenti in appositi vani che danno sulla strada o su un'area comune che solitamente è nell'andito del piano terra, in modo da consentire un più agevole monitoraggio.

Dentro casa l’impianto è composto da vari elementi:

  • un tubo di adduzione dell’acqua collegato al contatore,
  • una chiave di arresto che serve proprio per chiuderlo in caso di potenziali guasti;
  • dal rubinetto, l’impianto si suddivide poi in due tubi, il primo dei quali va verso la caldaia e l’altro in direzione dei terminali
  • dalla caldaia partono altri due tubi, il primo è relativo al riscaldamento e il secondo porta l’acqua calda ai terminali.

Da questo momento l’impianto può essere di due tipi, a collettore o a derivazione.

Il primo è più diffuso ed è composto da un elemento che smista l’acqua calda dalla fredda e in base al terminale, ad esempio la vasca da bagno, riceve acqua calda e fredda.

L’impianto a derivazione è meno diffuso e in esso sussistono due tubi, per acqua calda e fredda, che corrono sotto massetto in tutta la casa: formano un circuito che fa delle derivazioni man mano che incontra i sanitari ai quali fornisce l’acqua.

L’impianto idraulico è composto da rubinetti e sanitari e infine, dalla rete di scarico.

Come rifare l’impianto idraulico

Rifare un impianto idraulico, come potrai comprendere, non è solamente un'operazione che richiede di cambiare tubi e sanitari, ma ulteriori interventi profondi che necessitano oltretutto di lavori su opere murarie ed edilizie.

Rifare l’impianto dell’acqua rimuovendo quello esistente

Prima di tutto, è fondamentale rimuovere completamente il vecchio impianto in modo da non ritrovarti ad avere a che fare con parti vecchie e mal funzionanti. Troppi tubi potrebbero indebolire le murature e dare problemi se dovessero essere necessari interventi di manutenzione o installazione.

Devi procedere poi rimuovendo rivestimenti e pavimenti collocati in bagni e cucine; aprendo delle tracce lungo i muri per eliminare le tubazioni; rimuovendo massetti da terra dove hai già rimosso i pavimenti, in modo da eliminare le tubazioni presenti.

Realizzare l’impianto idraulico

Una volta che avrai rimosso l'impianto idralulico precedente, adesso potrai procedere con il realizzare quello nuovo. Procedi installando tubature e componenti del sistema di distribuzione per l’adduzione dell’acqua; predisponendo gli allacci per tutti gli apparecchi; creando una nuova messa in pressione per accertarti che non ci siano perdite e infine, installando tubi e componenti per il sistema di smaltimento acque.

Devi chiudere le tracce murarie e realizzare i massetti a pavimento, posare i rivestimenti su pavimenti e muri, installare i sanitari e completare con le relative pitture. Prima di iniziare qualsiasi lavoro, devi sapere quale marca e modelli di sanitari installare in bagno, in modo da posizionare i punti di consegna e scarico dell’acqua nel modo corretto.

Stai molto attento anche a valutare la pressione con la quale l’acqua è introdotta nel tuo impianto e la concentrazione di calcare. Una pressione troppo forte richiede il montaggio di un riduttore della stessa e un’alta percentuale di calcare richiede un addolcitore: quest’ultimo è un elemento ingombrante e abbastanza costoso, ma davvero utile per prolungare la vita del tuo impianto idraulico e per agevolare la pulizia dei sanitari.

Tieni sempre conto del ruolo fondamentale che riveste l’impianto di scarico, il quale funziona per gravità, pertanto necessita che i tubi siano montanti inclinati onde evitare ogni possibile stagnazione dei liquidi. Gli idraulici questo lo sanno bene ma, se sei tu a occupartene, rischi di non strutturare la pendenza necessaria per un buon funzionamento dell’impianto idraulico. Oggi, inoltre, si usa montare dei pozzetti di ispezione proprio per agevolare eventuali manutenzioni.

Come si ripara un tubo dell'acqua in plastica

Come si ripara un tubo dell’acqua in plastica

Una perdita di acqua nell'impianto è sempre un grande problema per il proprietario di un immobile. Succede spesso, inoltre che le perdite non sono visibili poiché i tubi risultano interrati e ciò porta ad accorgersi del danno solamente quando l'acqua ha ormai già invaso buona parte del sottofondo, creando a volte dei danni anche agli appartamenti vicini.

Quindi la prima cosa da fare non appena si nota una perdita di acqua è quella di chiudere immediatamente il flusso del liquido tramite il contatore centrale o altre valvole presenti all'interno dell'impianto.

Successivamente, bisogna individuare la perdita e riparare il tubo. Solitamente l'impianto idraulico, almeno quelli più giovani, sono costituiti da tubi in plastica e in questo articolo andremo a spiegare come procedere per riparare i tubi idraulici in plastica, aiutandoci anche con le informazioni fornite da idraulicofirenzeeprovincia.it, servizio idraulico nella città di Firenze da diversi anni.

Tipologie dei tubi dell'acqua in plastica

Esistono varie tipologie di tubi in plastica che si differenziano a seconda del loro impiego, ovvero se convogliano liquidi di scarico o se sono tubi di ingresso. Infatti a seconda del loro utilizzo essi devono sopportare maggiori pressioni di acqua e quindi devono essere più resistenti e più elastici.

I tubi dell'impianto sempre più spesso risultano essere in materiale plastico e questi stanno andando a sostituire le vecchie tubature in metallo più soggette a ossidazione e rotture.

Il materiale principalmente utilizzato per le condotte di ingresso dell'acqua è il polietilene (PE), mentre per gli scarichi è il PVC.

Riparare un tubo idraulico in polietilene

Il polietilene è un materiale molto leggero, facilmente saldabile e resistente ad urti accidentali. Viene sempre più spesso utilizzato anche per la facilità di curvatura che ne consente una maggiore praticità durante la costruzione dell'impianto. Se troviamo una perdita su un tubo di questo materiale occorrerà in primo luogo verificare l'entità del danno: se si tratta di un foro o di una crepa e se sia preferibile procedere a sigillare la perdita o sostituire completamente il pezzo.

Se il foro è piuttosto piccolo potrà essere sigillato facilmente con una "pezza" ovvero un cerotto in plastica da fissare sul tratto danneggiato e tappare la falla. Per posizionare la pezza è necessario scaldare la superficie del cerotto e in seguito fissarlo sopra il polietilene coprendo così il punto di rottura. Per saldare la parte inoltre occorrerà riscaldare la pezza con un saldatore per cavi elettrici.

Bisognerà cercare di utilizzare un cerotto che sia di dimensioni maggiori del tratto di tubo danneggiato per avere dei risultati migliori e soprattutto prestare attenzione a non scaldare troppo la pezza che altrimenti potrebbe fondersi e non garantire una buona tenuta una volta che l'impianto sarà rimesso in pressione.

Se il danno alla tubatura è maggiore è preferibile utilizzare un prodotto specifico come lo stucco epossidico, molto semplice da utilizzare. Per non sbagliare nella sua applicazione basterà seguire alla lettera le istruzioni date dal produttore. Il consiglio è quello di apporre lo stucco anche sulle superfici intorno al foro e aspettare che il tappo sia completamente asciutto prima di riattivare l'impianto.

Nei casi invece che il danno sia ancora maggiore converrà sostituire completamente il tubo lesionato in quanto difficilmente esistono soluzioni che garantiscano una riparazione totalmente efficace.

Riparare un tubo idraulico in PVC

Anche in questo caso se abbiamo una perdita occorrerà valutare l'entità del danno. Se la tubatura presenta delle piccole lesioni è possibile coprire il tratto danneggiato con un manicotto di gomma da avvolgere intorno al tubo e fissare il tutto con delle fascette, meglio se di metallo.

Esistono anche dei manicotti con viti di serraggio che garantiscono una soluzione più efficiente nel tempo. Se invece l'entità del danno è maggiore occorrerà scoprire una sezione del tubo proporzionata alla lunghezza della rottura e liberarla da terra o altri detriti.

A questo punto bisognerà tagliare un pezzo della vecchia tubatura e una volta tolta la parte lesionata occorrerà riscaldare bene il tratto della condotta a valle della lesione. Con il tubo ancora caldo e quindi malleabile inserire una nuova porzione di tubo, creando così il cosiddetto "bicchiere". La stessa operazione verrà fatta sulla parte superiore del nuovo segmento, dove invece dovrà innestarsi la vecchia parte a monte della perdita.

Il nuovo tratto dovrà essere leggermente più lungo rispetto al tubo asportato al fine di consentire l'innesto di ciascuna parte all'interno degli alloggi a bicchiere preparati. Una volta preparato il tutto dovremo provare se la lunghezza dei tubi sia esatta.

A questo punto cospargeremo i "maschi" dei vari tubi da inserire con della colla specifica per PVC e una volta inseriti ruotare leggermente la tubatura per permettere che la colla si sparga uniformemente su tutta la superficie del tubo e aspettare che il tutto si asciughi completamente prima di permettere nuovamente il passaggio dell'acqua.

Queste semplici soluzioni ci consentono in totale autonomia di riparare dei piccoli danni che possiamo trovare nelle nostre case, consentendoci di intervenire tempestivamente prima che l'acqua si infiltri in grandi superfici, facendo così in modo che le spese da effettuare siano contenute, ma allo stesso tempo ottenendo degli ottimi risultati di tenuta.

Tuttavia bisogna sempre tener conto che in caso i danni siano più gravi o che interessino vari parti dell'impianto è sempre consigliabile rivolgersi a ditte specializzate che possano risolvere in maniera definitiva il problema.

Cassaforte bloccata: alcune tecniche per aprirla

Cassaforte bloccata: alcune tecniche per aprirla

Tenere documenti importanti, contanti e altri oggetti di valore in una combinazione sicura è un'idea intelligente in caso di furto con scasso, incendio o disastro naturale, eppure può succedere che non sempre sia possibile aprire la cassaforte per accedere a quelle cose importanti.

Nonostante i numerosi tipi di moderni dispositivi di chiusura per casseforti, tra cui tastiere elettroniche e lettori biometrici di impronte digitali, le tradizionali serrature a combinazione continuano a essere un modo popolare per tenere al sicuro denaro e oggetti di valore. Sono efficaci e difficili da decifrare, ma proprio perché sono efficaci, provare ad aprire una cassaforte quando la combinazione è stata dimenticata o non funziona può rivelarsi difficile e richiede tempo.

Sono molto i servizi a cui rivolgersi in questi casi, dall'assistenza della casa produttrice fino a servizi specializzati, come il pronto intervento fabbro a Bologna che puoi trovare a questo link

Tuttavia ci sono alcune tecniche per aprire la cassaforte bloccata che potresti provare ad applicare prima di chiamare. Vediamo quali sono.

Cassaforte bloccata: diagnosticare il problema

Dietro le casseforti che non si aprono correttamente possono esserci una serie di motivi. Quando si hanno problemi ad aprirle, il tutto può divenire davvero stressante, ma non serve affatto farsi prendere dal panico oppure iniziare ad utilizzare misure drastiche, anzi queste potrebbero solo danneggiare il meccanismo di blocco e peggiorare la situazione.

Il primo passo per aprire la cassaforte sarà sicuramente identificare il problema, il quale potrebbe essere causato da un difetto della cassaforte o da un errore dell'utente. Per le casseforti protette con una chiave, possono esserci due problemi che rendono la cassaforte inutilizzabile:

  • se la chiave si rompe nella serratura allora si tratta di un errore meccanico;
  • se la chiave viene persa o posizionata male, si tratta di un errore dell'utente.

Se semplicemente non si ricorda la combinazione della cassaforte, può sembrare un consiglio inutile, ma a volte, occorrerà assicurarsi di non aver semplicemente cambiato la combinazione.

Dopo aver verificato che la combinazione non è stata alterata da quella che si aveva prima, potrebbe esserci una soluzione rapida al problema: trovare il numero di serie, che di solito si trova sul lato o sul pannello posteriore della cassaforte, e poi contattare il produttore.

Ci sono buone probabilità che loro riescano a recuperare la combinazione. Inoltre alcune casseforti elettroniche dispongono anche di una sequenza di ripristino che consentirà di aprire la cassaforte quando non si ricorda la combinazione.

Cassaforte bloccata: quando la combinazione è corretta

Quando si è sicuri che la combinazione che si sta utilizzando per aprire la cassaforte sia corretta, ma la porta tuttavia continua a non volersi aprire, questo potrebbe indicare un problema con la leva oppure con le cerniere, piuttosto che un problema con il meccanismo di blocco stesso.

In questi casi spesso il primo metodo per aprire la cassaforte è cominciare a fare leva sulla porta; applicare poi del grasso ai cardini, per poter così aumentare le possibilità di successo quando si eserciterà pressione e si cercherà di fare leva sulla porta e sui bulloni fuori dal telaio della cassaforte.

Tuttavia potrebbe essere possibile che i problemi legati alla cassaforte siano veri e propri problemi meccanici. Se dunque si può inserire correttamente la combinazione, ma senza successo, il problema potrebbe non essere con la serratura, ma piuttosto con i componenti interni, ad esempio bulloni rotti oppure incastrati. Segni di problemi interni saranno visibili quando la maniglia non si muove, oppure se si muove solo leggermente quando viene inserita la combinazione o la chiave. Un altro segno di un bullone inceppato o rotto è se la maniglia si muove quando il blocco non è disinnestato o se la maniglia gira più del dovuto.

In questi casi un semplice intervento manuale potrebbe non essere necessario e ogni tipo di altro intervento dovrebbe essere usato con molta cautela poiché vi è un alto rischio di danneggiare irreparabilmente la cassaforte.

Cassaforte rimane bloccata: cosa fare

Qualunque sia la causa dell'impossibilità di aprire una cassaforte, determinarne il problema aiuterà a identificare la giusta soluzione, eppure tutto questo potrebbe non bastare a risolvere in modo definitivo il danno.

Dunque per evitare di compromettere definitivamente una cassaforte sarà opportuno decidere cosa fare, ma nella maniera più opportuna. Sarà quindi necessario optare per un passaggio successivo che preveda quello di chiamare un fabbro.

Può sembrare impossibile aprire una cassaforte chiusa a chiave, ma i fabbri hanno alcuni strumenti del mestiere che possono utilizzare per valutare il problema, liberare la serratura e ripararla o, per lo meno, consentire al proprietario di accedere e recuperare il contenuto. Ecco un articolo relativo al costo del fabbro per un apertura della cassaforte.

Alcuni problemi della cassaforte sono dunque troppo complessi e richiederanno l'aiuto di un professionista.

Cannabis light: quali sono i benefici

Cannabis light: quali sono i benefici

La cannabis light è molto spesso oggetto di parecchie discussione che hanno come tema centrale se sia benefica o no. Altri invece, parlando di tale pianta, si ritrovano a domandarsi quali sono dei possibili negozi autorizzati che vendono erba light in maniera legale. Ma esistono dei dei siti online che fanno questo? Assolutamente sì, Raskal è un e-commerce di cannabis light dove è possibile trovare diversi prodotti e varietà. Detto questo, scopriamo qualcosa in più sulla cannabis, del perché è benefica e quali proprietà proficue contiene.

Perchè la cannabis light è benefica?

A differenza di quello che molti pensano e sanno, la cannabis light è stata legalizzata in molti paesi per varie ragioni. Infatti, a differenza della cannabis tradizionale, quella light contiene basse percentuali di tetraidrocannabinolo, che ha effetti psicotropi su chi la assume, evitando così conseguenze come cambiamento di umore o comportamento. Al contrario, l'erba light possiede concentrazioni maggiori di CBD, cioè cannabidiolo che, a differenza della prima sostanza, è in grado di apportare effetti rilassanti a tutto l'organismo. L'erba light si ricava dalle infiorescenze di Canapa Light Sativa e viene fatta un'accurata selezione su quale ha minore tasso di THC e quale ha un tasso maggiore di CBD, preferendo quest'ultima alla prima tipologia. Quindi, la cannabis light non è annoverabile tra le sostanze stupefacenti. Nonostante questo, molte persone si chiedono su quali fronti la marijuana light è in grado di portare dei benefici nella vita di ognuno di loro o ai loro cari che magari hanno un qualche tipo di disturbo che li fa soffrire. Di seguito, vedremo quali sono i benefici di questa particolare pianta.

Quali sono i benefici della cannabis light?

Come detto prima, la cannabis può avere molti effetti positivi sul corpo umano perché recentemente si è scoperto quest'ultimo è dotato di sistema endocannabinoide, che presenta dei recettori molto sensibili che non appena delle sostanze cannabinoidi, sia quelle prodotte dall'organismo sia quelle che vengono assunte, è in grado di rafforzare il sistema immunitario. Detto questo, vediamo nello specifico quali malattie e altri disturbi è in grado di combattere la cannabis light e quali benefici porta.

1) Effetto analgesico e antidolorifico Il cannabidiolo presente nella marijuana light è capace di aiutare chi, a causa di malattie o altri fattori è costretto a convivere con incessanti dolori cronici. Esso infatti, agisce in sintonia con il sistema endocannabinoide presente nel corpo umano stimolando i recettori così da favorire processi neurologici positivi, creando così effetti analgesici.

2) Agisce da anticonvulsivante Alcuni recenti studi scientifici hanno riscontrato che l'assunzione di cannabis light sia in grado di trattare alcune forme di epilessia, perché l'alto contenuto di CBD al suo interno è molto efficace nel ridurre le convulsioni dovute a queste malattie.

3) La cannabis light ha effetti rilassanti Caratteristica che ne fa un ottimo alleato per quelle persone che hanno bisogna di tenere sotto controllo l'eccessiva ansia. Oltre a questo, ha un effetto benefico sull'umore e riesce a contrastare vari disturbi come ad esempio il DPTS, cioè il Disturbo Post Traumatico da Stress e il DOC, Disturbo Ossessivo Compulsivo. Infine, riduce le probabilità di cadere in depressione.

4) Problemi intestinali Grazie alle proprietà antinfiammatorie, l'erba light aiuta a gestire la diarrea e il dolore addominale oltre che a combattere le infiammazioni dell'intestino e malattie come il Morbo di Chron.

5) Aiuta a combattere l'insonnia Per chi ha seri problemi ad addormentarsi e ha bisogno di migliorare la qualità del sonno oltre che ridurre gli episodi di insonnia, il cannabidiolo della marijuana aiuta queste persone a rilassarsi e a risolvere tutti i problemi legati al sonno.

Quali sono le migliori offerte internet senza linea fissa a casa

Quali sono le migliori offerte internet senza linea fissa a casa?

Spesso la scelta dell'offerta internet migliore per la propria casa è limitata a quelle che prevedono lo sfruttamento della tecnologia via cavo e quindi anche la presenza di una linea telefonica fissa. Negli ultimi anni però con l'avvento degli smartphone e di offerte mobile molto vantaggiose, molte famiglie hanno deciso di abbandonare il telefono fisso in quanto poco utilizzato o addirittura fin troppo costoso negli abbonamenti. Con questo trend molte aziende nazionali e internazionali si sono subito messe in azione e hanno pensato ad alcune offerte Internet davvero interessanti e che non prevedono la presenza di una linea fissa.

Per attivare un'offerta simile è necessario prima verificare se la propria zona di residenza ha una buona copertura di segnale. Molte aziende telefoniche e di navigazione offrono un servizio di verifica completamente gratuito direttamente all'interno di una sezione dedicata del proprio sito web. Basta infatti collegarsi, inserire la regione e la città in cui si desidera attivare il servizio (incluso l'indirizzo) e in pochi istanti si avrà a disposizione una comoda mappa che indica chiaramente la potenza del segnale in quella data posizione. Per maggiori info sulle migliori offerte per avere l'ADSL in casa visitate il sito https://www.zorro.it/offerte-adsl-casa.

INTERNET A CASA SENZA LINEA FISSA: LE OFFERTE PIÙ CONVENIENTI

1) Linkem Senza Limiti

Con la splendida offerta Senza Limiti di Linkem è possibile navigare illimitatamente anche senza una linea fissa a casa a soli 26,90 euro. Grazie ad un servizio molto efficiente e ad una grande professionalità dei suoi operatori, Linkem offre a tutti i suoi clienti la possibilità di sfruttare internet ad alta velocità ad un costo ridotto. Guardare un film in famiglia, navigare sui social o semplicemente ascoltare della musica non sarà mai stato così facile, veloce e soprattutto economico. Per tutti i clienti che attivano l'offerta online, inoltre, è previsto il servizio aggiuntivo di assistenza prime completamente gratuito per un'esperienza ancora più gradevole e sicura.

2) SkyDSL a casa S/M/L

SkyDSL porta internet nelle case di tutti i suoi clienti direttamente dallo spazio. No, non è fantascienza ma realtà, infatti, sfrutta una tecnologia satellitare e non via cavo rendendo tutte le connessioni molto più sicure, veloci e stabili. L'attivazione è completamente gratuita e in pochissimo tempo arriva presso la propria abitazione un tecnico specializzato che installerà una piccola parabola la quale catturerà il segnale e vi metterà a disposizione immediatamente la vostra linea internet. Tutto questo a soli 29,90 euro al mese e per sempre. Disponibile anche in versione M o L, due varianti pensate per tutti coloro che sono molto esigenti e che utilizzano internet anche per lavoro e studio oltre che per svago e che quindi richiedono una velocità superiore e maggiore sicurezza.

3) Eolo Più

Eolo Più è l'ultima offerta in casa Eolo, una nuova realtà del settore che si sta facendo apprezzare rapidamente da un gran numero di clienti grazie a tariffe molto convenienti e ad un servizio sempre affidabile ed efficiente. Vengono messi a disposizione ben tre piani tariffari così da accontentare qualsiasi esigenza e necessità: Intrattenimento, Studio e Lavoro, Sicurezza.
La prima offerta è pensata per i più giovani e promette performance eccellenti per quanto riguarda il gaming online e lo streaming di film e musica. All'interno del prezzo sono inclusi il nuovo modem super veloce e ben sei mesi di DAZN. Per quanto riguarda l'opzione Studio e lavoro è rivolta principalmente a professionisti e studenti di tutti i gradi, all'interno del prezzo sono inclusi dodici mesi di Microsoft 365, il modem e un eccezionale coupon di 50 euro da spendere presso Monclick. Infine, l'offerta Sicurezza è pensata per tutti coloro che vogliono la massima velocità di navigazione senza rinunciare alla protezione dei propri dati. Sono inclusi infatti un antivirus e un innovativo sistema di parental control.

PC da gaming per preparare la postazione a casa

PC da gaming per preparare la postazione a casa

Anno dopo anno, il numero di giocatori professionisti cresce in maniera esponenziale. Non bisogna dunque sorprendersi se anche la domanda di PC da gaming (https://www.pcassemblati.eu/128-pc-gaming-in-offerta) per preparare la postazione a casa sia in netta crescita rispetto al passato. A seguire trovate utili consigli su quali siano le caratteristiche più importanti da prendere in considerazione quando si sceglie un PC da gaming da inserire all'interno della propria postazione da gioco casalinga, che dovrà per forza di cose essere costituita da un ambiente comodo e confortevole.

PC da gaming, la scelta della scheda madre

Quando si valuta l'acquista di un nuovo PC da gaming, la prima caratteristica fondamentale da prendere in considerazione è la scheda madre, la quale deve garantire prestazioni al top. Tenete in considerazione che buona parte del budget da investire per l'acquisto di un computer da gaming è destinato proprio all'acquisto di una scheda madre di primo livello, andando invece a trascurare tutte le soluzioni offerte a buon mercato che però il più delle volte non soddisfano le esigenze specifiche dei giocatori. Tra le caratteristiche fondamentali che una scheda madre di prima scelta deve avere si annoverano la presenza di almeno un paio di slot per memorie M.2, un ingresso PCI-e X16 relativo all'unità video e diverse porte SATA3. Come già spiegato qui sopra, si tratta di caratteristiche essenziali, per cui prima di tutto studiate attentamente la scheda tecnica del computer e verificate che la scheda madre sia realmente di livello.

PC da gaming, l'importanza del processore, scheda video e memoria di massa

Altre tre componenti fondamentali di un PC da gaming che si rispetti sono il processore, la scheda video e la memoria di massa. Per quanto riguarda il processore, è imprescindibile che esso sia rapido e funzionale, in modo da farvi vivere la migliore esperienza ludica possibile grazie a un'eccezionale vista grafica. Anche in questo caso vi consigliamo di verificare che il processore sia effettivamente di prima qualità, magari aiutandovi con i benchmark disponibili online. L'altro elemento da prendere in considerazione è la scheda video dedicata. Per questa vale lo stesso discorso appena affrontato per il processore: è sempre preferibile eseguire prima un confronto tra le numerose schede video disponibili in commercio, per poi scegliere quella che offre le garanzie migliori dal punto di vista del gaming. Infine, l'ultimo fattore essenziale quando si valuta l'acquisto di un nuovo PC per giocare online è la memoria RAM: al giorno d'oggi, un valore minimo è costituito da 8 GB, ma se il budget ve lo consente potete anche andare oltre e guardare a un PC che disponga di una memoria RAM superiore. In alternativa, potete aggiungere al computer una memoria di massa, al fine di aumentare ulteriormente le prestazioni.

PC da gaming, le altre componenti da prendere in considerazione

Dopo aver visto le caratteristiche fondamentali di un buon PC da gaming, in questo capitolo conclusivo passeremo in rassegna tutte le altre componenti da prendere in considerazione per preparare una perfetta postazione da gaming in casa. Innanzitutto è importante acquistare un mouse da gaming, in modo da avere una connettività e sensibilità migliori rispetto alla media, senza dimenticare la possibilità di costruire tasti programmabili. Oltre al mouse, riflettori accesi anche sulla tastiera: punto di partenza la retroilluminazione RGB e la tecnologia a pressione. La terza e ultima componente consigliata per completare la postazione da gaming casalinga è senza di dubbio il monitor da gioco: vi consigliamo si puntare esclusivamente su supporti che dispongano di una dimensione di almeno di 24 pollici, con la possibilità di supportare una risoluzione 4HD/UHD o perlomeno ad alta risoluzione.

Residence in Cilento i luoghi più belli da vedere

Residence in Cilento: i luoghi più belli da vedere

Prendere in affitto un residence in Cilento,, come Baia Marticana, da soli, in famiglia oppure con un gruppo di amici, è sicuramente un'esperienza molto emozionante che permette di vivere momenti indimenticabili a contatto con la natura.

Il Cilento, infatti, è una delle terre più belle della Campania in cui poter ricaricare le energie anche durante un fine settimana, per ammirare panorami incantevoli e visitare spiaggie di straordinaria bellezza.

Quali sono gli itinerari da non perdere?

I luoghi in cui poter affittare un residence nel Cilento sono vari e si comincia da Acciaroli, un delizioso borgo che sorge sul mare di interesse turistico, che fa parte del comune di Pollica e noto per essere stato la meta di soggiorno di Ernest Hemingway.

Molto visitato è anche Velia Elea, il più importante sito archeologico del Cilento che ospita gli scavi iniziati nel 1921, fra cui le suggestive porte Rosa e Marina della città, l'edificio termale, l'acropolis, l'agorà e il santuario di Poseidon Asphaleios.

Merita sicuramente una tappa anche la certosa di Padulla, contraddistinta dallo stile architettonico prevalentemente barocco, composta da circa 350 stanza e che occupa una superficie dioltre 51.000 metri quadrati. La sua vasta estensione la rende seconda solo alla Certosa di Grenoble in Francia.

Altro itinerario da non perdere è Teggiano, uno dei pochi centri della provincia di Salerno in cui è stato mantenuto intatto l'aspetto di roccaforte. L'ingresso principale della città è costituito dalle alte mura di origine medievale e non mancano costruzioni rinascimentali che ogni anno attraggono turisti di ogni dove.

Coloro che amano la natura potranno invece concedersi un'escursione sul monte Cervati, che rientra nel comune di Sanza ed è il più alto della Campania. L'ambiente carsico racchiude anche sorgenti e corsi d'acqua, pareti a strapiombo, boschi misti e radure ricche di vegetazione. Una volta in cima si potranno ammirare il Vallo di Diano, il massiccio del monte Motola, il Monte Sacro e il mare, oltre che la cappella e la grotta dedicate alla Madonna della Neve.

Il Cilento e le sue meraviglie

Le grotte di Castelcivita con le sue cavità di stalattiti e stalagmiti, e quelle di Pertosa Auletta, dove è anche possibile navigare su un fiume sotterraneo, fino a giungere verso il cuore della montagna, sono altre tappe del Cilento in cui soffermarsi almeno per un giorno.

Ulteriore località che da sempre ha affascinato i viaggiatori è Capo Palinuro, citata da Virgilio nell'Eneide. Qui il mare è cristallino, le spiagge sabbiose sono ampie e si alternano a tratti rocciosi che diventano accessibili solo via mare e celano veri gioielli naturali, come ad esempio la spiaggia del Buon dormire e incantevoli grotte.

Da segnalare anche la spiaggia dell'Arco Naturale e quella del Mingardo in cui si possono noleggiare i pedalò per ammirare e scoprire numerose bellezze naturali. Questi luoghi sono stati più volti scelti per girare i film e spot pubblicitari. Inoltre non mancano ristoranti in cui gustare le pietanze tipiche a base di pesce fresco.

Marina di Camerota

Prenotare un residence in Cilento a Marina di Camerota è di certo una scelta che non deluderà le aspettative di chi ama il mare. Incastonata fra promontori rocciosi e pareti a strapiombo, questa località è circondata da estesi uliveti secolari ed è una delle mete più ambite per le sue numerose attrazioni.

Viene infatti preferita soprattutto per il turismo balneare e per la bellezza delle spiagge. Quest’ultime hanno anche ottenuto la certificazione da parte di Legambiente e Touring. La costa frastagliata accoglie numerose grotte naturali e baie sabbiose piccole che assomigliano a quelle tropicali. Non mancano aree più ampie e attrezzate di ogni comfort per trascorrere vacanze all'insegna del relax.

San Domenico è una delle spiagge più frequentate e amate per la sua caratteristica sabbia bianca finissima e il mare limpido. Lentiscelle con le spiagge libere, Calanca che dista a pochi minuti dal paese e accessibile tramite una scalinata, L'isola delle Sirene, la torre Calanca e Cala d'Arconte sono altri luoghi che meritano sicuramente una visita.

Come pubblicizzare un sito con il blog

Come pubblicizzare un sito con il blog

Internet rappresenta il presente e il futuro per qualsiasi attività. Nel nostro approfondimento su come pubblicizzare un sito con il blog (https://www.campaniabeniculturali.it/qual-e-il-ruolo-della-seo-per-pubblicizzare-un-sito) prenderemo in considerazione quali sono le migliori strategie per aumentare la visibilità di un sito web grazie al blog, in modo da avere risultati interessanti dal punto di vista commerciale in poco tempo. Prima di iniziare, sottolineaimo come sia fondamentale lavorare sulla qualità dei propri contenuti e sull'autorevolezza del proprio brand, due fattori essenziali che possono essere ottenuti in maniera più semplice puntando sui seguenti elementi.

Come pubblicizzare un sito con il blog: la SEO

Una componente importantissma per pubblicizzare un sito con il blog è la SEO. Essa permette infatti di ottenere risultati nel medio e lungo periodo attraverso una keyword research intelligente, l'ottimizzazione dei testi, una migliore architettura del sito, una migliore user experience e un design che rappresenti un invito efficace alla lettura del sito.

Blog marketing

Quali sono le necessità del proprio pubblico? Quali invece quelle che non vengono soddisfatte dalle altre aziende concorrenti? Una volta che si ha la risposta a queste due domande, arriva il momento di iniziare a investire seriamente sul blog marketing, vale a dire su tutta una serie di articoli pensati per offrire risposte e per aumentare l'autorevolezza del sito nella propria nicchia.

Content marketing

Il content marketing può sembrare un'attività in tutto simile al blog marketing, ma in realtà le cose non stanno così. Infatti, attraverso il content marketing ci si concentra sulla realizzazione di contenuti di qualità, gratuiti, basati su una precedente keyword research, e che rispondano in maniera coerente all'intento di ricerca da parte degli utenti. I contenuti che vanno per la maggiore non sono solo articoli del blog, ma anche ebook, video, podcast, infografiche, case study e interviste con esperti.

Link building

Un'altra attività fondamentale per pubblicizzare il sito con il blog consiste nella link building, vale a dire aumentare i link in ingresso dagli altri portali (noti nel settore con il termine di backlink). Come si ottengono i backlink? È importante scrivere contenuti di eccelsa qualità, offrendo di dare il proprio contributo a siti terzi che rientrino nella propria nicchia di settore.

Social media marketing

La promozione di un sito web passa poi attraverso i social. Per aumentare l'autorevolezza del proprio brand, è indispensabile servirsi di piattaforme quali Instagram, Facebook e LinkedIn. Se ci si avvale in particolare di Facebook, si ha l'opportunità inoltre di sfruttare gli annunci pubblicitari, al fine di raggiungere un pubblico selezionato e massimizzare l'investimento economico.

YouTube

Nel corso degli ultimi anni, i video hanno preso sempre più il posto degli articoli scritti, da qui l'importanza di YouTube, che deve essere considerato come un vero e proprio social network di Google. Inoltre, si ha modo di integrare all'interno dei filmati un collegamento al proprio sito, al fine dunque di aumentare non soltanto la notorietà del brand ma anche le visite stesse del portale.

Email marketing

Al fine di mantenere e promuovere i legami con i clienti (contatti), l'email marketing rappresenta ancora oggi uno strumento di enorme importanza. Per sfruttarne a meglio le sue potenzialità, il consiglio è di offrire alle persone che scelgono di iscriversi alla newsletter risorse particolari, esclusive. L'importante, però, è che non si abusi di tale strumento, se non si vuole correre il rischio di essere cestinati o, peggio ancora, bollati come spam.

Annunci pubblicitari

Se vi state ancora domandando come pubblicizzare un sito con il blog, vi suggeriamo infine di puntare sugli annunci pubblicitari grazie allo strumento denominato Google Ads. Attraverso una campagna intelligente, i proprietari di un sito possono puntare a comparire in una posizione più vantaggiosa nella Serp, in modo da ottenere maggiore traffico qualificato e, di conseguenza, più conversioni. L'utilizzo di Google Ads è consigliato soprattutto per ottenere numerosi contatti nel breve periodo.

Email marketing come pubblicizzare un sito

Email marketing: come pubblicizzare un sito

La realizzazione di un sito web richiede una certa dose di attenzione ai dettagli affinché il proprio progetto possa essere adeguatamente apprezzato da molteplici utenti.
Aver creato il sito, infatti, è solo l'inizio di un'avventura molto lunga e piena di imprevisti: in un mondo dove ci sono tantissimi siti web, infatti, è di fondamentale importanza fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità per cercare, laddove possibile, di primeggiare contro il resto della concorrenza.
Il modo migliore per far sì che il proprio sito arrivi ad un numero sempre più alto di utenti, è sicuramente quello di farsi della pubblicità; tuttavia, come spesso accade in questi casi, non si ha ben chiaro come procedere nel migliore dei modi e senza incorrere in problematiche di vario genere.
Poste in essere siffatte premesse, quindi, nasce spontaneo chiedersi come pubblicizzare il sito con l'email marketing e quali sono le strategie migliori da portare avanti.

Come pubblicizzare il sito con l'email marketing?

Prima di entrare nel vivo della questione, è di fondamentale importanza fare un piccolo passo indietro: i modi per pubblicizzare un sito web e per fare in modo che questo abbia una risonanza tale da attirare molteplici utenti sono vari, ed ognuno di essi se ben utilizzato può regalare delle sorprese sicuramente gradite.
Usare l'email marketing è solo uno dei tanti mezzi attraverso i quali veicolare i propri contenuti.
Quando si parla di Come pubblicizzare il sito con l'email marketing si fa riferimento ad una tecnica di marketing molto precisa che consiste, sostanzialmente, nell'attuare un contatto diretto con l'utenza cui ci si vuole rivolgere.
Per attirare l'attenzione è di fondamentale importanza mettere in chiaro i vantaggi sin da subito (si pensi ad esempio alla possibilità di mandare una mail all'interno della quale vengono inserite offerte con un codice sconto, o semplicemente informare gli utenti di sconti e/o saldi in arrivo in breve tempo).

Usare l'email marketing è una strategia sempre vincente?

Usare l'email marketing è una strategia che può portare ad una serie di risultati positivi, come ad un aumento del traffico di persone e di dati sul proprio sito web.
Tuttavia, contrariamente a quanto si possa pensare, si tratta anche di una modalità che richiede una certa dose di attenzione e di discrezione.
Insistere con le email, infatti, può portare alla tragica conseguenza di vedere i propri messaggi di posta elettronica cestinati come spam, vanificando così tutto il lavoro svolto fino ad allora.
Affinché ciò non accada, dunque, è di fondamentale importanza cercare quanto più possibile di adoperare uno stile di interazione più tranquillo e pacato, senza quindi intasare inutilmente la casella di posta dei propri utenti. La cosa migliore è stabilire prima un contatto con l'utenza, per poi solo in un secondo momento chiedere al cliente se vuole ricevere costanti aggiornamenti riguardo il proprio sito.

Email marketing: è l'unica cosa da tenere in considerazione?

Come si è avuto modo di dire in precedenza, il web è pieno di siti che da tanto tempo si sono guadagnati una vera e propria fetta di mercato.
Primeggiare, quindi, non è affatto facile: affinché, però, gli utenti visitino il proprio sito web, è di fondamentale importanza aggiornare costantemente i contenuti della propria pagina, così da avere la certezza di garantire agli utenti sempre del materiale nuovo da leggere o da visitare.
A tal proposito è bene tenere a mente che è indispensabile utilizzare il linguaggio SEO, vale a dire una particolare tipologia di scrittura utilizzata dai copywriter che ha come scopo principale quello di adoperare una serie di termini che vengono fortemente indicizzati e ricercati dai motori di ricerca. Il linguaggio SEO, dunque, è come se diffondesse il messaggio del proprio sito web a tutto il mondo di internet, facilitando così le interazioni che sono alla base di ogni sito web.

Cos'è e come chiedere una mappa catastale

Cos’è e come chiedere una mappa catastale

A utti sarà capitato almeno una volta di sentir parlare del catasto, uno dei tanti uffici pubblici presenti sul territorio italiano.
Da un punto di vista meramente generale, il catasto ha come scopo principale quello di registrare, catalogare e raccogliere tutti i beni immobiliari presenti in Italia. L'accesso a questi atti è aperto a tutti i cittadini, poiché trattasi di documenti pubblici la cui fruizione è regolata dalle normative inerenti l'accesso agli atti amministrativi e la loro relativa trasparenza.
Il catasto riveste un ruolo di importanza fondamentale poiché, grazie ad esso, è possibile entrare in possesso di tutte le informazioni necessarie per poter effettuare, per esempio, la dichiarazione dei redditi e procedere così alla formulazione del modello ISEE.
Spesso e volentieri, però, la mappa catastale viene confusa con la planimetria catastale: sebbene questi due elementi siano due declinazioni di uno stesso tema, è comunque doveroso porre in essere le dovute ed opportune differenziazioni.

Cos'é la mappa catastale nello specifico?

Come si è avuto modo di anticipare, vi è una sostanziale differenza tra la mappa catastale e la planimetria catastale. Sebbene entrambi i documenti possano sembrare simili, è importante sottolineare che assolvono a due funzioni sostanzialmente differenti.
La mappa catastale fa riferimento, infatti, alla mappa dei terreni: il suo scopo principale è quello di identificare conprecisione la porzione di terreno dove è ubicato l'immobile o il fabbricato agricolo, circoscrivendo così nella maniera più precisa possibile la sua posizione.
Grazie alla mappa catastale è possibile entrare in possesso di una serie di informazioni importanti, come ad esempio l'orientamento del terreno, eventuali confini con le proprietà adiacenti e via dicendo.
La rappresentazione grafica della mappa catastale avviene in scala 1:2000, e vengono mostrati i terreni e gli edifici su una posizione precisa.
Tuttavia, come è facilmente intuibile, la mappa catastale presenta anche una serie di informazioni utili che verranno di seguito analizzate in maniera più specifica.

Quali sono le informazioni presenti su una mappa catastale?

All'interno di una mappa catastale vengono raccolte una serie di informazioni che possono essere utili a seconda delle proprie specifiche esigenze.
Tra le tante è possibile identificare:

  • i confini della proprietà con i terreni adiacenti e le modalità di accesso alla medesima proprietà;
  • i dati anagrafici dei soggetti proprietari;
  • l'ubicazione esatta e precisa della particella;
  • il numero di particella che è stato oggetto della ricerca catastale;
  • la rappresentazione grafica di altri fabbricati censiti.

Tutti questi elementi, sommati tra loro, concorrono a dare vita a differenti dati che possono rivelarsi utili per una moltitudine indifferente di circostanze.
La richiesta della mappa catastale può essere fatta da qualsiasi privato cittadino, avvalendosi di diversi mezzi.
Ma come è possibile, nello specifico, richiedere l'estratto della mappa catastale? E qual è l'iter da seguire per poterlo ottenere in maniera rapida, veloce ed efficiente? La risposta in tal caso è il web.

Come richiedere la mappa catastale?

Per fare richiesta per un estratto di mappa catastale è sufficiente avvalersi del supporto indispensabile di internet.
Mentre una volta, infatti, per ottenere documenti del genere bisognava recarsi necessariamente presso gli uffici del catasto di competenza territoriale, oggi è possibile ottenere gli stessi documenti utilizzando il web.
Su internet, infatti, vi sono innumerevoli siti web che danno la possibilità di poter richiedere l'estratto della mappa catastale; l'erogazione di questo servizio è a pagamento, poiché vi sono una serie di addebiti che gli Enti preposti all'erogazione devono sostenere per poter garantire l'autenticità e la produzione del documento.
Una volta effettuata la registrazione al sito web e una volta espletato il pagamento, non resta che attendere qualche ora (in genere sono necessari anche 30 minuti), il tempo necessario affinché il documento venga inviato alla casella di posta elettronica indicata durante la fase di registrazione iniziale.

Come combattere l’insonnia in gravidanza

Come combattere l’insonnia in gravidanza: occhio all’alimentazione e allo stress!

L’insonnia è un disturbo che tende a colpire con maggiore incidenza le donne, in particolar modo durante la gestazione. Difficoltà di addormentamento, frequenti e prolungati risvegli durante la notte, sonno disturbato e risvegli mattutini molto precoci, seguiti da un senso di malessere che permane per tutta la giornata sono disagi con cui oltre il 90% delle gestanti ha a che fare, soprattutto negli ultimi mesi di gravidanza.

Innanzitutto è doveroso sapere che è un disturbo abbastanza comune in questa fase cruciale della vita, quindi, non spaventatevi! Il nostro organismo durante la gravidanza subisce dei cambiamenti inevitabili e questi possono naturalmente incidere anche sul sonno. Le cause più probabili che determinano l’insonnia in stato di gravidanza possono essere:

  • fisiche (per i cambiamenti a cui accennavamo)
  • ormonali: la gravidanza “sfasa” il nostro campo ormonale
  • emotive: parliamo di un periodo che seppur bello può generare molto stress e preoccupazioni

L’insonnia può inoltre avere una diversa incidenza a seconda del mese di gestazione: nel primo trimestre l’incidenza è del 13%, nel secondo trimestre è del 19% e nel terzo si sale al 66%. Come detto, in questi casi l’insonnia è un disturbo considerato perfettamente normale, ciò che è importante quindi è sapere come tenerlo sotto controllo attraverso rimedi essenzialmente naturali. Vediamo quali sono.

Rimedi contro l’insonnia in gravidanza

Innanzitutto, si sconsiglia categoricamente di ricorrere a sonniferi o farmaci sedativo-ipnotici durante la gestazione, poiché possono avere effetti collaterali e nuocere al feto.

Ecco una serie di consigli pratici per migliorare il sonno e contrastare l’insonnia durante la gravidanza.

  • Orari regolari

Si consiglia di mantenere orari regolari e cercare di andare a dormire e alzarsi sempre più o meno alla stessa ora, anche qualora durante la notte precedente si fosse dormito poco e male. L’ideale è alzarsi presto al mattino e andare a letto entro la mezzanotte.

  • Evitare o limitare i riposini pomeridiani

Anche se ti senti stanca, cerca di evitare di dormire di pomeriggio per più di una ventina di minuti. No categorico ai riposini pomeridiani prolungati dopo le ore 16:00.

  • Attività fisica

Se la gravidanza lo consente, svolgere una moderata attività fisica all’aria aperta durante il giorno è un ottimo modo per scaricare lo stress e combattere l’insonnia e i disturbi del sonno. Si consiglia, però, di evitare di dedicarsi ad attività particolarmente impegnative prima di coricarsi.

  • Favorire il rilassamento

In prossimità dell’ora di andare a letto è consigliabile dedicarsi ad attività che favoriscano il rilassamento e la distensione, come:

  • fare un bagno caldo;
  • praticare esercizi di respirazione;
  • dedicarsi alla meditazione per allontanare lo stress e le preoccupazioni;
  • sorseggiare una tisana calmante a base di valeriana, melissa o passiflora;
  • ascoltare musica rilassante;
  • fare un massaggio;
  • concedersi all’attività sessuale – consumare un rapporto sessuale con il partner prima di dormire favorisce il rilascio di endorfine e ossitocina, che donano un senso di calma e appagamento e aiutano a ridurre il tempo tecnico complessivo necessario ad addormentarsi.

Evita di usare il computer o lo smartphone prima di coricarti.

  • Attenzione all’alimentazione

Per combattere l’insonnia in gravidanza, è consigliabile evitare le abbuffate e, in generale, i pasti abbondanti in prossimità dell’ora di andare a dormire. Durante la gestazione si consiglia anche di evitare il consumo di bevande energizzanti, come il caffè, soprattutto dopo mezzogiorno. In caso di insonnia, è bene evitare anche la cioccolata, dall’effetto stimolante. E’ possibile infine pensare all’utilizzo di integratori specifici.

  • Regolare la temperatura della camera da letto

Contrariamente a quanto si possa pensare, l’aria fresca aiuta a conciliare il sonno. Se le condizioni meteorologiche lo permettono, tieni una finestra leggermente aperta o rinfresca la stanza con un ventilatore. In inverno tieni spenti i caloriferi durante la notte.

ISCO simposio di ricercatori per l'ottimizzazione combinatoria

ISCO: simposio di ricercatori per l’ottimizzazione combinatoria

ISCO è un simposio che si tiene ogni due anni, il cui scopo è quello di riunire ricercatori di tutte le comunità legate all'ottimizzazione combinatoria, compresi algoritmi e complessità, programmazione matematica e ricerca operativa. 

Vuole essere un forum per presentare ricerche originali in questi settori e soprattutto nelle loro intersezioni. Sono sollecitati lavori di qualità su tutti gli aspetti dell'ottimizzazione combinatoria, dai fondamenti matematici e teoria degli algoritmi, agli studi computazionali e alle applicazioni pratiche.

Edizioni del simposio ISCO

  • La prima edizione dell’ISCO (International Symposium on Combinatorial Optimization) si tenne a Hammamet, Tunisia, nel marzo 2010
  • Nell'aprile 2012 la seconda ad Atene, Grecia, 
  • Lisbona, Portogallo, nel marzo 2014, la terza
  • Vietri, Italia, nel maggio 2016 la terza edizione
  • Quinta a Marrakech, Marocco, nell'aprile 2018
  • Nel 2020 in Canada a Montreal online, causa COVID-19

Qui potete leggere tutte le conferenze.

Cos’è l’Ottimizzazione Combinatoria

L'Ottimizzazione Combinatoria è un ramo dell'Ottimizzazione Matematica con un vasto numero di applicazioni. Questa unisce tecniche di calcolo combinatorio alla teoria degli algoritmi e ai risultati teorici e metodologici della programmazione lineare. 

Che si tratti, ad esempio, del sistema di navigazione in auto, del software utilizzato per creare orari per le scuole superiori, o dei sistemi di supporto alle decisioni in ambienti produttivi e logistici, si può essere quasi certi che per la programmazione di queste applicazioni sono state utilizzate le moderne tecniche di Ottimizzazione Combinatoria.

Negli ultimi decenni, l'Ottimizzazione Combinatoria è cresciuta fino a diventare oggi, un campo con forti legami con varie altre discipline come: l'informatica, la teoria delle probabilità, l'intelligenza artificiale, l'apprendimento automatico e molte altre aree di applicazione. 

I progressi della moderna Ottimizzazione Combinatoria avvengono spesso attraverso combinazioni intelligenti di idee provenienti da diversi campi.

L'attenzione nell'Ottimizzazione Combinatoria si concentra su algoritmi efficienti che, più formalmente, significa algoritmi con un tempo di esecuzione delimitato da un polinomio nella dimensione dell'input. Pertanto, due delle domande probabilmente più importanti nell'Ottimizzazione Combinatoria sono:

  • Quanto velocemente si può trovare una singola (o tutte) soluzione (o tutte) ottimali a un determinato problema?
  • Quando si affronta un problema in cui, per motivi di complessità teorica, è improbabile che si possa trovare una soluzione ottimale in modo efficiente: Qual è la migliore qualità di soluzione che un algoritmo efficiente può garantire?

Utilità dell’Ottimizzazione Combinatoria in contesti

Tipici scenari in cui si può vedere applicata l'Ottimizzazione Combinatoria:

  • la produzione (si pensi alla definizione dei tempi di esecuzione di determinate operazioni in un reparto industriale, oppure alla gestione di un magazzino)
  • la gestione del personale per quanto riguarda l rotazione dei turni
  • i trasporti e la logistica (assegnazione di carichi, rotte dei mezzi di una compagnia di trasporti, organizzazione di un orario ferroviario)
  • le telecomunicazioni (a partire dal progetto della rete fino all’assegnazione di frequenze ad un sistema di telefonia cellulare) 

...l’elenco potrebbe continuare a lungo. 

Gli scenari appena elencati sono tutti modellabili come Problemi di Ottimizzazione Combinatoria e hanno tutti una comune caratteristica: quella di voler raggiungere un obiettivo, nel rispetto di vincoli che regolamentano l’uso di risorse disponibili solo in quantità limitate e finite.

In matematica, informatica ed economia, un problema di ottimizzazione è quello di trovare la migliore soluzione tra tutte le soluzioni possibili. Un problema con variabili continue è noto come ottimizzazione continua, in cui deve essere trovato un valore ottimale da una funzione continua.

Nell’affrontare, studiare e risolvere un problema di Ottimizzazione Combinatoria due sono i momenti cruciali che un Ricercatore Operativo vive: il momento dell’elaborazione di un modello matematico adeguato alla rappresentazione del problema e il momento della progettazione di un algoritmo risolutivo che abbia ragionevoli tempi di calcolo. 

La combinatoria si occuperà principalmente del conteggio, sia come mezzo che come fine per ottenere il risultato.

Avere un sito web è fondamentale ecco perché

Avere un sito web è fondamentale: ecco perché

Anche se si hanno degli account attivi nei vari social presenti sul web, avere un sito web è fondamentale per ottenere il massimo successo. Avere un proprio dominio, affidandosi a esperti in realizzazione di siti web a Roma come spiega il sito https://evidenza.agency/creazione-siti-web/, permette infatti di farsi trovare rapidamente dai propri clienti oltre che dare un'immagine seria e professionale della propria attività.

Realizzazione di siti web a Roma: chi ne ha bisogno

Avere un sito web è molto importante per diverse figure professionali. Tra queste ci sono:

  1. I manager di aziende, intenzionati ad allargare la propria clientela e aumentare di conseguenza il fatturato;
  2. Liberi professionisti, che mirano a farsi trovare dagli utenti che cercano un determinato servizio;
  3. Associazioni e organizzazioni, che hanno lo scopo di far conoscere la propria attività.
    Oltre alla possibilità di essere più visibili, avere un sito web personale, permette di comunicare una serie di informazioni ai clienti vecchi e potenziali in maniera ufficiale siano esse volte a promuovere nuovi servizi oppure a informare riguardo cambiamenti di orari e servizi offerti.

Creare un sito internet garantisce una maggior visibilità e professionalità

I siti internet permettono di trovare in maniera immediata una persona, un'azienda o un'attività senza dover cercare troppo.
Avere una propria pagina web permette infatti di essere più visibili nel vasto mondo di Internet, posizionandosi ai primi posti come risultato di ricerca effettuato presso portali come Google.
Essere presenti sulla rete in maniera ufficiale fa acquisire anche un'autorevolezza maggiore. Gli utenti che navigano in rete avranno infatti la percezione di avere di fronte una ditta o un libero professionista serio e affidabile.
Creando un sito con il quale gli utenti possono interagire attribuisce all'attività una marcia in più poiché i clienti si sentiranno molto più coinvolti e soprattutto assistiti in qualsiasi momento. Ecco perché è molto importante realizzare un sito web di qualità.

Realizzare un sito web di qualità per avere successo

Anche se esistono molti modi per creare un sito web senza spendere nulla, in realtà è bene affidarsi a professionisti seri per la realizzazione dello stesso. Questo perché i domini di primo livello hanno delle caratteristiche nettamente superiori rispetto agli altri, in particolare godono di una velocità di caricamento maggiore, una certificazione SSL e la totale assenza di pubblicità che potrebbe risultare invadente e fastidiosa.
Un dominio di qualità è inoltre il biglietto da visita dell'attività, un sito web poco curato viene percepito come lo specchio dell'azienda che potrebbe quindi assumere una nomea poco professionale.
Con un hosting personale è poi possibile realizzare delle campagne pubblicitarie di maggior impatto, utilizzando della landing page, ossia delle sezioni dedicate a un particolare prodotto o servizio dove i visitatori possono trasformarsi in clienti.

Avere un sito web è fondamentale per distinguersi dalla massa

Avere un proprio sito web diventa inoltre fondamentale per distinguersi dalla massa e per non farsi sopraffare dalla concorrenza.
Utilizzando il sito web è infatti possibile promuovere i propri prodotti o servizi, ma anche difendersi dai competitor interessati ad affossare la credibilità di un'altra azienda.
I siti web di qualità permettono inoltre di ottenere ottimi posizionamenti sui motori di ricerca innescando un processo definito inbound marketing, mediante il quale gli utenti potranno trovare il sito non solo cercando il nome e il cognome fornito per la realizzazione del dominio, ma anche usando opportune parole chiave.

Conclusioni

In un mondo dove Internet è diventato il mezzo di comunicazione più importante e immediato, è fondamentale avere un sito web di qualità, veloce e privo di pubblicità. Il sito web permette di promuovere i propri prodotti o servizi senza ricorrere ad aziende pubblicitarie esterne, fidelizzare la vecchia clientela con un servizio di assistenza sempre attivo e attirare nuovi clienti.

La cucina napoletana i piatti tipici della tradizione

Piatti tipici napoletani: dal sarchiapone al biscotto all’amarena

Quanto è bello mangiare. Ma un posto che offra così tante pietanze come Napoli, molto probabilmente non esiste. A Napoli c’è profumo di pizza, di limoni, di babbà, di pietanze che hanno reso la cucina italiana famosa in tutto il mondo.

A Napoli è nata la cucina gourmet, grazie alla mescolanza dei prodotti locali con gli chef provenienti dalla Francia, voluti dalla regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV. Da quell’unione sarebbero nati dei piatti buonissimi, che ancora oggi vengono serviti nelle trattorie e nei ristoranti napoletani: per esempio ragù, gattò, sciù, crocchè, sartù, supplì, babbà, tutti nomi trasformati dalla originale lingua francese (ragoût, gâteau, chou ad esempio) in parole dialettali.

Per quanto riguarda i piatti tipici napoletani, c’è una lista infinita di primi piatti: pasta e patate, pasta fagioli e cozze, pasta e ceci, sartù di riso, lo scarpariello, spaghetti alle vongole. Scopriamone alcuni.

Cominciamo già con il consiglio post-scorpacciata:

Il sarchiapone

Come ricorda storienapoli.it, il Sarchiapone è il digestivo per eccellenza inventato dagli acquafrescai. Si tratta di un mix di acqua frizzante, bicarbonato e succo di limone. Una bevanda apparentemente estiva ma che in realtà viene utilizzata dopo aver mangiato tanto, per digerire più in fretta.

E adesso approfondiamo alcuni piatti della tradizione.

La genovese

Immancabile per un primo giro a Napoli. Chi non ha mai assaggiato questo speciale ragù di cipolla, deve assolutamente rimediare. Questo è un piatto antichissimo, ma soprattutto delizioso: è il manifesto della cucina buona fatta in casa. Ti verrà voglia di dire “Ti amo” dopo averlo assaggiato. Per cucinarla ci vuole una carne speciale, il lacerto e tante, tantissime cipolle accompagnate da un livello di pazienza invidiabile, visto che la cottura è talmente lenta che rischi di addormentarti mentre aspetti. Ma l’attesa, si sa, è essa stessa il piacere.

La pizza

Sei nella terra della pizza e non trovare una buona pizzeria è davvero un’impresa. Non si sa se i napoletani ce l’abbiano nel sangue, ma l’arte della pizza qui è una religione. Ci sono due varianti a Napoli: c’è chi la fa bassa, sottile, fine e allo stesso tempo soffice e poi c’è chi la preferisce col cornicione alto, più piccola, più “italianizzata” ma che resta sempre una goduria per il palato.

Il crocché

Simbolo del cibo da strada, il crocché (o anche volgarmente detto “panzerotto”) al suo interno deve contenere la mozzarella filante. C’è chi arricchisce la patata con qualche spezia, ma comunque lo si provi, questo capolavoro culinario è capace di emozionarti fin dal primo boccone.

La frittatina

Attenzione a non scambiarla per una semplice frittata di pasta. La frittatina a Napoli è delicata, soffice, buona, come in nessun posto potrai mai mangiarla. Le più famose si trovano al Centro Storico, ma tra il quartiere Vomero e i Colli Aminei ci sono delle concorrenti che non ti aspetteresti.

Il supplì

Una premessa è d’obbligo: il supplì non è un’arancina. Ovvero, è un’arancina allungata, al pomodoro e rigorosamente fatta di sola carne con piselli. In tre morsi sarai estasiato dagli odori ammalianti del supplì napoletano.

Non dimentichiamo i dolci:

La sfogliatella

Riccia o frolla? Questo è il dilemma. Ogni volta è la stessa storia, lo stesso bivio. Ma ti consigliamo vivamente di assaggiarle entrambe, affinché la tua curiosità (e la tua gola) possa essere davvero estinta.

Il babbà

Il babbà è uno dei fiori all’occhiello di questa città. Per chi non lo sapesse non è un dolce propriamente napoletano, bensì ha origine in Polonia. Ma i napoletani hanno saputo replicarlo alla grande e oggi è indispensabile per coloro che fanno una passeggiata per i vicoli del centro.

La delizia al limone

Già dal nome si può capire bene che dolce sia. La delizia al limone è un omaggio al limone di sorrento ed è perfetto per terminare un pranzo o una cena con amici. Ti sciacqua la bocca, è fresco e soprattutto c’è tutta la Campania in un solo cucchiaino.

Il biscotto all’amarena

Nati per non buttare gli scarti dai laboratori della pasticceria, il biscotto all’amarena è un trionfo della napoletanità. La sua nobile origine si somma a tre semplici ingredienti: pasta frolla, cioccolato e confettura di frutti rossi. Chiunque li venda ha un cuore d’oro, perché non butta nulla e non fa distinzioni. Chiunque li venda ha un cuore napoletano.

CBD contro insonnia e ansia

L’uso del CBD contro insonnia e ansia

L’attenzione che negli ultimi anni l'olio di CBD ha iniziato ad attirare, principalmente è dovuta al fatto che questo prodotto, in base all'esperienza di chi lo ha provato, ma soprattutto degli studi effettuati in ambito clinico, si è rivelato un vero toccasana per stress e ansia.

Spesso se ne parla come se fosse la soluzione per tutti i mali, perché sembra avere ottime influenze sullo stress, l'ansia e per migliorare la condizione psicofisica generale. Per molti è anche una fonte di relax importantissima, oltre ad avere una funzione regolatrice per l'appetito, come potrai approfondire anche qui.

La così detta Cannabis Light, da cui si ricava l'olio di CBD con un procedimento particolare detto spremitura a freddo, ha il suo mercato principale proprio sul web, perché questo strumento consente di collegare i migliori produttori con i consumatori più attenti e con tutti coloro che sono alla ricerca di soluzioni alternative ai loro problemi.

Negli Stati Uniti l'industria del CBD o cannabidiolo è in ascesa continua e si prevede che nell'arco di 5 anni il volume di capitali interessati toccherà i 16 miliardi di dollari, a quanto risulta da una ricerca effettuata dal New York Times.

Non si deve assolutamente confondere il CBD con il THC, che invece in Italia resta illegale, perché si tratta di due principi attivi completamente differenti, seppur provenienti dalla stessa pianta. L'olio di cannabidiolo ha solo effetti rilassanti, mentre il tetraidrocannabinolo è psicoattivo.

I benefici del consumo cannabidiolo

La maggior parte delle persone che iniziano a fare uso di olio di CBD, si parla più o meno del 60% dei consumatori di questo prodotto, inizia a sperimentare l'olio per riuscire ad affrontare molti problemi legati a stress ed ansia.

Gli stessi che altrimenti li costringerebbero a fare uso di farmaci di sintesi, spesso con controindicazioni ben peggiori rispetto al problema da curare, sia dal punto di vista fisico che mentale, come dipendenze e bisogno costante di dosaggi più concentrati.

Lo stile di vita moderno non aiuta per niente chi è propenso a sviluppare stati di stress e angoscia, perché la pressione spesso risulta essere insostenibile e i ritmi a cui siamo costretti tutti i giorni impediscono al nostro organismo di recuperare le proprie forze e soprattutto di riorganizzarsi.

Le conseguenze sono disastrose, perché si va dalla perdita del sonno con difficoltà ad addormentarsi e frequenti risvegli notturni fino a stati di agitazione e insonnia croniche.

Per molte persone lo stress si manifesta anche con dolori che non si possono trattare con mezzi tradizionali perché la loro fonte non è legata a traumi ma ad una continua tensione.

Una riduzione dell'attenzione con conseguenze anche molto gravi dal punto di vista personale e professionale, in molti soggetti può essere messa in correlazione con i livelli di stress, che in casi particolarmente gravi conducono anche a situazioni di depressione profonda e senso di prostrazione.

Intervenire utilizzando prodotti a base di olio di CBD al momento sembra essere una delle soluzioni più efficaci. Infatti questa sostanza, che si ricava da particolari selezioni di cannabis, studiate appositamente da esperti canapai in sinergia con medici ed erboristi, in tantissimi casi ha prodotto cali significativi dei livelli di stress e il ritrovamento di un benessere psicofisico che sembrava ormai soltanto un sogno.

L’olio di CBD per contrastare lo stress

Assumere cannabidiolo abbatte in maniera drastica sin dalle prime volte i livelli di stress, aiutando anche a combattere le fonti che generano questo problema.

A seconda della gravità dello stato di stress è molto facile riuscire a regolare l'intensità dell'effetto del cannabidiolo, perché si usano concentrazioni differenti e modalità di assunzione che possono cambiare da una persona all'altra. Inoltre eccedere leggermente con le dosi non porta nessun tipo di controindicazione grave nota, solo più rilassamento.

Le concentrazioni più diffuse per l'olio di CBD estratto a freddo sono 5%, 15% e 25%. Per i livelli più bassi si ha un effetto di rilassamento generale, adatto per esempio per chi non deve affrontare situazioni particolarmente gravose e non si trova ancora nelle fasi più gravi del problema. Scegliendo invece concentrazioni più alte il benessere psicofisico e il senso di relax sono più rapidi e soprattutto più profondi.

L'uso di questa sostanza si è dimostrato utilissimo come coadiuvante per chi deve affrontare costantemente situazioni a rischio, perché consente di eliminare molto velocemente le sensazioni negative.

Agisce rilassando ma al tempo stesso consentendo un ottimo livello di lucidità, necessario per prendere in mano la situazione e cominciare a cambiare in profondità la propria vita.

Pretendere di utilizzare l'olio di CBD come se fosse un farmaco che risolve i problemi è sbagliato, perché questa sostanza si limita ad aiutare nel recupero dei livelli ottimali.

Però bisogna agire anche sul proprio stile di vita, approfittando del fatto che con fattori di stress che vengono ridimensionati dall'effetto dell'olio e con il rischio di ansia ridotto praticamente a zero, è più facile capire come reagire.

L'uso quotidiano del CBD, soprattutto sul lungo periodo, aiuta a creare le condizioni di base per poter lavorare su se stessi, evitando di lasciarci coinvolgere in maniera negativa dagli eventi della vita che possono capitare ogni giorno.

In condizioni ordinarie, infatti, molte persone non riescono a reagire per via dei troppi problemi che devono affrontare perché si trovano costantemente sommersi da situazioni che sono ben al di sopra della loro portata.

L'olio di CBD come coadiuvante

Molti psicoterapeuti utilizzano l'olio di CBD per aiutare i loro pazienti nel processo di miglioramento, ad esempio nel caso di forti accessi di ansia e attacchi di panico improvvisi. Questo perché è una sostanza che svolge una funzione di livellazione dei picchi, in particolare quelli di depressione profonda

Il cannabidiolo è stato utilizzato ad esempio nel caso di pazienti con stress post traumatico, perché il suo effetto calmante blocca alla base i meccanismi negativi costruiti dalla nostra mente che rischiano costantemente di vanificare tutto il lavoro che viene fatto nel corso delle terapie.

Si riportano ad esempio casi di persone ansiose che dopo l'uso di CBD hanno ricoperto il ruolo di relatori in pubblico e sono riusciti a mantenere perfettamente il controllo, nonostante fino a poco tempo prima, a causa di problemi personali e di stress non riuscissero a parlare di fronte ad una folla.

Come già accennato il CBD si estrae dalla cannabis, la stessa pianta da cui si ricava anche il THC. Grazie ad una selezione particolare, però, si è riusciti ad abbattere molto al di sotto dei livelli tossici la sostanza psicoattiva, favorendo invece l'espressione di questo olio curativo.

Si è scoperto che molti dei vantaggi che si diceva si potessero avere consumando i prodotti di cannabis erano in realtà legati proprio alla molecola di Cannabidiolo che per tanto tempo è rimasta in secondo piano a causa delle basse concentrazioni.

Stop ai disturbi del sonno con l’olio di CBD

Il CBD è importantissimo per combattere i disturbi del sonno legati allo stress moderno perché sempre più persone, soprattutto chi lavora al computer ma non solo, durante la notte non riesce più a riposare in maniera continuativa.

Molto spesso si presentano risvegli improvvisi che impediscono di riprendere i cicli naturali del sonno e che in tanti cercano di risolvere con sonniferi e farmaci.

Il problema è che i prodotti in commercio hanno delle controindicazioni che possono essere molto gravi e comportano anche un notevole calo delle prestazioni durante le fasi di veglia. Con il CBD, invece, non si hanno strascichi, perché la sostanza ha un comportamento più morbido e facilmente tollerabile dall'organismo.

Come tutti i prodotti di origine naturale ad essere importantissima è la filiera, Justbob.it negli anni si è dimostrato come uno dei migliori fornitori in Italia, perché garantisce che tutti i suoi prodotti sono derivanti da coltivazioni legali.

I prodotti rispettano le specifiche sia per quanto riguarda il tenore di CBD che i livelli di THC, per quest'ultimo molto al di sotto dei limiti legali, permettendo quindi un consumo sicuro di olio a scopo esclusivamente terapeutico.

cosa visitare in Campania con la barca

Come e cosa visitare in Campania con la barca

Ciò che rende unica la Campania è il suo perfetto mix fra bellezze storiche, artistiche ed architettoniche e le meraviglie naturali offerte dal paesaggio.

Il mare e le spiagge costituiscono, come è noto, uno dei punti d'attrazione più forti ed apprezzati di questa splendida regione del sud d'Italia, ecco perché visitarla in barca, soprattutto se si optasse per il noleggio, potrebbe essere una valida alternativa ai soliti mezzi.

Nello specifico, noleggiare una barca a Salerno, consente di godere della Campania da angolazioni insolite e di grande suggestione per un tour indimenticabile sotto ogni punto di vista.

Ecco le mete da visitare a bordo di una barca.

Salerno e il Cilento: tutto il fascino del Mediterraneo

La rinomata zona del Cilento, quella che si snoda intorno alla città di Salerno, offre al visitatore luoghi fortemente impregnati del fascino mediterraneo e scorci panoramici mozzafiato.

Oltre al centro storico di Salerno, ricco di arte e di cultura, vale certamente la pena dare un'occhiata ad alcune delle spiagge più belle della costa tirrenica: Palinuro, la Grotta Azzurra, Marinella, solo per citare qualcuna fra le più famose, lasciano senza fiato per la limpidezza del mare e la sofficità della sabbia dorata.

La costiera amalfitana: vera e propria perla del sud Italia

La costiera amalfitana non ha bisogno di presentazioni.

La bellezza e l'unicità di questo luogo che sembra incantato, la rendono addirittura patrimonio dell'umanità.

La barca consente di constatare meglio che con qualsiasi altro mezzo lo splendore del suo mare azzurro e cristallino e di far tappa nei suoi centri principali.

Da non perdere Amalfi con la sua imponente ed antica cattedrale e Positano con i suoi caratteristici vicoli e le tipiche costruzioni bianche.

Un vero e proprio tuffo nel cuore del Mediterraneo.

I colori della Penisola sorrentina

Oltre alla folcloristica e vivace Sorrento, la penisola sorrentina propone al turista due delle piccole isole più belle del mondo.

L’isola di Capri, nota anche per la mondanità e gli eventi che periodicamente è solita ospitare, si fregia di possedere vedute e particolarità che la rendono ineguagliabile.

I Faraglioni, la piccola piazzetta centrale, i Giardini di Augusto, il porticciolo e la villa di Tiberio, l'Imperatore romano che qui amava trascorrere lunghi soggiorni, sono solo alcune delle tappe da non perdere.

Non si può non menzionare Ischia caratterizzata da una natura rigogliosa che la sovrasta in ogni angolo fa sì che essa sia conosciuta come Isola Verde: chi ama i luoghi incontaminati la adorerà.

Infine, non possiamo non segnalare una piccola e deliziosa perla della Penisola sorrentina: Procida.

I colori, il folklore ed il paesaggio di questa minuscola isoletta conquistano anche il visitatore più esigente.

Napoli e il Golfo di Napoli

In questo toura bordo di una barca, non può mancare Napoli, alla cui vista dal mare regala un panorama di incanto che non ha paragoni nel mondo!

Che la città campana sia una delle più belle del pianeta è notorio, ma conoscerla cominciando dal suo celebre Golfo, utilizzando la barca per muoversi e spostarsi fra le acque che la lambiscono e che la rendono magica, rappresenta probabilmente il modo più suggestivo di viverla.

La città partenopea è eccezionale sia dal punto di vista naturalistico che sotto l'aspetto storico, artistico ed architettonico, quindi fate in modo di vedere almeno alcune delle tante chiese barocche che ne impreziosiscono il centro storico e non perdetevi Posillipo, che vi incanterà con le sue scogliere ed il mare blu.

Del resto, se si dice "vedi Napoli e poi muori" un motivo ci sarà!

Quando visitare la Campania in barca

La Campania gode di una posizione geografica privilegiata ed il clima mite rende piacevole visitarla in ogni periodo dell'anno.

Tuttavia, se si opta per un tour in barca, i mesi ideali sono certamente quelli che vanno da maggio ad ottobre, quindi dalla primavera inoltrata all'autunno, quando essa dà il meglio di sé da ogni punto di vista.

Manutenzione sulla caldaia perché richiedere l'assistenza

Manutenzione sulla caldaia: perché richiedere l’assistenza

Le caldaie presenti nelle nostre abitazioni devono essere oggetto di manutenzioni regolari, quindi a controlli periodici in grado di attestarne l'efficienza. Ciò è dovuto a svariati motivi, alcuni legati alle sanzioni previste nel caso non si rispettassero le scadenza fissate, altri all'incolumità delle persone che abitano la casa. Parliamo dunque di accorgimenti basilari da adottare per vivere senza preoccupazioni. Manutenzione sulla caldaia: perché richiedere l'assistenza?

Manutenzione sulla caldaia: perché richiedere l'assistenza

Ora entreremo nel dettaglio del perché è importante richiedere l'assistenza di caldaie a Roma o in qualsiasi altra città, come quella proposta da https://www.idraulicoroma.com/. Come detto, non effettuare la manutenzione periodica degli impianti di riscaldamento può portare a conseguenze davvero disastrose. Il principale rischio di malfunzionamento è dovuto alla fuoriuscita di gas.

Questo può causare in prima battuta un'intossicazione. In tali situazioni può verificarsi la formazione del "famoso" monossido di carbonio, dovuta al consumo dell'ossigeno presente negli ambienti chiusi. Il pericolosissimo composto può portare alla morte in pochissimi minuti. Se la formazione dovesse verificarsi durante il sonno, molto probabilmente la persona nemmeno si accorgerebbe di quanto sta accadendo.

Se al contrario questo dovesse avvenire da svegli, in molti casi il soggetto potrebbe avvertire un malore, attribuendone però le cause ad altri fattori. Purtroppo, quando questo accade, è già troppo tardi. Ad ogni modo, una trascuratezza dell'impianto di riscaldamento può portare anche ad altre conseguenze, come quella di un incendio. In questa situazione, a causarlo potrebbe essere un corto circuito dell'impianto elettrico che alimenta la caldaia stessa.

Perché effettuare la manutenzione della caldaia?

Non tutte le conseguenze dovute alla trascuratezza della manutenzione della caldaia sono gravi come quelle descritte precedentemente, ma sono comunque da ritenersi importanti. Negli interventi infatti, è prevista la pulizia del bruciatore da quello sporco che si accumula in maniera fisiologica con l'utilizzo dell'apparecchio. Solamente in questo modo è possibile garantire che la fiamma sia effettivamente libera e pulita.

Quando questo non avviene, la caldaia perde la sua efficienza, e per raggiungere le temperature desiderate consuma solamente più combustibile. Inutile sottolineare come questo si ripercuota negativamente sulla bolletta. Ad ogni modo per ottimizzare ulteriormente i consumi, è doveroso anche imparare ad utilizzare correttamente la caldaia. Innanzitutto è consigliata l'installazione di un crono-termostato.

Grazie a questo accorgimento è possibile abbassare la temperatura ad esempio durante le ore notturne, oppure in quei momenti in cui non si è presenti nell'abitazione. Anche chiudere le porte delle stanze che non vengono utilizzate permette di risparmiare, perché si evita che il calore possa disperdersi inutilmente in questi ambienti. Per essere ancora più chiari, riscaldare un ripostiglio ad esempio, è assolutamente inutile.

Manutenzione caldaie: la legge

La legge che regolamenta la manutenzione delle caldaie è piuttosto articolata. A stabilire la frequenza con cui effettuare gli interventi troviamo il Decreto n. 74/2013 del Presidente della Repubblica. In tale Decreto è stabilito che la manutenzione debba avvenire ogni due anni per quegli impianti con potenza inferiore ai 35 Kw se alimentati con combustibile solido o liquido, e ogni 4 anni se alimentati a Gpl con potenze inferiori a 100 Kw.

La digitalizzazione dei processi aziendali in cosa consiste

La digitalizzazione dei processi aziendali: in cosa consiste?

Negli ultimi tempi si sente sempre più parlare di digitalizzazione dei processi aziendali, ma cosa vuol dire esattamente e quali sono i benefici che ne derivano? Ecco tutto quello che bisogna sapere sull'argomento e quali sono le soluzioni più adatte per ogni impresa.

Quando si parla di digitalizzazione aziendale in molti casi si crede che il fenomeno riguardi solo le eliminazioni della carta e delle telefonate, ma in realtà la questione è molto più ampia. La digitalizzazione di tutti i processi che riguardano ogni azienda abbraccia tanti aspetti e significa dare un valore aggiunto alle informazioni, che verranno gestite in maniera centralizzata per garantire un sicuro e facile accesso a più utenti. Digitalizzare vuol dire anche rispettare precise norme di settore e leggi europee. Solo in questa maniera l'innovazione potrà davvero rivelarsi efficiente e generare benefici ad ampio raggio.

A questo riguardo non esiste una digitalizzazione che vada bene indistintamente per tutte le attività. Occorre invece studiare la realtà di ogni singola azienda per trovare soluzioni su misura e in grado di semplificare il lavoro, migliorare l'organizzazione e dare piena soddisfazione al cliente finale. Mettere a punto un’ infrastruttura agile è fondamentale per l'immagine di qualsiasi attività.

La corretta digitalizzazione per il futuro di ogni azienda

La digitalizzazione comporta prima di ogni cosa un'attenta valutazione su quelle che sono le concrete esigenze dell'azienda. Questa prima fase si rende necessaria per individuare e risolvere problemi, criticità e rischi la stessa rivoluzione digitale potrebbe generare.

A questo riguardo Legal Compliance Digitale è un sistema basato su 14 algoritmi in grado di redigere una pianificazione che vada bene per il futuro e soprattutto in linea con quelle che sono le necessità aziendali.

Nello specifico il sistema di base su tre fasi, la prima della quale consiste nel sopralluogo all'interno dell'azienda e in colloqui con il management. A questo punto si passa all'analisi minuziosa di tutti i flussi documentali, dei vari processi connessi, oltre dei sistemi di archiviazione adottati e della loro conformità alle leggi in vigore. Il terzo e ultimo step consiste nell'elaborazione di un documento programmatico che include tutte le istruzioni e le azioni da compiere, tenuto conto del budget richiesto.

In questo caso, diversamente da ciò che fanno i consulenti tradizionali, si adotta un approccio moderno fondato sul "Metodo Savino®", attraverso il quale i processi aziendali diventeranno affidabili, dinamici, efficienti e sicuri. Tutto ciò non può che portare all'espansione del business, perché nei fatti si agevola la collaborazione fra i lavoratori, i quali potranno scambiarsi sempre nuove conoscenze e massimizzare i tempi.

Un approccio digitalizzato aumenta inevitabilmente anche la competitività e riduce drasticamente i rischi e gli errori, tutto questo grazie agli aggiornamenti costanti e in tempo reale, ai feedback interni ed esterni ricevuti e alla facilità con al quale si possono adottare soluzioni nell'immediato.

Passare alla digitalizzazione dei processi aziendali nel rispetto delle norme e spingere la propria azienda alla crescita non è mai stato così semplice con il Metodo di Savino Solution, già adottato con successo da tantissime realtà commerciali. Bisogna ricordare che solo impiegando processi di collaborazione, automazione e gestione delle informazioni ad hoc sarà possibile raggiungere in tempi brevi determinati obiettivi di business, ma soprattutto adottare una corretta decision making e seguire i trend di mercato.

SEO per attività turistica local in Campania cosa fa l’esperto in questi casi

SEO per attività turistica local in Campania: cosa fa l’esperto in questi casi

La Campania è una delle regioni più ricche e promettenti per quel che riguarda il turismo nel nostro paese: una località in cui è possibile combinare il buon cibo con il buon vino, l’arte con la cultura, il relax con il divertimento, e dalla quale è possibile trarre numerosi vantaggi sotto ogni profilo. Pertanto, essa rappresenta al giorno d’oggi una delle regioni che molte persone decidono di visitare, non solo per via di un bellissimo mare e di paesaggi meravigliosi che poco spazio lasciano all’immaginazione, ma anche per altri interessanti motivi.

Quando, al giorno d’oggi, si parla di SEO per il turismo, chiaramente non si può non fare riferimento all’importanza che può rivestire una buona attività di social media marketing e di ottimizzazione per quel che riguarda siti web ed attività turistiche a tema, che possono trarne numerosi vantaggi anche in fatto di visualizzazioni da parte di utenti potenzialmente interessati a visitare la zona (e che potrebbero prendere la decisione di visitare il posto proprio grazie ad una lettura in rete).

Fare SEO per il turismo, quindi, è oggi essenziale perché rappresenta una strategia di posizionamento sui motori di ricerca da un lato complessa e difficile per certi versi, ma dall’altro lato anche promettente e proficua per altri aspetti: per ottenere successo, quindi, sarebbe comunque consigliabile ed auspicabile farsi seguire da un esperto SEO, una figura professionale che sarà in grado di fornire supporto e consigli indispensabili per il successo dell’attività.

Cosa fa un esperto SEO per un’attività turistica

Un’attività turistica locale di successo è, al giorno d’oggi, un’attività turistica che sceglie davvero di stare al passo con i tempi e che quindi non dimentica quanto sia essenziale oggi essere presenti anche in rete. Se possiedi un bed and breakfast nella splendida cornice della Campania, per esempio, avrai sicuramente a che fare con una concorrenza davvero spietata per il settore, e dovrai fare i conti con innumerevoli altrettanti bed and breakfast, hotel, alloggi ed appartamenti per le vacanze nella stessa zona.

Qual è la chiave per il successo, allora? Come fare, in questi casi, ad essere conosciuti e ricercati? Come emergere in mezzo a tanta con concorrenza?

Essere presenti online significa prima di tutto essere facili da trovare. Se non hai un sito web collegato alla tua attività, se non ti servi di opportunità interessanti in questo campo come ad esempio Google My Business, se non sfrutti la potenzialità data dal collegamento con le Mappe, difficilmente potrai emergere in un mondo che fa di tutto ciò il suo pane quotidiano. Oggi la concorrenza è spietata, e lo è ancor di più in settori come quello turistico: ecco perché dovrai affidarti ad una persona esperta e qualificata come un consulente SEO, qualcuno che sappia come guidarti in questo mondo e che sappia studiare delle strategie personalizzate e mirate quindi a riqualificare la tua attività.

Fare SEO local per il turismo significa avere delle ottime probabilità di successo nel settore. Se è ben fatta, quest’attività promette di far raggiungere degli obiettivi interessanti, ma occorre prestare sempre la massima attenzione al fattore tempo: pretendere di raggiungere velocemente gli obiettivi prefissati è sicuramente controproducente. Anche per questo motivo è davvero utile la presenza di un professionista che sia davvero in grado di fornire il giusto supporto.

Perché si sceglie un ventilatore assiale per eliminare fluidi e gas tossici

Perché si sceglie un ventilatore assiale per eliminare fluidi e gas tossici

Tra ventilatore assiale e centrifugo ci sono un bel po' di differenze, ma non si limitano alla forma. La scelta deve essere dettata dalle prestazioni, in particolare quelle legate strettamente alla funzione. In parole povere la potenza è l'ultimo degli elementi da valutare.

I ventilatori assiali (come spiegato da Ventilazione Sicura) hanno valori di pressione bassi e portate piuttosto alte. Per esempio montandone due in serie si riesce a raggiungere al massimo 120-140 mm di colonna d’acqua, in condizioni ambientali ordinarie. Si usano quando l'impianto ha basse perdite di carico e c'è una resistenza poco impegnativa, ma serve una grossa portata d'aria.

Sicuramente un punto determinante è il prezzo, perché i ventilatori assiali costano poco, sono semplici e compatti da implementare e oltretutto facili da installare.

In pratica i ventilatori assiali sono un tubo con dentro un motore e una girante, anche se la trazione può trovarsi all'esterno in alcuni modelli, senza alterarne le prestazioni.

Di base si possono installare direttamente all'interno di una tubatura, aggiungendo semplicemente una sezione di servizio, se proprio necessario, senza bisogno di raccordi di transizione o deviazione di condotti.

Però quelli assiali hanno tantissime limitazioni in applicazioni di tipo industriale. Iniziamo specificando che di solito, a differenza dei ventilatori centrifughi di non possono sopportare il transito di fluidi chimicamente attivi e aggressivi oppure ad alta temperatura, con un limite massimo che difficilmente supera i 700-800 °C.

Un ventilatore centrifugo invece ha come vantaggio salti di pressione elevati, perché sfrutta l'effetto della girante. L'aria viene immessa ad una certa distanza dalle pale e quindi spostata con un diametro maggiore.

Grazie a questa proprietà si possono installare i ventilatori centrifughi industriali anche dove la resistenza opposta dall'impianto è molto alta e servono grandi portate di gas, spesso in ambienti con condizioni operative gravose o al limite del proibitivo.

A parità di diametro, si riesce a raggiungere 1000/1100 mm di colonna d'acqua ed anche la potenza di aspirazione è alta, usando i ventilatori centrifughi, ma questo ha un costo.

Centrifughi o assiali?

Il grosso problema dei ventilatori centrifughi rispetto alla controparte assiale è il fatto che per installarli c'è da sostenere costi maggiori, in particolare si ha una deviazione del flusso di 90 °.

Con la tubazione di ingresso solitamente orizzontale, perpendicolare rispetto a quella di uscita che molto spesso è verticale, i ventilatori centrifughi anche di ultima generazione richiedono uno spazio considerevole.

C'è anche il problema dei raccordi perché d'aspirazione sfrutta tubature circolari, mentre la mandata è rettangolare e c'è bisogno di un ingombro decisamente maggiore delle componenti attive.

Albero, cuscinetti e motore di solito sono esterni alla chiocciola. Restano però i vantaggi come la possibilità di cambiare il profilo di pala, una grande libertà con i materiali per le varie applicazioni industriali e per il contatto con gas e fluidi aggressivi o pericolosi.

La scelta è relativamente obbligata. Per applicazioni che richiedono bassi performance e condizioni operative tutto sommato tranquille il ventilatore assiale resta vincente, ma se in un'industria si deve trattare materiale pericoloso e lavorare in situazioni particolarmente gravose quello centrifugo è la scelta migliore per via della resa.

camera da letto Shabby Chic

Shabby Chic vs Country Chic: come distinguerli

Nel mondo del design, gli stili Shabby Chic e Country Chic paiono viaggiare sulla stessa linea d'onda: entrambi sembrano fare numerosi riferimenti al passato, con arredi e complementi vari che richiamano tempi andati. Tuttavia, i due stili presentano differenze piuttosto nette. Il Country Chic, ad esempio, si contraddistingue per la sua solidità, caratterizzata da mobili essenziali e dal sapore rustico; di contro, lo Shabby Chic ha richiami maggiormente indirizzati ai colori pastello. Ma come distinguere lo Shabby Chic e il Country Chic in maniera efficace? Quali sono i tratti distintivi dell'uno e dell'altro stile?

Il ruolo del legno

Uno degli elementi ricorrenti nei complementi d'arredo è il legno. Sinonimo di stabilità e solidità, il legno è tra i materiali più antichi mai lavorati dall'uomo, se non il più antico in assoluto. Sia lo Shabby Chic che il Country Chic propongono richiami al passato che, in un certo senso, permettono ai due stili di avvicinarsi a tradizioni andate, seppur in maniera differente. Nel caso dello Shabby Chic, il legno non è esposto a vista come nello stile rustico: i designer preferiscono coprirlo con vernici chiare e delicate, quelle tonalità pastello note per le tinte tenui e raffinate. Nel caso del Country Chic, invece, ci troviamo di fronte alla robustezza dei materiali lignei, con gli arredi che vantano linee semplici, essenziali e poco decorate. Il tutto in perfetto "stile Country".

L'applicazione del colore

In precedenza si è fatto riferimento alle differenze sussistenti tra l'uso dei colori nei due diversi stili. Interessante è osservare come lo Shabby e il Country prevedano un utilizzo diametralmente opposto delle tonalità. I colori Shabby Chic, come già anticipato, sono noti per la loro delicatezza, a partire dal rosa pallido e passando a tinte come il verde salvia o il bianco panna. Di contro, le tonalità del Country Chic vantano tinte più sature, cariche di quel colore che, nel caso dello Shabby, paiono quasi essere assenti: i mobili Country si distinguono per i contrasti netti e per i colori densi, prendendo nettamente le distanze dai riferimenti Shabby.

La scelta dei materiali

Anche la scelta dei materiali consente di evidenziare differenze nette tra i due stili. Per quanto riguarda lo Shabby Chic, ad esempio, i designer prediligono puntare su materiali che appaiano parzialmente usurati, ma che al contempo siano ancora in grado di esprimere il loro fascino. È il caso di vasi antichi o elementi vintage in legno. Nel caso del Country Chic, invece, si prediligono maggiormente materiali naturali e rustici, che potremmo trovare in una qualsiasi casa di campagna. Si pensi, ad esempio, alla juta o ai tendaggi in lino, senza tralasciare i complementi di arredo in cotone.

Shabby Chic e Country Chic: uno sguardo generale

In linea di massima, gli ambienti arredati in stile Shabby Chic si contraddistinguono per la particolare tendenza nel prediligere il riutilizzo dei complementi di arredo in disuso (purché rispettino i canoni estetici indicati in precedenza. Diverso il discorso degli ambienti Country Chic, dove gli arredi dal forte sapore rustico consentono agli inquilini di fare un vero e proprio salto nel passato. Se vuoi approfondire il mondo variegato dello Shabby Chic, dai un'occhiata al sito tendenzeshabbychic.it, nel quale troverai idee e spunti innovativi per arredare la tua abitazione in modo impeccabile!

Qual è il ruolo della SEO per pubblicizzare un sito

Qual è il ruolo della SEO per pubblicizzare un sito?

Quando hai creato un sito web, giunge il momento di condividerlo con il mondo e si tratta della fase più delicata. Infatti, a cosa serve un sito se nessuno lo visita? Vediamo come pubblicizzare un sito al meglio attraverso alcuni metodi efficaci e i suggerimenti di Gianpaolo Antonante.

L'ottimizzazione di un sito per i motori di ricerca rappresenta senza dubbio uno dei metodi più efficaci per migliorarne il posizionamento e quindi allargare il potenziale bacino di lettori, nonché le persone che linkano verso il sito stesso. Tra gli altri elementi, una buona strategia SEO si imposta individuando parole chiave da aggiungere alle diverse pagine del proprio sito, nei testi alternativi alle immagini e in tutti i testi che possono essere riconosciuti dai motori di ricerca come Google.
Studiare un insieme di tattiche SEO richiede tempo e impegno, ma soprattutto un set di competenze messo in campo da figure esperte. Al giorno d'oggi, infatti, i motori di ricerca sono strumenti sempre più raffinati e, oltre alle buone pratiche semplici da apprendere, è cruciale fare in modo che la strategia sia completa e trasversale al fine di essere efficace. Oltre alle tecniche on-site, la SEO deve essere condotta off-site, altro motivo per cui affidarsi a un professionista che porrà molta attenzione a ogni dettaglio e sarà il migliore investimento per un risultato promozionale davvero soddisfacente.

Come pubblicizzare un sito: l'email marketing

Molti tendono a dimenticare le newsletter, ma in realtà l'email marketing costituisce un altro ottimo modo per indirizzare traffico al proprio sito. Scrivendo un testo accattivante e inserendo l'email marketing all'interno di una strategia trasversale, si può contare su uno strumento davvero efficace per promuovere un sito. Attraverso un oggetto incisivo e d'impatto, bottoni call-to-action ben evidenziati e testi scritti a regola d'arte si potrà emergere dalle migliaia di email che affollano le caselle degli utenti e colpire l'attenzione, ottenendo il tanto agognato clic verso il proprio sito.

Come pubblicizzare un sito: non dimenticare il blog

Lungi dall'essere uno strumento datato, il blog rappresenta un'arma efficace per l'inbound marketing. Il blog del tuo sito web può migliorare il posizionamento sui motori di ricerca e affermare l'autorevolezza del marchio nel tuo settore di riferimento. Una corretta e articolata strategia editoriale, opportunamente calendarizzata per mantenere la frequenza alta e i contenuti rilevanti in un determinato momento, aiuta a posizionare il proprio sito, ma anche a mantenersi costantemente aggiornati, ampliando le tue conoscenze e competenze professionali. Ciò si rivela un valore aggiunto notevole, che potrai utilizzare in un secondo momento anche offline. Inoltre, coinvolgere un guest blogger, magari interpellando un altro esperto del tuo settore, può rivelarsi vantaggioso per entrambi. Da un lato tu potrai attirare un bacino di contatti di qualità, costruendo relazioni con persone autorevoli e potenziali clienti, mentre entrambi avrete visibilità. Tu stesso potresti diventare un guest blogger per promuovere il tuo sito, attraverso la scrittura di articoli di qualità da pubblicare su altre piattaforme. Così facendo il link del tuo sito compare su pagine esterne, un aspetto molto premiato dai motori di ricerca. In linea generale, quando vuoi capire come pubblicizzare un sito web, concentrati sul creare contenuti di qualità. Solo tenendo a mente questo aspetto potrai davvero promuovere il tuo sito.

Perché trovare backlink per aumentare l’autorevolezza

Perché trovare backlink per aumentare l’autorevolezza?

Un sito autorevole viene visto dei motori di ricerca come una risorsa da proporre ad un pubblico di utenti quanto più ampio possibile rispetto a determinate ricerche. Un ruolo abbastanza importante per quanto riguarda la definizione della autorevolezza, lo svolgono i backlink. Trovare backlink (come suggerito da Spiderlink) è tra le pratiche più funzionali che permettono di accrescere la popolarità di un determinato sito e quindi apparire nei primi risultati delle ricerche su Google e sugli altri motori. Ci sono diversi studi ed analisi che è sottolineano come i backlink siano molto importanti e vengano valutati maniera considerevole dagli algoritmi che Google utilizza per definire una determinata graduatoria. Ottenere un numero considerevole di link può essere rilevante oppure può essere addirittura controproducente. Infatti non tutti i link che si ottengono vengono valutati in egual misura o per meglio dire non hanno lo stesso valore agli occhi di Google e degli altri motori di ricerca. Ad esempio un conto è ottenere un link ad un sito autorevole in un determinato ambito ed un altro è ottenere un link da un sito che si piazza al di fuori delle prime 5 pagine di ricerca dei motori per una specifica keyword.

Come trovare backlink utili allo scopo

Trovare backlink e quindi siti autorevoli per la link building è essenziale per poter aumentare l'autorevolezza e quindi avere maggiori probabilità di avere successo nel mondo del web. Per valutare quali potrebbero essere i siti dai quali potrebbero rivelarsi importante ottenere un link bisogna tenere in considerazione i risultati che Google offre rispetto a una determinata parola di ricerca. Si possono ad esempio prendere in considerazione tutti i primi risultati e quindi considerare i siti come autorevoli per l’argomento in oggetto. Ovviamente nella valutazione non si prendono in considerazione siti concorrenti anche perché molto difficilmente andrebbero ad accettare un link verso un altro sito per ovvie ragioni strategiche. Detto questo sono certamente apprezzati i link che arrivano da testate giornalistiche oppure da blog in cui si parla di un determinato argomento. Un altro fattore che può essere considerato per scegliere dei siti opportuni dai quali ricevere link è la qualità dei contenuti e soprattutto le tempistiche con cui ne vengono proposti altri nuovi. Meglio scartare siti che non vengono più aggiornati da diversi mesi in quanto il proprietario potrebbe aver preso la decisione di dismetterlo per cui sarebbe inutile puntare questo genere di promozione.

Come ottenere link

Una volta individuati i siti autorevoli dai cui poter ottenere dei link per accrescere la propria autorevolezza agli occhi dei motori di ricerca è necessario sviluppare una strategia che possa indurre questi siti ad effettuare dei link. Ovviamente non bisogna pagare per avere dei link anche perché questa pratica viene valutata negativamente da Google. L'alternativa è quella di prevedere una collaborazione attraverso la pubblicazione di contenuti di qualità da mettere a disposizione del sito. Questa richiesta avrà una maggior probabilità di essere accolta qualora si disponga di un marchio già conosciuto sul web e quindi già in possesso di una certa autorevolezza. Bisognerà quindi proporre dei contenuti che devono essere multimediali come nel caso di infografiche, guide che affrontano in maniera particolareggiata una tematica specifica, interviste che puntano il focus rispetto ad una casistica reale che possa interessare il pubblico.

Aprire un ristorante quali sono i passaggi fondamentali

Aprire un ristorante: quali sono i passaggi fondamentali

Sono tante le persone che vogliono sapere come aprire un ristorante, una delle attività più floride da aprire in questo momento. Ci sono alcuni step che sono necessari e che permetteranno di avere degli ottimi guadagni se messi in atto bene.

Il primo passaggio: l'idea

Ebbene sì, questo è lo step cruciale prima di sapere come aprire un ristorante nel concreto (seguendo i consigli di Ristobusiness). Infatti è bene precisare che la cucina non basta sia una passione per poter pensare di aprire un ristorante. Infatti bisogna precisare che il ristorante richiede un grosso impegno, soprattutto nelle fasi iniziali dell'attività. Inoltre l'idea che possa spingere all'apertura di un ristorante deve guardare al presente, ma anche e soprattutto al futuro. Questo vuol dire provare a sondare anche tra i conoscenti ciò che magari possa avere un buon successo sia a livello di location che di piatti. La progettazione è una fase cruciale che serve per fare in modo che il risultato finale possa essere quanto più vicino a quello che si ha nella mente. Dare anche un'occhiata al mercato e a quello che viene proposto nei ristoranti di livello internazionale è un buon passaggio per iniziare. Infatti si può avere la giusta spinta per intraprendere un progetto nuovo e soprattutto una visione di ristorante che sia capace di assecondare i gusti dei potenziali clienti. Ecco perché chi vuole sapere come aprire un ristorante non può che partire da un'idea che sia ben chiara.

Il piano di fattibilità

Ovviamente, una volta partorita l'idea, bisogna dar seguito ad essa. Il che vuol dire tradurre nei fatti ciò che si ha nella testa. E si arriva così a quello che si chiama piano di fattibilità, ovvero capire quanto bisogna investire in un ristorante di nuova apertura. Si parte dunque dall'analisi dei numeri, ma anche del territorio. Quest'ultima cosa vuol dire geomarketing, quindi capire le zone dove si possa scegliere la giusta location senza essere troppo vicino ad altri concorrenti. Ecco perché è sempre bene chiedersi cosa possa essere utile in quel territorio per avere un ristorante di successo, non solo in termini di estetica del locale, ma anche per quanto concerne le materie prime.
Bisogna poi analizzare con attenzione quali sono i concorrenti e dove essi siano dislocati. Oltre ovviamente a cosa propongano, in maniera tale da offrire qualcosa di differente. Arrivando poi alla parte della programmazione delle spese, facendo una previsione orientativa riguardo i costi di gestione di struttura, ma anche del personale, oltre al tipo di materie prime che si vuole offrire alla clientela.

Altri step fondamentali per aprire un ristorante

Per arrivare all'apertura di un'attività di ristorazione serve comunque adempiere ad una serie di pratiche burocratiche che variano di comune in comune. La cosa importante è scegliere un locale che abbia spazi a sufficienza sia per la sala che per la cucina, in maniera tale da accogliere un giusto numero di persone e garantire la fruibilità delle stesse. Inoltre è bene precisare che chi vuole sapere come aprire un ristorante farebbe buona cosa ad iniziare ad informarsi per quanto concerne i fornitori. Questi sono gli alleati di una buona attività di ristorazione che permetteranno così di avere a disposizione materie prime di qualità. Oltre a dover comunque pensare ad un allestimento che possa essere in linea con ciò che si vuole creare come ristorante. Tutti questi sono passaggi obbligati su come aprire un ristorante che è bene conoscere.

Vendita di forni a legna in muratura a Roma come scegliere

Vendita di forni a legna in muratura a Roma: come scegliere

Per la vendita di forni a legna in muratura a Roma è sempre bene rivolgersi ad un professionista del settore come iacoangeli.com, perché solo un esperto saprà rispettare tutte le misure di sicurezza per la sua installazione e montare un prodotto di qualità. Ma quali sono gli aspetti più importanti sul quale puntare l'attenzione? Ecco qualche suggerimento.

Quando si decide di installare un forno a legna in muratura a Roma, è necessario innanzitutto capire dove posizionarlo perché questa scelta condiziona tutte le altre. Può essere installato, ad esempio, in uno spazio esterno se il clima lo consente in qualsiasi stagione, ma si dovrà avere l'accortezza di sistemarlo comunque sotto una tettoia per evitare la pioggia. In alternativa è possibile posizionare il forno a legna anche all'interno, in cucina o in una zona comunque protetta, ma a patto che la parete sulla quale viene installato sia vicina alla canna fumaria. La terza alternativa relativa all'installazione e alla vendita di forni a legna in muratura a Roma, che comporta però qualche disagio, è quella di creare il forno a legna in muratura su una piattaforma movibile, soluzione ideale se il forno a legna avrà una collocazione provvisoria, che può cambiare di volta in volta. Ovviamente la pedana di appoggio dovrà essere molto resistente perché rischia di sprofondare sotto il peso della muratura: per questo motivo di solito vengono utilizzati all'interno della piattaforma dei rinforzi in ferro.

Le caratteristiche principali dei forni a legna in muratura

Esistono delle caratteristiche molto specifiche che deve avere un forno a legna in muratura per poter essere definito tale. Innanzitutto le misure: un forno a legna per famiglie avrà un diametro compreso fra gli 80 e i 100 cm, lo spessore delle pareti sarà di almeno 20 cm e infine l'altezza complessiva non supererà i 120 cm e non sarà mai inferiore a 90. Ma questi sono solo i dettagli principali perché ci sono molte altre caratteristiche alle quali si deve prestare attenzione. Ad esempio per la realizzazione della base è possibile scegliere un impasto di cenere oppure di vermiculite, un materiale molto utilizzato negli ultimi anni; il tutto, poi, sarà ricoperto di uno strato di mattoni refrattari per la sicurezza degli utilizzatori. Per la canna fumaria, invece, si utilizza esclusivamente l'acciaio Inox che è coibentante. Infine l'intonacatura esterna sia della cupola che della canna fumaria viene effettuata con un impasto speciale che si forma con l'argilla, la sabbia e altro materiale coibentante. Lo spessore massimo di questo rivestimento esterno del forno a legna in muratura non può mai superare i 6 cm.

L'importanza di affidarsi a professionisti del settore

Viste le specifiche che sono state appena elencate, è ovvio che per la vendita di forni a legna in muratura a Roma occorre rivolgersi esclusivamente ad un professionista del settore che abbia una certa esperienza in materia. La realizzazione di uno strumento del genere, indispensabile per determinati tipi di cottura, è molto complessa e deve essere compiuta esclusivamente da chi ne conosce tutti i segreti. Le difficoltà, poi, non sono insite solo nella realizzazione del forno a legna in muratura ma anche nel suo collaudo, operazione indispensabile per poterlo poi utilizzare: questa attività richiede delle particolari accortezze, anche in termini di sicurezza, che solo un esperto saprà attuare. Il consiglio, dunque, è quello di evitare assolutamente di provare a realizzarlo in autonomia ma di contattare solo ditte specializzate per la vendita del forno a legna in muratura a Roma perché in questo modo sarà possibile evitare pericolosi incidenti ed essere certi di avere un forno a legna in grado di garantire performance di livello.

MANUFATTI EDILI DI IACOANGELI L. E D. SNC
Via Laurentina, 30.800 Km - 00040 Ardea (Roma)
Tel. 06.9135827 - Cel. 392.9973828

Le lame a nastro per il legno per un lavoro di alta precisione

Per un lavoro di alta precisione è importante avere la giusta lama per sega a nastro

Le lame a nastro per legno permettono di effettuare lavorazioni che si fanno apprezzare soprattutto per la straordinaria precisione nel taglio. Questo è possibile non solo grazie alle competenze e alla professionalità dell'operatore ma anche e soprattutto in ragione delle caratteristiche dei dispositivi utilizzati. A tal proposito un aspetto essenziale è, per l’appunto, quello della scelta delle lame a nastro per il legno (segui i consigli di Crocoblade). Ci sono tantissime soluzioni che si diversificano per profilo dei denti, per il passo della lama e anche per i materiali utilizzati per la realizzazione. Si possono apprezzare differenze anche piuttosto marcate per quanto riguarda i costi ovviamente in funzione della qualità delle lame. Prodotti di maggior qualità sono sinonimo di maggior precisione nel taglio e una durata più longeva nel tempo. Infatti, utilizzare lame più economiche potrebbe apparire come un risparmio ma in realtà sarà controproducente in quanto non solo la lama potrebbe danneggiarsi immediatamente ma ci potrebbero essere importanti contraccolpi anche sulla qualità del lavoro eseguito con danneggiamenti del legno. Insomma, per eseguire un lavoro di alta precisione e poter disporre di un dispositivo da utilizzare con affidabilità nel tempo, è necessario scegliere delle lame a nastro per legno di qualità come quelle che vengono proposte ad un prezzo interessante da Crocoblade (https://www.crocoblade.com/lame-sega-nastro).

L’importanza di utilizzare le lame a nastro per il legno in maniera corretta

Molto spesso si crede, erroneamente, che acquistare lame a nastro per il legno di qualità sia sufficiente per ottenere realizzazioni ottimali e disporre di un dispositivo in grado di durare molto nel tempo. In realtà non è così in quanto molto dipenderà anche dalla capacità nell’utilizzare le lame in maniera corretta. Ad esempio, se si dispone di lame a nastro adatte per eseguire un determinato taglio non si può pensare di utilizzarlo per un altro taglio. In commercio è disponibile un'ampia gamma di lame che si diversificano prima di tutto per la tipologia di taglio e quindi anche per materiale. Utilizzare una lama che è stata pensata ed implementata per un altro taglio, non solo non permetterà di ottenere una lavorazione in linea con le aspettative del cliente ma soprattutto potrebbe danneggiare anche le lame stesse il che significa un ulteriore costo. Il consiglio è quello di acquistare una ampia gamma di lame a nastro per il legno in maniera tale da poter disporre del proprio laboratorio degli strumenti adatti per ogni richiesta ed esigenza.

Come preservare le lame dall’usura

Le lame che presentano una dentatura rovinata sono praticamente inutili e addirittura controproducenti perché potrebbero rovinare irrimediabilmente un determinato materiale come nel caso del legno. L'aspetto importante è quello, dunque, di utilizzare lame adatte per uno specifico taglio anche per prevenire eventuali danneggiamenti. L'aspetto essenziale dal quale bisogna partire è che i denti delle lame a nastro vengono sottoposte ad un certo impatto fisico nel momento in cui il dispositivo inizia ad effettuare il taglio mentre in seguito lo sforzo si stabilizza e dunque il rischio di danneggiamento si abbatte in maniera considerevole. Un operatore, dunque, se vuole preservare le performance delle proprie lame a nastro per il legno deve cercare di fare molta attenzione nella fase iniziale evitando un impatto troppo deciso e accompagnando, con la propria tecnica per ottenere la giusta inclinazione, il taglio. In questo modo si preserverà il profilo della dentatura e si avrà una ricaduta importante sia sui costi di manutenzione delle attrezzature per lavorare. Ne beneficerà anche il risultato finale che potrà essere in linea con le aspettative.

Cos'è lo Spread

Cos’è lo Spread

Il valore dello spread oggi, come ci viene spiegato su www.valoreazioni.com è un fattore molto importante da conoscere per chi desidera capire quale sia la situazione economica del Paese. Lo spread è infatti l'indicatore della salute finanziaria di un Paese.

Esistono diversi tipi di spread, come il Btp Bund, il quale indica la differenza tra quanto rende un titolo decennale dello Stato da quanto renda il bund tedesco.

Oltre a quello italiano, esistono anche i Btp Bund europei, i quali vengono comparati sempre su termini temporali di 10 anni, con Btp di stato tedeschi di pari durata.

La parola "spread" può essere tradotta come "ampiezza" poiché viene utilizzata proprio per indicare lo spazio o la distanza che c'è tra due prezzi dello stesso titolo.

Come conoscere il valore delle azioni della borsa italiana

Spiegare al meglio i metodi per conoscere il valore delle azioni della borsa italiana non è un compito facile, specie per chi è alle prime armi.

A prescindere dall'esperienza, ogni trader deve sapere qual è il prezzo di apertura e chiusura dei titoli. Inoltre vanno tenuti sempre presenti i prezzi di apertura della seduta, i massimi e i minimi dell'ultimo anno e quello attuale.

Molto importante è saper leggere l'andamento degli indici. L'indice di borsa è l'insieme di titoli di un settore specifico e che quindi fanno parte di un unico "contenitore".

Gli indici vengono calcolati basandosi sul valore dei titoli, composti da 3 sistemi diversi:

  1. gli indici quotati devono avere lo stesso "peso";
  2. il peso dei singoli titoli viene calcolato in base al suo prezzo;
  3. il peso dei titoli viene calcolato basandosi sulla capitalizzazione della Borsa.

Per una corretta lettura delle quotazioni delle azioni, bisogna sempre tener conto del loro prezzo ufficiale, della capitalizzazione e della percentuale sul totale.

Perché è importate conoscere l'andamento dei titoli in borsa?

Per operare al meglio sui mercati è fondamentale saper comprendere l'andamento dei titoli in borsa. Si tratta di leggere dei grafici costituiti da due parametri principali: il prezzo delle azioni e la variazione di percentuale.

Di norma, questi grafici mostrano l'andamento dei titoli sfruttando un sistema a colori: il rosso indica che la quotazione è in ribasso, mentre il verde ne indica il rialzo. Ma in base a cosa queste percentuali rialzano o ribassano?

Il termine di paragone per stabilire le variazioni lo si fa rispetto all'ultima seduta. Se il titolo subisce una variazione negativa, significa che è in calo, mentre al contrario, significa che è in rialzo.

Questa è la base per comprendere l'andamento dei titoli in borsa.

Perché acquistare azioni Tesla?

È possibile ricevere dei profitti investendo sui mercati azionari ma bisogna sapere come muoversi e dove guardare. Come già detto, bisogna tener conto del prezzo di partenza per sapere come comprare azioni di Tesla e di quello attuale per poter operare al meglio.

Tesla è quotata nell'indice principale degli Stati Uniti, ossia il Nasdaq. Per acquistare azioni Tesla però non è necessario recarsi in America. Grazie ai broker presenti nella lista indicata sopra, è possibile acquistare e svolgere altre operazioni dall'Italia, comodamente da casa proprio e perfino dal proprio telefono, in qualsiasi momento.

Migliori vini campani, cinque proposte di assoluto rilievo

Migliori vini campani, cinque proposte di assoluto rilievo

Quali sono i migliori vini campani? Stiamo parlando di una regione all'interno della quale l'enogastronomia ha sempre assunto un ruolo di primo piano. A tal proposito, bisogna saper scegliere il vino adatto ad ogni occasione, puntando magari sull'importanza del Made in Naples. Sono stati pubblicati sul sito di Agrodolce.it e sono estremamente rilevanti per la tradizione locale e non solo.

Gragnano della Penisola Sorrentina

Partiamo da un vino rosso davvero prestigioso. Questa bevanda gustosa può essere abbinata alla classica pizza di scarole, piatto tipico partenopeo estremamente prelibato. Perfetto per pranzi e cene abbondanti, si contraddistingue per un sapore intenso e vivace, in grado di impreziosire pietanze molto appetitose. La sua fama è riuscita ad andare ben oltre la penisola sorrentina.

Campi Flegrei Falanghina Cruna Delago

Proseguiamo con questo vino molto fresco e dall'alta concentrazione di minerali. Può andare benissimo in occasione della Vigilia di Natale, ma si adatta al meglio ad ogni periodo dell'anno. La Falanghina piace per quel suo aroma intenso che richiama al mare e viene generalmente abbinato alle vongole, alle cozze o a qualsiasi altro prodotto tipico del mare.

Campi Flegrei Falanghina Vigna Del Pino

Il nome è praticamente lo stesso rispetto al vino precedente, ma la zona di provenienza varia in maniera sostanziale. Questo tipo di Falanghina proviene dall'area di Agnano, nei pressi del vulcano spento degli Astroni. Diventa delizioso se unito con il baccalà fritto o il tipico capitone partenopeo. Il vino è fresco e ricco di aromi e non può assolutamente mancare sulle tavole napoletane in occasione delle Vigilie di Natale e Capodanno.

Strione

Sempre nei pressi della zona degli Astroni sorge lo Strione, risalente al 2012. Questo vino può essere abbinato alla tipica insalata di rinforzo, che prevede un gustoso mix tra diverse tipologie di ortaggi. La pietanza può essere mescolata con il capitone nelle giornate successive alle principali festività di Natale e Capodanno. Il vino sapido fa da perfetto contraltare alle papaccelle.

Campi Flegrei Piedirosso

Concludiamo questa breve rassegna dedicata ai migliori vini della Campania con questo prodotto della Contrada Salandra. Il Campi Flegrei Piedirosso realizzato nel 2014 va benissimo per carne e verdure di vario genere. Chiunque può abbinarlo come meglio crede, magari aggiungendo dei pezzi di formaggio. Il vino è fresco e genuino, facile da bere e perfetto anche durante la lunga stagione estiva campana.

Migliori vini campani e non solo

Nel complesso, le opportunità ideali per coloro che non vogliono fare a meno dei migliori vini campani sono davvero numerose. Ogni potenziale degustatore può selezionare la propria bevanda preferita all'interno di una selezione pressoché infinita. Se hai intenzione, invece, di scoprire le migliori proposte provenienti da un'altra regione del Nord Italia, scopri i migliori vini trentini su Vino Trentino. Anche in questo caso, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Traduzioni norvegese italiano tutto quello che c'è da sapere

Traduzioni norvegese italiano: tutto quello che c’è da sapere

Possono essere svariati i motivi per il quale si renda necessaria una traduzione professionale dalla lingua italiana a quella norvegese: possono essere documentazioni personali, contenuti a carattere tecnico e molto altro ancora. Trovare un professionista per le traduzioni dal norvegese all'italiano (https://www.pierangelosassi.it/traduzioni-norvegese-italiano/) e viceversa può non essere semplice: il norvegese, infatti, è una lingua molto complessa che ha bisogno di essere conosciuta e utilizzata fin nei minimi dettagli per poterla utilizzare al meglio e nella maniera più corretta, soprattutto se serviranno terminologie tecniche.

La lingua norvegese, derivante dal gruppo delle lingue germaniche e indoeuropee, si distingue ulteriormente in due forme diverse tra loro, ossia il Bokmal e il Nynorsk: entrambe vengono utilizzate nel linguaggio parlato e scritto a seconda dei diversi contesti, e sono ufficiali ambedue. Anche nei contesti più burocratici e tecnici l'utilizzo delle due modalità di lingua viene scelta a seconda di determinati ambiti e trattamenti, ed è proprio per questa motivazione che risulta ancora più complesso l'utilizzo corretto da parte di chi dovrà redarre una traduzione perfetta.

Il professionista giusto per le traduzioni norvegese italiano

Quando si tratta di dover tradurre perfettamente dall'italiano al norvegese, e viceversa, se non si è esperti di questa lingua o madrelingua sarà opportuno affidarsi all'esperienza e alla professionalità di un professionista serio e prezioso di questo settore: stiamo parlando di Pierangelo Sassi. Grazie agli anni di esperienza direttamente nel campo delle traduzioni ufficiali, il lavoro di Pierangelo Sassi può essere utilizzato in molti ambiti e settori, come ad esempio quello finanziario, legale, amministrativo, e molto altro ancora. La sua competenza può essere utilizzata anche in ambiti non puramente tecnici, come ad esempio la traduzione perfetta per documenti e scritti personali dove sia necessaria. Le aree di applicazioni dove si potrà usufruire la competenza linguistica norvegese di Pierangelo Sassi sono le seguenti:

  • Ambito commerciale, finanziario e amministrativo, dove si potranno richiedere traduzioni di qualsiasi documento come ad esempio i bilanci societari, gli statuti, le visure camerali, i contratti di ogni genere, i documenti per i veicoli e le newsletter aziendali;
  • Ambito fiscale, dove si potranno richiedere traduzioni di buste paga, dichiarazioni dei redditi, e qualsivoglia documento fiscale che abbia finalità fiscale per i diversi paesi coinvolti;
  • Ambito notarile, dove si potrà accedere alla traduzione di documentazioni private come ad esempio i testamenti, le successioni, gli atti notarili e molto altro ancora;
  • Ambito legale, dove si potrà richiedere la traduzione, asseverata e perfetta anche da utilizzare direttamente in tribunale, di qualsiasi documentazione legata a questo ambito, come ad esempio la traduzione di sentenze, di documenti processuali, di memorie, atti di citazione, comparse di replica e molti altri ancora;
  • Ambito tecnico, per poter accedere alla traduzione di documenti scritti relativi ai manuali d'uso di diverse tipologie di prodotti, oppure della localizzazione di software;
  • Ambito medico, per poter tradurre efficacemente e con la giusta terminologia tutti i documenti di questo ambito, come ad esempio i referti medici, le relazioni degli studi clinici, le diverse comunicazioni in ambito sanitario e molto altro ancora.

Qualsiasi sia la vostra motivazione che vi spinge a richiedere la consulenza di un esperto nella traduzione norvegese - italiano, Pierangelo Sassi è il professionista giusto per voi.

Detrazione fiscale per zanzariere: è possibile? In che misura? Come ottenerla?

Detrazione fiscale per zanzariere: è possibile? In che misura? Come ottenerla?

Le zanzariere sono detraibili?

In passato sono circolate molte voci circa un’ipotetica detrazione fiscale per le zanzariere. Erano in molti a sostenere che queste potessero godere di agevolazioni fiscali, soprattutto grazie all’idea di un’ipotetica schermatura solare che le zanzariere fossero in grado di offrire.

Ma è veramente così o si tratta di un’informazione errata? Scopriamolo insieme in questo articolo, vedendo se è possibile ottenere delle agevolazioni, in che misura e come ottenerle.

Detrazione fiscale per le zanzariere: rientrano nell’Ecobonus?

Come anticipato, in passato sono circolate alcune voci che parlavano dell’esistenza di possibili incentivi fiscali e della detrazione fiscale per le zanzariere (sul sito shark-net.com trovi interessanti approfondimenti) prevista dall’Ecobonus.

In particolar modo l’attenzione si soffermava sull’ipotetica schermatura solare che alcuni modelli di zanzariera sarebbero in grado di offrire, ma le zanzariere non rientrano nelle agevolazioni fiscali, o quantomeno non tutte vi rientrano.

L’equivoco nasce nel momento in cui il Governo decide di inserire le schermature solari tra le possibili opere di ristrutturazioni detraibili, che rientrano nell’Ecobonus. La disinformazione ha fatto il resto, creando non poco caos sulla questione.

Zanzariera schermatura solare

Cerchiamo dunque di fare chiarezza. Le zanzariere per poter godere detrazioni fiscali dovrebbero avere le medesime caratteristiche tecniche delle schermature solari, ovvero:

  • Marcatura CE.
  • Avere un Gtot inferiore a 0,35 debitamente certificato.

Il Gtot è il parametro che riguarda il fattore solare, ovvero il valore con cui viene indicata la capacità di schermatura dal sole di un qualsiasi prodotto, come una zanzariera o una tenda da sole.

Moltissime zanzariere non hanno questo parametro inferiore a 0,35. La maggioranza dei modelli in commercio, infatti, non rispetta i parametri che la normativa ha imposto per fruire delle detrazioni fiscali.

Agevolazioni fiscali zanzariere: è possibile?

In realtà una possibilità di rientrare in quelle che sono le agevolazioni fiscali 2021 per la sostituzione delle zanzariere esiste.

Opportuno chiarire subito che tali agevolazioni non sono previste per la sola sostituzione della rete. In questo caso non si potrà fruire di alcun bonus.

Oltre al già citato Gtot inferiore a 0,35 (complessivo tra zanzariera e finestra), le zanzariere dovranno rispettare i seguenti parametri:

  • Essere montate stabilmente all’edificio, quindi non smontabili.
  • Essere regolabili. Questo significa che l’utente deve avere la possibilità di aprirle e chiuderle secondo le sue esigenze, ovvero in funzione di quella che è la radiazione solare.
  • Proteggere una superficie in vetro esposta (anche a nord).
  • Rispettare normative locali e nazionali in merito all’efficienza energetica.
  • Essere provviste della marcatura CE.

Chiaramente come anticipato, il fattore fortemente limitante per l’accesso alle detrazioni, è quello del Gtot, perché molti modelli in commercio hanno valori massimi superiori a quelli previsti dall’Ecobonus.

Detrazioni fiscali zanzariere

Nel caso in cui la zanzariera dovesse avere i requisiti richiesti, seguendo la giusta procedura, è possibile ottenere una riduzione delle imposte (IRES o IRPEF) fino al 50% della spesa sostenuta per:

  • Acquisto e installazione
  • Rimozione di sistemi preesistenti,
  • Onorario del professionista incaricato per la compilazione della pratica da inviare a ENEA.

Come usare la fresa a tazza per il legno

Consigli utili per usare le frese a tazza per legno

Le frese a tazza per il legno (come quelle che trovi qui https://www.fraisertools.com/it/fresa-a-tazza-legno.html) sono tra gli attrezzi più importanti per chi si dedica al bricolage in maniera avanzata e ha bisogno di poter sviluppare i propri progetti in piena libertà.

Si impiegano per fare fuori di grandi dimensioni estremamente precisi, che altrimenti con un seghetto alternativo, oppure utilizzando delle raspe, sarebbe praticamente impossibile realizzare, o richiederebbero tempi davvero insostenibili.

Le frese a tazza si impiegano anche per lavorazione di pietra, cemento e metallo, anche se ovviamente le strutture sono leggermente differenti, il principio di funzionamento è però sempre lo stesso.

Come sono fatte le frese a tazza per legno

Sono accessori, spesso realizzati in carburo di tungsteno o altre leghe dure, che si installano su mandrini, e si impiegano con i comuni trapani elettrici oppure con le colonne.

Al centro si trova una punta guida che è assolutamente indispensabile per poter riuscire ad affrontare un taglio in maniera corretta. In assenza di questa, infatti, anche se si arriva perfettamente perpendicolari rispetto al piano da forare, c'è sempre il rischio che la tazza trovi un punto di appoggio preferenziale e ci scappi di mano.

A differenza delle punte da trapano, con le tazze non si parla di fori ma proprio di asportazione di materiale in eccesso. Infatti il residuo che viene tolto dal legno è un cilindro con un foro al centro, che eventualmente si può anche utilizzare per altri piccoli lavoretti.

Le punte a tazza dedicate per il legno hanno i denti con la struttura particolare che consente loro di affrontare senza surriscaldarsi i tagli anche su legni particolarmente impegnativi.

Si impiegano quando si supera la dimensione massima consigliata per le punte, che è all'incirca di 13-15 mm per le punte piene e un po' di più per quelle a spirale.

Come si usa una fresa a tazza

Innanzitutto per cominciare bisogna acquistarne una che sia compatibile con il mandrino che abbiamo a nostra disposizione. Non c'è uno standard unico, ma i produttori sono allineati 3-4 ipologie di innesto che si trovano comunemente nei principali punti vendita.

Verificato il tipo di avvitatura e di serraggio, che può essere con vite oppure semplicemente stringendo sul mandrino fino a far scattare i denti di sicurezza, si provvede all'acquisto di una punta. Questa dovrà avere delle caratteristiche specifiche, adatte per l'applicazione che ci interessa.

Innanzitutto dovrà essere del diametro previsto e tipicamente si trovano punte di ottima qualità anche per dimensioni abbastanza grandi. Superati però i 40-50 mm di diametro, è meglio acquistare un set con le lame intercambiabili per una questione di praticità.

Per la dispersione del calore è indispensabile che la fresa che abbiamo scelto sia dotata di aperture laterali che servono per espellere la segatura e impedire la bruciatura del taglio e della lama.

Si provvede a creare un foro guida con l'apposita punta in dotazione o usandone un'altra, se non si è particolarmente pratici e si preferisce evitare di rischiare di arrivare di colpo con la fresa a tazza sulla superficie.

Il foro guida è indispensabile, perché altrimenti c'è il rischio che la fresa rimanga impigliata nel legno e faccia un effetto di torsione molto violenta scappandoci di mano. In questo caso c’è il pericolo di ferirci in maniera grave con i suoi denti che sono estremamente affilati.

Bisogna arrivare alla superficie di taglio con il trapano già in attività, perché altrimenti non si riesce a penetrare il legno e c'è il rischio che la lama si inceppi. È sempre bene usare un trapano di qualità, dotato di frizione, in grado di regolare la potenza in base alla trazione della punta.

Una volta avviato il taglio è sufficiente spingere in maniera molto delicata la fresa all'interno della zona di taglio fino alla profondità stabilita per poi asportare il materiale tutto insieme. Alcune frese sono anche dotate di una molla per l'espulsione facilitata del disco di residuo.

Trattamento dei tarli cosa non si deve assolutamente fare

Trattamento dei tarli: cosa non si deve assolutamente fare

Le persone amano sempre di più costruire le loro case e utilizzare molti mobili e abbellimenti in legno, travi incluse. Esteticamente molto belle, tuttavia delicate per il fatto di essere soggette agli attacchi di temiti e tarli che possono danneggiare gravemente queste strutture in legno.
Molte persone pensano che il trattamento dei tarli del legno sia possibile con il fai da te, ma sbagliano, vediamo insieme cosa non si deve assolutamente fare.

Tarli del legno e trattamento sbagliato

In presenza di tarli del legno, quale trattamento (approfondisci https://www.glispecialistidelladisinfestazione.com/disinfestazione-tarli-del-legno/) non dobbiamo assolutamente fare e quali sono gli errori più tipici? Per esempio è assolutamente da evitare di passare il pennello impregnato di antitarlo liquido sul legno e di inserire l’insetticida con la siringa o iniettare a pressione del liquido nei fori del legno, infatti, come vedremo, si tratta di fori d’uscita e non di entrata, quindi ormai vuoti.
Non serve mettere neppure bombolette fumiganti nelle stanze, bagnare il legno con petrolio, inserire il pezzo in una busta sigillata con del prodotto chimico e infine, tagliare il legno infestato.

Tipi di tarlo del legno e come riconoscere la loro presenza

Esistono molteplici tipologie di tarli, sebbene quelli che troviamo dentro le nostre case siano principalmente gli anobidi, i lictidi e i cerambicidi; questi ultimi sono grossi e scavano profondamente, producendo rumori anche molto forti, mentre i primi due, di pochi millimetri, fanno buchi di piccole dimensioni.
Non è facile capire se sono presenti o meno dei tarli, tuttavia alcuni segnali della loro presenza sono inconfondibili. Quando notiamo una sorta di polverina di legno sul pavimento abbiamo un segnale forte della loro presenza: le larve infatti si nutrono della cellulosa del legno scartando la parte meno nobile, ovvero la segatura che notiamo per terra accanto al mobile.
Anche i buchi nel legno sono un segnale forte, poiché questi insetti scavano delle sorte di gallerie. Dall’uovo del tarlo esce una larva che diventerà una specie di farfallina e questi buchi sono luoghi di uscita del tarlo quando abbandona il legno. Solo la larva si nutre del legno, il tarlo depone l’uovo destinato a diventare larva e così via.

Quali sono i trattamenti efficaci per combattere i tarli

Una volta che è chiaro quanto sia importante evitare azioni dannose, inutili e costose, vediamo insieme quali azioni sono invece valide per eliminare i tarli del legno.
Un primo trattamento per i tarli del legno è il pallone in PVC da montare a casa e inserendovi dentro i mobili colpiti dagli insetti infestanti; occorre poi eliminare l’aria con una pompa, immettere anidrite carbonica raggiungendo la saturazione. A questo punto la temperatura deve essere tenuta controllata per circa 18 giorni. I tarli necessitano di respirare e aver privato dell’aria l’interno del pallone li uccide, sia che si trovino in stato adulto che sotto forma di larva o di uovo.

Un secondo trattamento per i tarli del legno, del tutto ecologico anche per le persone che abitano in casa, prevede che il tarlo del legno sia presente nel parquet o in altri oggetti che non possono essere spostati, come ad esempio le travi. Si tratta dell’uso di un emettitore di microonde che innalza la temperatura nel legno sino a 75°C. Non c’è problema per il legno che sopporta fino a 200°C ed è trasparente alle microonde.
Entrambi i sistemi sono ecologici per gli abitanti della casa o gli animali domestici e sono verificati da Istituti di Ricerca.

Le migliori app per contare le calorie ed essere sempre in forma

Le migliori app per contare le calorie ed essere sempre in forma

La dieta e l'alimentazione sono un argomento assai diffuso soprattutto in certi periodi dell'anno, quando si avvicina la prova costume. Seguire un regime alimentare per perdere peso e tenere sotto controllo le calorie non è facile. In circolazione, però, esistono alcune possibilità per facilitare l'incombenza, scegliendo le migliori app per contare le calorie. In questo modo avrai sempre a portata di mano tramite il tuo smartphone un conta-calorie preciso e dettagliato per tenere sotto controllo quello che mangi e monitorare le tabelle nutritive dei diversi alimenti. Contare le calorie aiuta a migliorare la forma fisica ed è un aspetto fondamentale soprattutto nelle diete ipocaloriche, dove per dimagrire bisogna mantenere un regime calorico che non superi una certa soglia (sostanzialmente si deve bruciare più di quanto si ingerisce, così da favorire una perdita di peso consistente in poco tempo).

Contare le calorie ma non solo

Gli alimenti sono formati da tre elementi nutrienti principali: zuccheri/carboidrati, proteine e lipidi/grassi. Sono questi a determinare le calorie di un cibo perché ogni grammo di questi elementi fornisce un diverso apporto calorico. Per calcolare le calorie di un piatto è quindi importante conoscere i grassi, le proteine e gli zuccheri presenti in ciò che stanno mangiando.
Le calorie possono essere sommate tenendo conto dei singoli ingredienti che compongono una ricetta, ma occorre tener presente anche il metodo di cottura usato ed eventuali condimenti aggiuntivi. La parte edibile è quella da tenere in considerazione perché è quella che effettivamente viene mangiata, quindi le calorie vanno contate su quella parte, eliminando tutti gli altri scarti (dal peso effettivo del cibo considerato). Esistono delle tabelle nutrizionali o delle pratiche app per cellulari che aiutano a dirci quante calorie hanno 100 g di un determinato alimento e da là si può partire per moltiplicare i vari numeri a seconda del peso. Qualora non si avesse a disposizione una bilancia per avere il peso preciso, si possono usare altri elementi come unità di misura come cucchiaini, bicchieri o piatti.

Diversi i cibi, diversa la quantità di calorie

Per la quantità di pasta o riso si può usare una scodella come unità di misura, mentre la verdura non necessità di particolare attenzione alla quantità, dal momento che contiene pochissime calorie e cucinata in determinati modi (al vapore o lessa) con poco condimento può essere consumata a volontà.
La frutta si misura tenendo conto del rapporto volume-peso. Per un frutto grande ne possono servire due piccoli anche se è opportuno non superare i 2-4 frutti al giorno. Il pane è un alimento che ha un contenuto calorico che dipende da tanti fattori a partire dalla lievitazione, dalla farina usata e quindi diversi tipi di pane possono avere quantità di calorie molto diverse e pesi differenti.
Le calorie da sole però non bastano per perdere peso perché si possono assumere poche calorie mangiando cibi spazzatura (magari assumendo soltanto quelli), ma avere carenze di altre sostanze oppure esagerare con zuccheri e grassi senza riuscire dunque, può aiutare a dimagrire, ma non basta se non si presta attenzione agli altri macro-nutrienti, rischiando di non riuscire a raggiungere i traguardi sperati nella perdita del peso.

Le ville per matrimoni più belle della Campania

Le ville per matrimoni più belle della Campania

Ville per matrimoni e tenute in Campania

Sta per arrivare quel giorno indimenticabile in cui la sposa da principessa diventa regina, e se ti sposi in Campania, tenute e ville per festeggiare il giorno del vostro matrimonio non mancano di certo. Ville stupende, dimore storiche, location in riva al mare, potrete anche scegliere un castello per fare da cornice ai vostri festeggiamenti.

Con l’aiuto dei wedding planner di www.weddingpowerlab.com abbiamo selezionato le più belle e scenografiche tenute e location della Campania per aiutarti a organizzare un matrimonio da sogno, corredato da fotografie di matrimonio indimenticabili.

  • Villa Orsini
  • Castello Ducale Castel Campagnano
  • Castello di Limatola
  • Torre San Severino
  • Palazzo Pecci
  • Castello dell’Ettore
  • Villa Althea
  • Mamamare

Villa Orsini - Le ville per matrimoni più belle della Campania

Villa Orsini

La cornice neoclassica di Villa Orsini per ospitare eventi e ricevimenti è perfetta, offre una struttura armoniosa e raffinata.

Villa Orsini è la location ideale per festeggiare le vostre nozze nei suoi elegantissimi interni e nel rigoglioso giardino. I suoi spazi sono indicati per ospitare sia riti civili che religiosi, regalando un tocco di esclusività alla giornata e rendendo il vostro evento indimenticabile.

Villa Orsini si trova al Passo di Mirabella a Mirabella Eclano (Avellino).

Castello Ducale Castel Campagnano

Castello Ducale Castel Campagnano

Storica villa location per matrimoni e cerimonie, molto prestigiosa e ricercata in provincia di Caserta. Un castello del XVIII sec. a Castel Campagnano, con eccellenti standard e servizi di alto livello. In passato fu dimora della Contessa Ferrara.

A Palazzo Ducale Castel Campagnano potrete allestire il vostro matrimonio nelle ampie sale interne. Una delle poche location per matrimoni, cerimonie e ricevimenti della provincia di Caserta che può accogliere 250 posti a sedere nelle sale interne, 250 posti a sedere nel cortile e 300 posti nel parco.

Raggiungibile facilmente da tutta la Campania, a pochi km da Caserta e solo qualcuno in più da Napoli, Benevento ed Avellino.

Castello di Limatola

Castello di Limatola

Un castello antico per matrimoni in Campania? Scegliete il fascino del vecchio maniero, scegliete Castello di Limatola.

Con le sue pareti affrescate e le caratteristiche corti renderà unici i vostri festeggiamenti di nozze. Dimora medioevale nel beneventano, il Castello di Limatola è un prestigioso punto di interesse storico e artistico, la cornice ideale per un matrimonio degno di una regina e di un re.

Gli ambienti che la dimora racchiude sono vari, ideali per banchetti con un alto numero di commensali:

  • La Sala Canelli, si caratterizza per la forma di una piazza.
  • Il Salone delle feste, adatto all’accoglienza di celebrazioni per grandi occasioni.
  • Le Sale Gotiche che si affacciano sulla corte interna rappresentano il nucleo più antico della struttura.

Sono ambienti che possiedono la peculiarità di avere volte ad ogiva, con la luce che filtra delicata da piccole finestre e che si riflette sulle pareti in pietra. Completa l’atmosfera un grande camino.

Torre San Saverino

Torre San Severino per il vostro matrimonio

In un’oasi incontaminata, tra canneti e una rigogliosa macchia mediterranea, svetta maestosa la location per matrimoni Torre San Severino, una meravigliosa e suggestiva dimora di pregio che vanta più di mille anni di storia.

Bellissima villa per cerimonie nei dintorni di Napoli, precisamente a Licola, uno dei luoghi di caccia preferito dai Borbone, nonché scenario d’ispirazione di poeti e pittori.

Oggi Torre San Severino è un complesso rurale che, con il suo fascino antico, i giardini fioriti e il rigoglioso parco, rappresenta una tra le location per ricevimenti più ambite del territorio napoletano.

Per il giorno del vostro “sì, lo voglio”, Torre San Severino mette a disposizione degli sposi tutti gli spazi interni ed esterni della struttura. I fasti delle sale interne e il rigoglioso giardino che circonda la piscina, trasformeranno il vostro ricevimento nuziale in un evento davvero memorabile e unico.

Palazzo Pecci Benevento

Palazzo Pecci

Tra le ville per ricevimenti in Campania, Palazzo Pecci è un bellissimo complesso architettonico sito a San Leucio del Sannio, a circa 7 chilometri da Benevento.

Con il suo splendido giardino in stile inglese di circa 1500 mq abbellito da fontane, la sua cantina esclusiva, la piscina a filo con acqua salata arricchita da una cascata, i suoi autentici mosaici che si alternano sui pavimenti delle varie stanze, è la location ideale per chi desidera realizzare un ricevimento di nozze indimenticabile.

La grande sala dei ricevimenti e il resto della struttura consentono eventi per una capienza di 220 persone.

Castello dell'Ettore Benevento

Castello dell’Ettore

Castello Normanno dell’ottavo secolo, dopo numerose ristrutturazioni presenta ancora un perfetto stato di conservazione. Castello dell’Ettore si trova nel borgo antico di Apice e farà da splendido scenario alle vostre nozze.

Dispone di meravigliose sale interne, di giardini curatissimi e terrazze panoramiche, consentendovi ricevimenti con un alto numero di invitati. Possiede anche un’esposizione di reperti archeologici e un museo.

Villa Althea

Tra le strutture più belle per festeggiare le nozze a Caserta, Villa Althea offre uno spazio unico e suggestivo, immerso in una riserva naturale di 5 ettari.

Il complesso permette di festeggiare sia nelle sale interne, che di poter tenere il ricevimento nel giardino della villa, ospitando amici e parenti in un parco lussureggiante.

Per chi non volesse sposarsi in chiesa, nei giardini di Villa Althea è anche possibile celebrare il matrimonio con il rito civile.

Mamamare

Il mare come cornice da sogno per un ricevimento perfetto. Se sognate il giorno del vostro “sì, lo voglio” in una location con vista sul mare o magari un matrimonio con ricevimento in spiaggia in Campania, Mamamare è un luogo pieno di magia.

A poca distanza da Napoli e Caserta, potrete godervi un ricevimento tra il dolce rumore delle onde e l’eleganza unica di un posto estremamente raffinato.

Perfetto anche per chi è alla ricerca di una location per matrimoni invernali in Campania al mare, dispone infatti di interni romantici, accoglienti ed eleganti, dotati anche di un camino.

I santuari di Montevergine e SantaFilomena (Mugnano del cardinale)

I santuari di Montevergine e SantaFilomena (Mugnano del cardinale)

La Campania, con il suo capoluogo, Napoli, è una terra davvero incantevole, dove le antiche tradizioni continuano ad avere un valore fondamentale per la gente del posto. Storie e racconti vengono tramandati di generazione in generazione e gli antichi monumenti del passato, spesso testimoni di storie interessanti, degne di essere raccontate, mantengono nel tempo il loro splendore. 

Se avete intenzione di visitare la Campania e siete interessati a visitare edifici di alto valore storico e culturale non potrete non recarvi in luoghi quali il Santuario di Montevergine ed il Santuario di Santa Filomena. 

Questi due Santuari si trovano all’interno di una peculiare cornice paesaggistica in Campania quella della seppur poco conosciuta Irpinia.

Il Santuario di Montevergine è un complesso monastico di Mercogliano. L'abbazia territoriale di Montevergine è una della sei abbazie territoriali italiane. In questo luogo si osserva il culto della Madonna di Montevergine e ogni anno sono più di un milione le persone che vi si recano con devozione in pellegrinaggio. Giungendo a Montevergine potrete ammirare la basilica nuova, costruita tra gli anni Cinquanta ed i primi anni Sessanta. Sul fondo si trova il trono in marmo dove un tempo si trovava il dipinto della Madonna di Montevergine, sostituito poi da un crocifisso schiodato.

Alcune delle finestre della costruzione sono decorate con vetrate raffiguranti degli Angeli. Dal fondo della navata destra si può accedere alla basilica vecchia. Accanto alla nuova basilica si trova il campanile. La basilica antica risale alla prima metà del 1.100 ed è quindi molto antica. Essa presenta elementi appartenenti sia allo stile romanico che a quello gotico. Tale edificio è costituito da un'unica navata. Sono presenti delle lapidi che raccontano alcuni momenti salienti della storia del santuario. 

Non mancano all'interno del Santuario numerose cappelle, dedicate a diverse figure e merita una menzione particolare la Cripta di San Guglielmo

Molti pellegrini decidono di salire la montagna a piedi, addirittura qualcuno a piedi nudi. Molti altri invece preferiscono arrivare qui con i bus turistici. Un’altra opzione interessante è rappresentata dalla funicolare. Usando quest’ultima è possibile ammirare un panorama mozzafiato della montagna durante la salita e la discesa.

Il Santuario di Santa Filomena si trova a Mugnano del Cardinale nella bassa irpinia. Esso contiene le reliquie della Santa, che fu portata in questo luogo da Don Francesco De Lucia. Tale edificio è di colore bianco. La facciata del Santuario, davvero splendida, presenta una cupola con una piccola torre cilindrica ed è accompagnata da due torri, gemelle nell'aspetto, che superano in altezza la sopra citata torretta cilindrica. Il portale dell'edificio è in bronzo e non mancano all'interno della struttura un gran numero di opere d'arte, testimoni di una storia passata, ricche di fascino e con una certa rilevanza culturale. 

Entrambi i santuari sono meta di pellegrinaggi da parte di moltissimi cattolici ma anche dagli amanti della cultura e dell'arte, che giungono in questi luoghi per poterli ammirare in completa tranquillità, durante il loro soggiorno. In generale la Campania è una terra ricca di santuari, chiese, basiliche e cappelle che vale la pena visitare, in quanto ognuno di questi edifici è contraddistinto da alcune precise peculiarità.

Ma dove alloggiare durante il proprio soggiorno? Una buona idea potrebbe essere quella di trascorrere qualche giorno In Irpinia per godere del verde paesaggio e di un contesto incredibilmente naturalistico e di pace. Da queste parti infatti la vita scorre molto piu’ lenta e tutta la popolazione appare decisamente più rilassata rispetto a quella che vive nel vicino capoluogo (Napoli). Se preferite invece una vacanza un po’ più all’insegna della dinamicità e del folclore potete soggiornare a Napoli ed effettuare da li un’escursione alla Basilica di Santa Filomena e proseguire poi per la Basilica di Montevergine.

La pastiera napoletana storia, leggende e ricetta

La pastiera napoletana: storia, leggende e ricetta

La Pastiera Napoletana è un dolce tipico pasquale della tradizione partenopea, preparato con ricotta vaccina, grano cotto e uova.

Si comincia a preparare dal Giovedì Santo, e non se ne prepara mai solo una, perché la tradizione vuole che venga mangiata il sabato, la domenica di Pasqua e anche il lunedì di Pasquetta.

La pastiera napoletana è un must per chi ha origini partenopee, non esiste Pasqua senza mangiarne almeno una fetta, rappresenta un vero e proprio simbolo!

Oggi vi raccontiamo miti e leggende sulla Pastiera, un dolce che tutti conoscono, ma di cui pochi sanno davvero la storia delle sue origini, che sembrano essere antichissime.

La leggenda della Sirena Partenope

Ad oggi sono moltissime le persone che credono nelle origini pagane della pastiera; infatti, secondo un’antichissima leggenda, la prima a preparare questo dolce fu proprio la Sirena Partenope, a cui si deve anche la nascita della città di Napoli.

Gli abitanti del luogo, proprio per ringraziare la sirena di aver scelto il Golfo di Napoli come sua dimora, incaricarono 7 delle più belle ragazze dei villaggi di portarle ognuna un dono della natura: farina, ricotta, uova, grano tenero, acqua di fiori d'arancio, spezie e zucchero. Così Partenope, ricevuti i doni decise di mescolarli insieme, e così nacque la pastiera.

La leggenda dei pescatori

Esiste un’altra leggenda che narra la nascita della pastiera napoletana, ed è legata al mondo del mare e dei pescatori.

La storia racconta che le mogli dei pescatori erano solite lasciare sulla spiaggia, in offerta al mare, dei cesti pieni di ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d'arancio, sperando che questo bastasse per far sì che i loro consorti potessero tornare a casa sani e salvi.

Una notte però, durante una forte tempesta, le onde del Mare finirono per mischiare tutti gli ingredienti lasciati nelle ceste e l’indomani le donne, tornate sulla spiaggia, trovarono dei dolci già pronti, le pastiere.

Si dice che il Mare per ringraziarle, non solo aveva fatto tornare i mariti sani e salvi, ma gli aveva anche regalato un dolce delizioso.

La vera ricetta della Pastiera delle suore di San Gregorio Armeno

Tralasciando i riti e le credenze pagane, la storia ci dice che la vera ricetta della Pastiera napoletana così come la conosciamo noi oggi, nacque nel XVI secolo in un convento di suore a San Gregorio Armeno, la strada dei pastori nel centro storico di Napoli, che oggi tutto il mondo conosce per i suoi presepi.

Si narra che in questo convento, la ricetta della Pastiera nacque per caso, perché una delle suore volle sperimentare per riuscire a realizzare un dolce che racchiudesse al suo interno tutti gli ingredienti simbolo della Pasqua.

L’esperimento riuscì più che bene e ben presto, le pastiere della suora diventarono famosissime.

La storia della Pastiera e della “regina che non ride mai”

L’ultimo racconto riguardante la Pastiera napoletana è forse quello più comune che tutti, almeno una volta nella vita, hanno sentito raccontare dai nonni.

La storia racconta di Maria Teresa D'Austria, la moglie del re Ferdinando II di Borbone, che venne soprannominata "la regina che non ride mai”.

Un giorno, dopo forte insistenza del re, suo marito, che pare fosse una persona estremamente golosa, cedette e acconsentì a mangiare una fetta di pastiera.

Si narra che la primo boccone la tristezza della regina improvvisamente scomparve e lasciò il posto ad un grande e bellissimo sorriso, così che il re esclamò: "Per far sorridere mia moglie ci voleva la pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo".

Vediamo insieme la ricetta che ci hanno inoltrato i ragazzi di https://www.lebuoneforchette.it/.

La ricetta della pastiera dello chef partenopeo Antonino Cannavacciuolo

Sono davvero moltissimi ormai gli chef che propongono ogni anno le loro ricette della pastiera napoletana.

Sappiamo che la vera pastiera è una, ma sappiamo anche che oggi sono tantissime le versioni che vengono proposte.

Abbiamo deciso di prendere in considerazione quella di uno chef le cui origini non potrebbero mai deludere la preparazione di un dolce così tradizionale, delicato ed importante per tutti i partenopei.

Per preparare la pastiera, Cannavacciuolo divide il procedimento del ripieno in 2 fasi, vediamo gli ingredienti per l’una e per l’altra:

  • Fase 1
    • 300 gr di grano cotto
    • 200 ml di latte
    • 1 cucchiaio di strutto (sostituibile con del burro se si preferisce)
    • la scorza di 1 limone
    • la scorza di 1 arancia

  • Fase 2
    • 350 gr di ricotta di bufala fresca (è possibile utilizzare anche una semplice ricotta vaccina)
    • 300 gr di zucchero
    • 4 uova intere
    • 3 tuorli
    • un pizzico di cannella in polvere
    • 150 gr di canditi (arancia e cedro, a cubetti)
    • 5 gocce di aroma di fiori d’arancio

Vediamo ora gli ingredienti per preparare la pasta frolla

  • 390 gr di farina 00
  • 55 gr di farina di mandorle
  • 135 gr di zucchero a velo
  • 75 gr di uova
  • 220 gr di burro
  • 1 bacca di vaniglia
  • 2 g di sale

Procedimento

Per la pasta frolla

In una ciotola capiente mescolare il burro con la farina di mandorle, lo zucchero a velo, la vaniglia e il sale. Unite un po’ alla volta le uova (a temperatura ambiente) e la farina fino a che il composto acquista consistenza e sia lavorabile a mano.

A questo punto formate una palla di impasto ed avvolgetela nella pellicola trasparente.

Riponetela in frigorifero e lasciatela riposare qualche ora.

Per il ripieno

In una pentola cuocete a fuoco bassissimo tutti gli ingredienti della fase A, in modo da ottenere una crema omogenea e senza grumi, mescolando di tanto in tanto per circa 30 minuti.

Una volta raggiunta la giusta consistenza, spegnete il fuoco e conservate il composto a temperatura ambiente (ricordate di eliminare le scorze degli agrumi).

A questo punto iniziate a montare gli ingredienti della fase B in una planetaria o con lo sbattitore elettrico.

In ultimo unite i due composti aggiungendo infine i canditi e l’aroma di fiori d’arancio.

Assemblamento

Stendete la pasta frolla che avrete tirato fuori dal frigo e foderateci una tortiera, lasciandone un po’ da parte per le strisce.

Riempite la teglia con il composto ottenuto dalle 2 fasi di lavorazione e, con la pasta frolla rimasta formate delle strisce, che andrete ad intrecciare sulla superficie della torta.

Infornate e cuocete la pastiera per circa 1 ora a 190° per più o meno un’ora (vale sempre la prova stecchino per controllare la cottura degli ingredienti interni.

Terminato il tempo di cottura, spegnete il forno e lasciate raffreddare la pastiera con il forno socchiuso per almeno 90 minuti.

Servire a temperatura ambiente.